Listen: 140 Years of Sound | Tutte le voci dell’universo

Listen: 140 Years of Sound | Tutte le voci dell’universo

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Fonte: Margot Lombaert Studio

 

La storia del suono è un unico, immenso, imperscrutabile mistero. Le sottili tecniche a disposizione dell’archeologia contemporanea ci permettono di ricostruire i volti dei nostri antenati da crani antichi milioni di anni e ricomporre la loro dieta da denti e tombe – ma che rumore faceva la loro voce? Qual era il verso dei dinosauri? E che ritmo avevano gli antichi canti tribali che risuonavano nelle caverne, dopo il calar del sole? Nemmeno la British Library, con le sue centinaia di milioni di libri, ha una risposta a queste domande. Quel che ha, però, è una collezione invidiabile di suoni, voci, versi, canzoni registrati e minuziosamente custoditi da quando l’inventore parigino Édouard-Léon Scott de Martinville inventò il primo fonautografo  nel 1857. E un’esibizione temporanea per aprire questa preziosa costellazione di suoni al mondo. Listen: 140 Years of Sound.

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ASCOLTA, ti intimano le lettere cubitali impresse su una parete altrimenti bianca, nell’atrio comune della biblioteca nazionale britannica. Dal muro emergono delle grandi cuffie nere, vecchio stile: è un invito ad intraprendere un viaggio alternativo nel tempo e nello spazio. Il senso che ci guida non è, questa volta, la vista – ma l’udito. Un viaggio in quella sfumatura che il maestro della sperimentazione musicale John Cage definiva come “la separazione non tra suono e silenzio, ma soltanto tra l’intenzione di ascoltare e quella di non farlo.

100 registrazioni scelte accuratamente per rappresentare l’impatto che l’invenzione del fonografo prima e della radio poi hanno avuto sulla cultura e società inglese (ma non solo). Una storia raccontata attraverso una dettagliata linea del tempo dipinta sulle pareti, che spanna tra il 1877 – anno in cui Thomas Edison brevettò il suo fonografo – ed il 2017, con i suoi iPod di ultima generazione e Spotify. Le voci di alcuni dei personaggi più amati della storia e della letteratura – siano la pioniera dell’aviazione Amelia Earhart, l’inventrice del concetto contemporaneo di infermeria Florence Nightingale o la follia visionaria di James Joyce che legge ad alta voce il proprio monumentale Ulysses.  140 Years of Sound ha l’ambizione di portare in vita una macchina del tempo ben oliata ed offrirla in dono al visitatore.

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Così, piccole capsule contengono artefatti gelosamente nascosti al pubblico durante il resto dell’anno: un fonografo del 1900 appartenente ad Edison in persona o l’antico registratore utilizzato per catturare la voce di Tennison nell’atto di recitare “The Charge of the Light Brigade” nel 1890; una miriade colorata di vinili e dischi rari, un x-ray proveniente direttamente dall’altra parte della cortina di ferro, una scintillante, vecchia radio che urla ROCK IS NOT DEAD, iconici boombox e – ovviamente – uno dei primi iPod, lanciato sul mercato ormai diciassette anni fa.

Fonte: ianvisits.co.uk

Forse l’esperienza più destabilizzante che 140 Years of Sound propone, però, è un’altra. Ricavati in qualche parete disseminata qua e là lungo il percorso della mostra, dei comodi listening pod insonorizzati permettono di accoccolarti in uno spazio che sembra subito lontano anni luce dal flusso fastidioso di anonimi visitatori. Proiettandoti in un mondo ovattato dove nulla, se non il suono, importa, i listening pod permettono di ascoltare il canto delle balene nel cuore dell’oceano, farsi ispirare da un’emozionante live della poetessa afroamericana Maya Angelou nel 1986 o trattenere le lacrime con le poesie recitate da Sylvia Plath; sentire la voce di Jorge Luis Borges o scoprire la lingua ormai abbandonata di lontane civilizzazioni.

La sottile linea rossa che collega tutto ciò, forse, può essere ritrovata, quasi per caso, in una delle foglie d’erba di Whitman, “Proud music of the storm”:

Give me to hold all sound, (I, madly struggling, cry,)
Fill me with all the voices of the universe,
Endow me with their throbbings, Nature’s also,
The tempests, waters, winds, operas and chants, marches and
dances,
Utter, pour in, for I would take them all.

***

Listen: 140 years of recorded sound è visitabile gratuitamente!

Dove? Nella Entrance Hall della British Library (96 Euston Road, Londra)

Fino a quando? La mostra chiude i battenti domenica 13 maggio 2018.

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