Give Me 5 (Scottature Edition) | vol. 93

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“E ricorda la crema!”

La veemenza della raccomandazione della madre torna trapanare il cranio del ragazzo, oggi come anni fa. Aveva volto gli occhi verso il cielo, bofonchiato un “Sì, sì…” e la sera, ridisceso a valle dai monti, sfoggiava un colorito da menzione speciale della giuria ad un concorso di bellezza tra aragoste, non dissimile da quello che ora premia la sua cute per il servilismo con cui ha ceduto l’ombra del fazzoletto di spiaggia alla sirenetta, che, chi sa perché, si trova a condividere quella mezza giornata al mare con lui, vagheggiando riconoscenze per la sua straordinaria ed anacronistica galanteria.

L’umiliazione brucia, brucia di imbarazzo, di rabbia e brucia la schiena. Soprattutto la schiena. E anche un po’ le orecchie.

Per sollevarsi volge il pensiero ai suoi eroi musicali: forse non si sono mai scottati anche loro? Non è difficile per chi si espone per mezzo della sua arte arrostire sulla graticola dei fan o ricambiare il favore a questi; ma pure nella vita di tutti i giorni gli sarà capitato di rosolare per questioni di cuore, o almeno di scriverne.

Al ragazzo balenano in mente cinque scottature musicali, scottature nel senso polivoco che va impregnando il filo dei suoi pensieri.

 

You’re Gonna Get Your Fingers Burnt – Alan Parson’s Project Ovviamente la mamma col suo rockettino semplice ma levigato con mestiere: “Te l’avevo detto”. La prossima volta metto la crema. 

PermanantingSteven Wilson Passi decenni da asceta del prog e appena provi a divertiti un attimo con la canzone dell’estate… SACRILEGIO! Al rogo Steven, macchiatosi del peccato di aver scoperto che con le canzoncine si rimorchia. Il fan ha sempre la torcia a portata di mano.

One of Us Must Know (Sooner or Later)Bob Dylan Questa brucia. Tanto. Tantissimo. Bob ti guarda, mezzo sorriso e, come se fosse la cosa più scontata del mondo, biascica: “Ma come? Non avevi capito da subito che non era una cosa seria?”

Go Your Own Way – Fleetwood Mac La risposta a quanto riportato sopra: “Ma no, sono io che ti lascio andare…” e intanto bruciore di stomaco, secchezza delle fauci e la faccia arrossata che si incendia.

Feurio! Einsturzende Neubauten Infine, non solo umiliazioni: c’è anche il fuoco della passione e della rabbia. Il fuoco della fucina nella quale viene forgiato il nuovo mondo con gli strumenti dell’industria e dell’alchimia, affinché nuova pelle si generi e vada a coprire le terribili ustioni lasciate dall’incendio del Reichstag e da quanto ne è seguito. Il fuoco purificatore della rinascita.

Poi si fa sera, i due giovani lasciano la spiaggia e tornano in macchina. Lui gira la chiave nel quadro, l’auto si accende e parte l’ultimo singolo di Steven Wilson nell’autoradio. Lei lo fissa e gelida gli fa: “Scusa, sbrighiamoci che mi aspetta Fausto a cena”.

Anche le docce fredde scottano.

 

Nicolò Craveri

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