Treevenge, un Natale rosso sangue per Jason Eisener

Treevenge, un Natale rosso sangue per Jason Eisener

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Tagliaboschi brutti e cattivi

Siete anche voi stanchi dei soliti film natalizi in cui la giovane donna in carriera senza tempo per trovarsi un fidanzato ed il giovane uomo in carriare senza tempo per trovarsi una fidanzata (al posto di donna e uomo mettete qualunque genere preferiate) inciampano letteralmente l’uno sull’altro e finiscono per baciarsi sotto il vischio?

Se avete risposto “sì”, siete nel posto giusto. Altrimenti l’uscita per Love Actually è da quella parte, grazie. (Ok, faccio il duro, ma Love Actually è un capolavoro. NdS)

Treevenge non è il solito film di natale. Per rendersene conto, basterebbe sapere che il regista Jason Eisener è diventato famoso per Hobo with a Shotgun (vincendo il premio per il trailer che Tarantino e Rodriguez avevano istituito per Grindhouse); oppure riconoscere che la musica che accompagna le prime scene è di Riz Ortolani ed è presa dal cult Cannibal Holocaust.

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L’idea è piuttosto semplice: gli abeti sono senzienti e non ne possono più dei soprusi che gli umani perpetrano nei loro confronti tutti gli anni. Loro vorrebbero solo vivere nella natura, quando ecco che dei taglialegna bifolchi, cattivi e caricaturali li abbattono senza pietà. Arrivano addirittura ad uccidere i “cuccioli”, solo per divertimento e per la mattanza. Gli alberi così mutilati vengono poi venduti a festose famiglie, che li addobbano a festa e scartano i regali sotto le loro fronde.

Ma gli alberi non ci stanno più e scatenano la loro tremenda vendetta, restituendo colpo su colpo i soprusi subiti. Nel giro di pochi minuti il film diventa un crescendo di gore e violenza, sostenuto dal puro godimento divertito che immagino abbia mosso il regista. Eisener riesce a miscelare commedia, horror e citazionismo per il cinema splatter ed exploitation degli anni settanta, che culmina con la carneficina degli ultimi minuti, furibonda e politically scorrect, ricoperta di sangue rosso vivo ed effetti speciali artiginali ben congegnati.

Usare Ortolani all’inizio dà in qualche maniera la chiave di lettura: Treevenge è una sorta di remake-farsa di Cannibal Holocaust in versione arborea. E riesce a passare, increbile a dirsi, nella distorsione dello splatter e dei personaggi caricaturali, anche un messaggio ecologista. Sopra ogni cosa, però, rimane il gusto per il cinema di genere, per le trovate ingegnose in piena libertà che forse solo nell’horror ancora si possono trovare. La grande capacità di mescolare i generi di Eisener rendono questo corto il perfetto regalo natalizio per gli amanti dell’horror (non adatto a tutti gli stomaci, ecco).

Riguardatevelo prima di addobbare l’albero. E pensateci quando prendete un albero vero.

Perché anche gli abeti nel loro piccolo si incazzano.

 

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