Hana-bi, i fiori di fuoco di Takeshi Kitano

Hana-bi, i fiori di fuoco di Takeshi Kitano

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PREMESSA – Visto il recente interesse per il cinema asiatico suscitato da Parasite e la mia improvvisa nostalgia per gli anni 90, ho deciso di parlarvi di un altro film orientale, probabilmente il primo che ho visto nella mia vita e quello che mi ha fatto perdutamente innamorare del cinema del paese del sol levante, sto parlando di Hana-bi di Takeshi Kitano.

Questo è ormai considerato un classico, un film umoristico, violento, malinconico e assolutamente brillante, probabilmente uno dei migliori dell’epoca (e per me non solo).
Nessuna recensione potrà mai fare giustizia ad un film del genere, Hana-bi va per forza visto. È una di quelle esperienze intime, che oltre a far venire voglia di diventare registi, attori e pittori, è capace di entrare dentro e diventare una parte di chi la guarda, proprio come una cosa vissuta in prima persona.

Sì, nel caso non si fosse capito, sono una grande fan del regista Takeshi Kitano, che in questo caso recita anche nella parte principale e Hana-bi è probabilmente il mio preferito tra i suoi film.

Che vi piaccia o meno, non ci sono dubbi sul fatto che Takeshi sia un talento indiscusso del cinema, cosa che ha ampiamente dimostrato scrivendo e dirigendo questo capolavoro. Ma non è solo un bravo scrittore e regista, è anche un bravissimo attore: la sua interpretazione in Hana Bi è straordinaria e unica nel suo genere. Nessun altro avrebbe potuto interpretare il ruolo di Nishi come lui, riuscendo a comunicare tantissimo senza neanche dire una parola durante tutta la prima parte del film e indossando degli occhiali da sole nell’altra. E non solo, anche tutte le bellissime immagini che vengono mostrate occasionalmente durante il film sono state dipinte da lui.

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“Ho scritto una storia in cui si parlava di persone che provano a sfuggire un crudele destino che contrasta con il loro sentimento di eternità ed ho provato a renderlo visibile con Hana-bi”

Hana-bi racconta la storia di Yoshitaka Nishi (Beat Takeshi ♡ ), un poliziotto apparentemente tranquillo, ma che in realtà nasconde un carattere irascibile e spesso anche violento, il quale si troverà costretto a fare i conti con se stesso e la sua vita dopo che una serie di sventure si abbatteranno su di lui: sua moglie Miyuki (Kayoko Kishimoto) diverrà malata terminale, perderà il lavoro a causa di un incidente che causerà la morte di un suo collega e ne ridurrà un altro, Horibe (Ren Osugi), su una sedia a rotelle e si indebiterà con la Yakuza per pagare le cure alla moglie.

Kitano, senza neanche parlare, dà voce a tutte quelle persone che hanno difficoltà a soffrire, a sopportare i propri errori e confrontarsi con i sensi di colpa.
Hana Bi, i fiori di fuoco, accendono lo schermo di emozioni: Nishi passa dall’essere un uomo duro e spietato che intrattiene rapporti con la Yakuza, all’essere un uomo totalmente perso in un mondo di dolore e rimpianti. Se fino a ieri disprezzava ciò che aveva e faceva di tutto per stare lontano da sua moglie, solo quando sarà tardi, si renderà conto di quanto gli mancherà in realtà.

Un film minimalista, lento, sereno, brutale e incredibilmente triste e divertente. Ripeto: Takeshi Kitano è senza dubbio uno dei più grandi talenti cinematografici viventi, in grado di comunicare molto con nulla, rispetto a molti altri che comunicano nulla pur usando di tutto. Se non lo conoscete ancora, Hana-bi è l’occasione migliore per farlo.

あの雲はたが
なみだつつむぞ
-芭蕉
Whose tears
do those clouds enfold?
-Bashō


Titolo originale | はなび
Regia | Takeshi Kitano
Anno | 1997
Durata| 103 min

 

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