I film del decennio: la lista DEFINITIVA

I film del decennio: la lista DEFINITIVA

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Allora, è andata più o meno così. Ho chiesto in Redazione di votare i migliori film degli anni Dieci, una lista, senza limiti di possibilità o votazione. Ovviamente si è aperta una sorta di gabbia da wrestling dove abbiamo potuto accapigliarci per quasi una settimana a colpi di “Sorrentino MAI” e “Nolan mi puppa la fava”. Tutto regolare.

(E per essere sinceri, nessuno ha avuto da ridire sul concetto di “anni Dieci”, perché online ne ho lette di ogni tipo. Siamo d’accordo che col 2020 iniziano gli anni Venti? Ok, proseguiamo.)

Io che propongo cose alla Redazione

Finita l’aspra lotta, dopo aver raccolto i denti sul ring, dopo i “ti meriti l’amore che supera la gravità di Inception” e i “spero che Thanos snappi via dall’universo tutta la filmografia dei supereroi”, i risultati delle votazioni sono state inserite in un algoritmo potentissimo che sfrutta l’intelligenza artificiale per dare risposte difficili a problemi che non ci eravamo posti, che ha sputato la seguente lista. Ovvero, mi sono messo a leggere tutti i commenti e a mia insindacabile decisione ho inserito i film più giustamente votati.

Le nostre scelte tengono conto non solo dell’evidente qualità del film, ma anche della sua portata culturale. Perché un prodotto artistico va valutato anche in base all’impatto che ha sul pubblico. Purtroppo.

 

Non sarete d’accordo. Per voi altri saranno i film del decennio.

Va bene così, forse vogliamo anche un po’ il flame, in fin dei conti… Sapete dove trovarmi.

Sigla!

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1- Mad Max: Fury Road – George Miller (2015)

Direi che il primo posto è indiscutibile. Le ragioni sono mille. È un film che setta l’asticella, che crea un nuovo giro di boa col quale tutti dovranno confrontarti, che definisce un prima e un dopo (e di film così ne esce uno ogni generazione, nella migliore delle ipotesi). È uno dei film più femministi che l’industria di Hollywood abbia prodotto negli ultimi decenni. È la trasposizione dell’Anabasi di Senofonte, ma in versione post-apocalittica, con le macchine che esplodono e con Charlize Theron. Esattamente quello che avrebbe fatto Senofonte se avesse avuto la possibilità. È un miracolo di tecnica, di montaggio, di fotografia.

Serve altro?

 

2- Boyhood – Richard Linklater (2014)

La sola idea di un film il cui tempo cinematografico e quello reale coincidono (portando quindi ad una produzione lunga decenni) è folle quanto meraviglioso. Linklater crea il suo personale lascito alla storia, provando a travalicare i limiti del cinema stesso.

Se vi servono altre ragioni, suonate a casa Pandini.

 

3- Holy Motors – Leos Carax (2012)

Un film sul cinema, sulla sua magia, sulla sua follia. Carax rispolvera i suoi attori di sempre e uno dei personaggi più anarchici del cinema (Monsieur Merde) e prova a portarci fra le pieghe stesse della pellicola, dove i mondi collidono e si fondono. Il cinema come anarchia, come movimento, come trasformismo, come divinità (meccanica) da cui partire e a cui tornare.

Imprescindibile.

Un cazzo di chitarrista con la chitarra in fiamme.

 

4- Parasite – Bong Joon-ho (2019)

Il film perfetto di Bong Joon-Ho, in cui riesce a coniugare l’aspetto umano con quello politico. Un diorama della lotta di classe e di come oggi sia impossibile. Una regia strepitosa coadiuvata da interpreti pazzeschi, che nel giro di pochi secondi e di poche espressioni, riescono a cambiare completamente il tono del film, mescolando i generi. Riesce ad essere un ottimo home invasion, un’ottima commedia ed un ottimo melodramma. Tutto in uno e senza perdere un briciolo di coesione.

Class(ico).

 

5- Her – Spike Jonze (2013)

Una delle più belle e umane rappresentazioni della tecnologia e del rapporto fra uomo e macchina. Dove la macchina è sia riflessione sulla tecnologia che sull’uomo, sulla sua condizione nel mondo di oggi, sulle emozioni ed i sentimenti. E poi la voce di Scarlett Johansonn è qualcosa di sublime.

Emozione pura.

 

6- Drive – Nicolas Winding Refn (2011)

Gli anni Dieci sono gli anni di NWR. Della sua estetica e della sua regia, volta tutta all’esaltazione di quella stessa estetica. Riesce a mescolare cinema “autorale” e cinema d’intrattenimento (questa distinzione non dovrebbe esistere) creando opere che abbacinano gli occhi e provando (anche se non sempre riuscendoci) ad esplorare territori nuovi (vedi Too Old To Die Young). Drive è il film che lo consacra, sorretto da una regia così bella da far sembrare bravo pure Ryan Gosling (si scherza, ti si vuole bene. Ora però zitto e guida). E con una colonna sonora pazzesca.

Continua a guidare, non preoccuparti del resto.

L’essenza stessa del cinema

 

7- Il Filo Nascosto – Paul Thomas Anderson (2017)

La definitiva ossessione di un regista che non ha sbagliato un singolo film in questo decennio. Manicale fino al parossismo, come il suo protagonista, volto alla perfezione, di cui lascia traccia qua e là. Come un filo nascosto. Daniel Day Lewis è senza dubbio perfetto nel ruolo, così come lo era ne Il Petroliere. Stiamo parlando di cinema elegante, raffinato, quasi d’altri tempi.

Sontuoso.

 

8- Leviathan – Andrej Zvjagincev (2014)

Il nuovo cinema russo non è sempre di facile fruizione, ma regala perle come questa. Seguo Zvjagincev dai tempi de Il Ritorno, senza stancarmi mai. Lontano dalle narrazioni a cui siamo abituati e capace di affrancarsi anche dai modelli insostenibili come Andrej Tarkovskij, il regista crea un registro tutto suo che si muove sotto le emozioni e lontano dalla parola.

Un nuovo sguardo.

 

9- La grande bellezza – Paolo Sorrentino (2013)

Forse non il più bel film italiano, ma sicuramente il più significativo del decennio. Sorrentino crea la sua Roma, ed un circo di personaggi memorabili al centro dei quali troneggia e gigioneggia Servillo. Basterebbero alcune sequenze dedicate alla città per metterlo fra i migliori film, ma il suo valore travalica i confini e lo rende un film fruibile anche per il mercato estero (cosa spesso non vera per i film italiani). Sì, è un valore aggiunto.

Felliniano.

Oddio no, un’altra lista dei migliori film

 

10- Avengers Infinity War/Endgame (considerati un film unico) (2018-2019)

Non faccio alcun discorso tecnico a riguardo, non parlo di CGI, buchi di trama o altro. Quello che ha fatto la Marvel è rivoluzionario, senza dubbio. Ha creato una serie televisiva GROSSA quanto decine di film (e di anni) e l’ha conclusa con un doppio episodio epico, pieno di momenti memorabili e splash pages clamorose. Questo doppio film segna la pietra miliare di un progetto colossale. Punto.

Colossale.

 

 

 

Menzioni speciali:

La Favorita – Yorgos Lanthimos (2018): because you look like a badger.

The VVitch – Robert Eggers (2016): semplicemente uno dei migliori horror di sempre, per atmosfera, interpretazioni e contesto storico. Black Phillip rulez.

Non essere cattivo – Claudio Caligari (2015): il testamento di Caligari, duro e poetico al tempo stesso, con Borghi e Marinelli perfetti.

The Raid – Gareth Evans (2011): ha riscritto le regole del cinema di arti marziali, riportandolo agli antichi fasti. Direi che basta questo.

Arrival – Denis Villeneuve (2016): forse la miglior fantascienza del decennio, capace di coniugare aspetti visivi strepitosi con un’idea importante di fondo ed uno uso della linguistica stupefacente.

Dunkirk – Christopher Nolan (2017): menzione per Nolan, che al netto di tanti errori (non solo in Interstellar, ma anche in Dunkirk – tutti i militari sono bianchi, per esempio), crea un film che parla del tempo e del tempo al cinema.

Carnage – Roman Polanski (2011): divertente, graffiante, duro e con un cast perfetto.

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