C’è un momento, guardando i film di Yorgos Lanthimos, in cui smetti di chiederti cosa stia succedendo e inizi a sentirti a disagio per il semplice fatto di guardare. Succede con la crudeltà calibrata de Il sacrificio del cervo sacro, con i giochi di potere disturbanti de La favorita, con la precisione quasi chirurgica di Poor Things. Le inquadrature dall’alto, i corpi immobili, la luce fredda, la sensazione che ogni scena sia una trappola elegante costruita apposta per chi osserva. Ecco: le fotografie di Lanthimos sembrano partire esattamente da lì.
Yorgos Lanthimos fotografo: il lato meno noto del regista di Poor Things
Dal 9 aprile al 2 giugno 2026, la Cripta di San Michele Arcangelo a Torino ospita Yorgos Lanthimos. Photographs, mostra curata da Giangavino Pazzola nell’ambito della terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival, quest’anno dedicata al tema Mettersi a nudo.
Nato ad Atene nel 1973, Yorgos Lanthimos è uno dei registi più riconoscibili del cinema contemporaneo, e anche uno dei più difficili da imitare davvero. Il suo immaginario è inconfondibile: corpi osservati quasi come oggetti di studio, dialoghi straniati, spazi scenici che assomigliano a laboratori di esperimenti mai del tutto dichiarati. Con Poor Things ha conquistato il Leone d’Oro a Venezia e quattro Oscar; con Kinds of Kindness ha confermato di non avere alcuna intenzione di diventare accomodante. Ma c’è una parte della sua ricerca che resta meno raccontata, ed è proprio la fotografia.
Le fotografie di Lanthimos tra set, corpi e artificio
Le immagini in mostra nascono nell’orbita di Poor Things e Kinds of Kindness, ma non sono semplici foto di scena. Non documentano, non illustrano, non fanno da backstage patinato. Sono immagini autonome, che usano il set come pretesto e come spazio mentale.
Emma Stone e Willem Dafoe compaiono in ambienti costruiti, sospesi, rarefatti. Ma a colpire è soprattutto ciò che Lanthimos decide di non nascondere: attrezzature tecniche, frammenti di scenografia, tracce evidenti della macchina cinematografica. Tutto quello che di solito viene escluso dall’inquadratura qui resta dentro. E, restando, cambia significato.
È una cosa che Lanthimos sa fare molto bene, sia al cinema sia nella fotografia: rendere visibile l’artificio senza interrompere l’incantesimo. In La favorita le grandangolazioni deformanti ricordano continuamente che stiamo guardando una costruzione. In Dogtooth la recitazione volutamente meccanica svela il dispositivo. Anche in queste fotografie la natura artificiale dell’immagine non è un difetto da correggere, ma il vero soggetto. Le prospettive dall’alto, le composizioni rigorose, la luce nitida e quasi clinica producono quella sensazione di straniamento controllato che è da sempre la sua firma.
Perché la mostra di Yorgos Lanthimos a Torino vale la visita
La scelta della Cripta di San Michele Arcangelo come sede espositiva non sembra affatto casuale. C’è un dialogo preciso tra lo spazio e le opere: la cripta è sotterranea, sospesa, quasi fuori dal tempo; le fotografie di Lanthimos lavorano proprio su quella stessa instabilità, su una realtà che sembra sempre in bilico tra finzione e verità.
È una di quelle scelte curatoriali che funzionano davvero, perché il contenitore non si limita a ospitare il contenuto, ma lo amplifica. In questo caso l’effetto è chiaro: l’ambiente accentua il senso di sospensione, rende le immagini ancora più perturbanti, ancora più coerenti con l’universo visivo del regista greco.
Non è nemmeno la prima volta che Lanthimos espone il suo lavoro fotografico. Negli ultimi anni la sua produzione visiva si è strutturata con sempre maggiore chiarezza, anche attraverso pubblicazioni dedicate. Il punto interessante, qui, è che la fotografia non appare come un’appendice della carriera cinematografica, ma come un linguaggio parallelo, con una sua autonomia e una sua logica.
Come visitare la mostra di Yorgos Lanthimos a EXPOSED 2026
La buona notizia è che la mostra è gratuita. Per accedere basta registrarsi e ottenere il PASS EXPOSED, che viene inviato via email sotto forma di QR code.
- Mostra: Yorgos Lanthimos. Photographs
- Dove: Cripta di San Michele Arcangelo, Torino
- Quando: dal 9 aprile al 2 giugno 2026
- Ingresso: gratuito con PASS EXPOSED
Il pass consente inoltre di visitare anche altre mostre del festival, trasformando la visita in qualcosa di più ampio di una singola tappa. EXPOSED 2026 porta infatti a Torino un programma diffuso, con numerose esposizioni indoor e outdoor dedicate alla fotografia di ieri e di oggi.
Una porta laterale perfetta per entrare nel suo universo
Se siete a Torino tra aprile e giugno 2026, questa è una mostra da segnare. E non soltanto se amate già il cinema di Lanthimos. Anzi: forse funziona ancora meglio per chi con il suo immaginario ha un rapporto incerto, curioso, leggermente diffidente.
Le sue fotografie sono una porta laterale interessante da cui entrare nel suo mondo: meno racconto, meno sceneggiatura, meno mediazioni. Più atmosfera, più tensione, più sguardo. Esattamente dove Yorgos Lanthimos riesce quasi sempre a essere più preciso — e più inquietante.

