Memorie e pensierini circa lo Spring Attitude Festival 2015

Memorie e pensierini circa lo Spring Attitude Festival 2015

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Resoconto ragionevole del weekend romano

Lo Spring Attitude Festival è un festival di musica elettronica che tra i festival europei è in forte ascesa, cosicchè, tra tutti i festival che potevamo andare, abbiamo deciso per questo, di festival.

Lo Spring Attitude Festival 2015 è stato un festival con un programma davvero forte.

sa festival

Siccome che purtroppo durante la settimana lavoro, allora non ci sono potuto andare al giovedì a Roma. Ma mi hanno riferito che è stato tutto molto bello, in una locazione piacevole e suggestiva (il Maxxi, Museo nazionale delle Arti del XXI secolo), in un’atmosfera molto intima e raccolta, con gente molto intima e raccolta e uno spettacolo di luci mozzafiato. Il vincitore morale della serata, mi viene detto, è stato Yakamoto Kotzuga (che, ora possiamo dirvelo, è italiano eh). Mentre il venerabile Cut Hands pare non fosse propriamente in se stesso e danzasse come una puttanella smaniosa in un campo di fiorellini fallici, da cogliere tutti quanti. John Talabot anche è piaciuto.

maxxi roma

Venerdì mattina, a un orario dichiarato di recente incostituzionale dalla Consulta, arrivo a Roma. La sera siamo al Macro Testaccio – La Pelanda & Factory (un nome che stilla erotismo. P e l a n d a. Sentilo sulle labbra e in bocca, mentre lo pronunci). I Glass Animals non si esibiscono perché all’ultimo hanno detto che non ci riuscivano più a venire, ché forse il cantante c’aveva un calcetto. Quando entriamo sta suonando Shigeto.

Davanti al palco, sul lato, si scatena una rissa. Ci chiediamo cosa spinge la gente a pagare 30 euri per un concerto shiuuuusss wooooooomb titipliti fuzzfuzzfuzz presabbene e fare abbotte appena entrati. Mistero. O forse droga. Assunta da tipi che non sanno farsi la giusta dose della giusta sostanza, penso. La mia sensibilità di bambino cosmico 2001 odissea nello spazio viene urtata dalla scena. Esco per la presammale. Rientro. Shigeto si alterna tra la consolle e la batteria, producendo un bel mix di hip hop strumentale e musica elettronica, e soprattutto dando chiari segnali di sofferenza fisica nell’atto di colpire ripetutamente i piatti. Spettacolo meritevole. Bravo. Promosso. Entra nel Team Facchinetti.

Subentra Romare. Uno degli esemplari umani più goffi che ho visto mai muoversi a tempo. Nel complesso simpatico, con quegli occhiali del cazzo stile kings of convenience. Musicalmente molto valido. Sinestetico. La gente è divertita e contenta. A un certo punto lo devo mollare perchè sull’altro stage attacca Populous.

Lo show è molto bello: vengono proiettate immagini notturne multiple di paesaggi, alberi e animali della savana che accompagnano vari pezzi di Night Safari. Si balla tanto, a occhi chiusi  e semichiusi, fino all’ultima canzone, Brasilia. Applauditissimo, con merito. Tra i migliori produttori italiani, e non solo.

Terminato Popolous, ci rispostiamo dillà. Ha iniziato da pochi minuti a suonare l’headliner della nottata, lo sciamano SBTRKT, con solita maschera (inca, questa volta) a coprire il volto. Purtroppo non suona live, ma fa solo il dijei. Bene, ma non benissimo. In ogni caso la folla è scatenata. Io un po’ meno, chè l’essermi svegliato alle 6 inizia a chiedermi conto delle mie azioni. Parte Gosh di Jamie xx. Bellastoria. La parte finale dell’esibizione prende una deriva troppo bum bap bum bap per i miei gusti. Mi sento inca anch’io. L’hip hop è sempre benvenuto. Tranne che alle 4 del mattino.

Vincitore personale della serata: Andrea Mangia, in arte Popolous, orgoglio italico. Salviamo i marò.

la_pelanda

Sabato pomeriggio suonano nella stessa storia stesso posto stesso bar i Godblesscomputers e Ninos du Brasil. Meriterebbero: mi incuriosisce soprattutto il primo, che ha fatto uscire da poco poco un bel pezzo pezzo: Closer. Cerco per tutta la casa le forze, ma non le trovo. La 5P mi intorbidisce le capacità psico-motorie. La 5P non è una nuova pasticca mirabilandia ma la pasta panna, prosciutto, pancetta, pomodorini e parmigiano.

Si fa sera. Ci dirigibile verso lo Spazio Novecento bevendo Stefanuccio (un cocktail di nostra invenzione a base di vodka e lemon e nientaltro). Arriviamo con molta calma, verso l’una, lasciando che Portico, Kelela e Youarehere suonino per altre e alte platee: mi spiace, specialmente per gli ultimi, ma s’è raggiunta un’età per cui gli appuntamenti che partecipiamo devono essere selezionati; il fisico non regge il doppio impegno campionato-coppa.

spazio-900-roma

Ci accoglie Baths, il produttore che viene da Tarzana, un buco di culo di posto vicino Los Angeles. Attorno a me raccolgo pareri contrastanti, a me non dispiace, anzi. Dal vivo è molto più energico che in studio. Introduce l’ultimo brano dicendo che tratta di sesso omosessuale. Qualcuno spiega a voce alta che è frocio.

Breve pausa. Ci spiaggiamo sulla moquette della terrazza fuori. Ci viene chiesto se sappiamo dove trovare dell’mdma. Rispondo che a leccarsi la moquette ci si fa il più bel trip della vita. Ci richiamano dentro i Siriusmodeselektor (Siriusmo + Modeselektor), che suonano assieme in anteprima mondiale, pare. Spaccano tutto quello che c’è da spaccare. La visual graphic è WOWZIOSTAIMALE.

 

Facciamo una puntatina alla saletta di sotto, dove ci stanno suonando i Doldrums. Affatto male. Peccato non avere potuto sdoppiarci per seguire anche Drink To Me e Omosumo. Molto bravi e italiani. Che i dj rom andassero a fare i dj rom al loro paese rom.

Alle 4 del mattino fa capolino in consolle Apparat. Ci prendiamo un sacco di bene. Viaggiamo oltre le colonne d’Ercole quando parte Therapy. Un leggero soffio vitale rinfresca le nostre palpebre, chiuse e riaperte in un frammento d’attimo. Sono le 6. Il sole sorge e illumina. Apparat saluta con A New Error. Sorrisi mentre le persone colano fuori lo Spazio Novecento.

Domenica sera, mentre un treno in ritardo di un’ora e mezza sulla vita comune ci riporta a Milano, suona Clark. Sarà per la prossima volta. Siamo certi non avrà deluso.

spring attitude festival

Spring Attitude Festival è un festival che avrà ancora tempo di crescere, migliorare e limare qualche piccola imperfezione.  Ma è un festival che mette in circolo un mix di ambientazioni, scenari, luci, artisti, suoni e persone già diventato unico. Per questo, è un festival che va ringraziato. Ché non è scontato esserci in Italia. Ci siamo fatti del bene.

 

Qui trovi la nostra selezione di 15 brani del meglio del meglio di Spring Attitude.

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