Calendario Saltelli 2016

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Perché Tronchetti Provera ci spiccia casa

Ero sotto la doccia, e tra una performance canora e l’altra riflettevo sui drammi esistenziali che ci attanagliano quotidianamente: “c’è vita dopo la morte?”, “perché quando dico al parrucchiere di spuntarmi i capelli esco come Natalie Portman in V Per Vendetta ma senza la figaggine della Portman?”, “quanto ci saranno rimasti male i meccanici di tutto il mondo per il nuovo calendario Pirelli?”.

Non so se tra un post sulla pagina di Adele e un carlino vestito da Drake (grazie, Doug the Poug) vi sia capitato di leggere la notiziona del nuovo calendario Pirelli: la fotografa Annie Leibovitz ha buttato le modelle strappone nel bidone dell’umido, e ha deciso che i mesi del 2016 andranno scanditi a suon di donne con le cosiddette “palle”. Metaforicamente parlando.

Siccome noi di Salt siamo svegli e sempre sul pezzo – tipo che a noi il Tronchetti Provera ci spiccia casa – potevamo farci scappare uno spunto del genere per blaterare? NO, che domande. E allora eccovi il Calendario Saltelli 2016: 12 donne della musica con le palle (le donne, non la musica. Ché poi, se sono donne con le palle a farla, di conseguenza avrà le palle anche lei, no?), accompagnate da altrettante canzoni con gli attributi.

1. Patti Smith, Because The Night
Ok, lei l’abbiamo rubata a Tronky Provy, ma vuoi mettere? È la donna del rock per eccellenza.

2. Spice Girls, Wannabe
Dedicata alla piccola disadattata che è ancora in me, che se la ballava tutta fingendo di essere Sporty Spice. Più tosta di così!

3. Janis Joplin, Piece Of My Heart
Avete davvero bisogno di una spiegazione?

4. Amy Winehouse, Back To Black
Questa viene lasciata, muore a hundred times, e tira fuori un pezzo del genere.

5. Alanis Morissette, Ironic
L’inno del Maiunagioia. It’s like meeting the man of my dreams and then meeting his beautiful wife. And isn’t it Ironic? A me sembra solo sfiga, cruda e brutale. Però oh, Alanis, se me lo dici tu mi fido.

6. Kim Gordon (Sonic Youth), Shadow Of A Doubt
Dopo quasi vent’anni di matrimonio, il marito la lascia per una più giovane. E non stiamo parlando del ragioniere di turno, ma di Thurston Moore, chitarrista dei Sonic Youth. Quindi divorzia da lui e dalla band, e che fa? Scrive un libro (che io sto ancora cercando), Girl In A Band, e resta più tosta che mai. Ciao poveri.

7. Skin (Skunk Anansie), Charlie Big Potato
La più cazzuta di tutte. Prima di sedersi su una delle poltrone di X-Factor, cantava in mezzo alle blatte. E per chi non lo sapesse, ha prestato la sua voce anche ai Marlene Kuntz, qui.

8. Bjork, Innocence
Una nuova innocenza, quella dell’età adulta, che ruggisce e trasuda meraviglia, nell’album più colorato di Bjork, Volta.

9. Florence Welch (Florence+The Machine), What Kind Of Man
Dal suo ultimo album, una delle mie canzoni preferite. Via il body glitterato, fuori le palle. Bene così.

10. Karen O (Yeah Yeah Yeahs), Heads Will Roll
Prima di pubblicare il suo album da solista, Crush Songs, e di diventare mamma, urlava di ballare fino allo sfinimento in mezzo a delle teste rotolanti su un pavimento.

11. Alison Mosshart (The Kills), Sour Cherry
La tipa se la sbulleggia insieme al marito di Kate Moss da anni, e tirano fuori un album più bello dell’altro. Niente da aggiungere.

12. Shirley Manson (Garbage), I Think I’m Paranoid
Video in bianco e nero e una voce che fa morire dalla voglia di essere lei per poter cantare bend me, break me anyway you need me, all I want is you, senza sembrare più disperate che fighe. Ah.

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