Roma | Empire state of Torpigna

Roma | Empire state of Torpigna

by -
0 2665
L'opera di Carlos Atoche all'incrocio tra Via di Torpignattara e Via Rovetti.

Edilizia popolare. Multiculturalismo. Case basse appoggiate a condomini infiniti. Vie strette che sfociano in viali aperti in epoche successive. La geografia urbana di Parigi l’hanno cambiata le rivolte, i piani napoleonici, la paura delle barricate. Torpignattara, borgata romana, invece, si è adattata a se stessa.
Non ci sono arrivato da solo, lo ammetto. Anche perché per chi non conosce la Capitale, Torpignattara, per gli amici Torpigna, non è un posto dove vai se sei turista. Spesso non è nemmeno un posto dove vai quando a Roma ci vivi. E’ lontano dai luoghi comunemente ritenuti “migliori”. Ci è arrivata la Metro C, adesso. Ma la Metro C ancora non sa di essere arrivata a Roma (long story short). A Torpigna mi ci hanno portato i ragazzi di Festina Lente, associazione di giovani straordinari che propone un approccio diverso alla città. Uno “sguardo più lento”, come dicono loro, accompagnando visite guidate che fanno scoprire i tesori nascosti della capitale, quelli che non sapevamo di avere.

LEGGI ANCHE  PPP dei muri

Sui muri di Torpigna continua, nasce e cresce una narrazione ora indipendente, ora legata a doppio filo ai volti e alle storie del quartiere. Una ventina di artisti diversi. Un vero e proprio fermento curato dalla Galleria Wunderkammern, dalla Galleria Varsi e Mu.Ro. Quello che segue, quindi, è un viaggio per immagini tra poster, stencil, spray, stickers, acrilico. Non è una guida o una selezione (anche perché tutte le opere straordinarie che vi si possono trovare non stavano in un articolo). E’ una sensazione di ritorno. E’ il frutto del puro e semplice piacere di alzare gli occhi in mezzo a un apparente niente urbano per restare piacevolmente stupiti. E’ la consapevolezza che il fatto che Roma spesso sembri mancare di un centro vero e proprio può essere una fortuna.

Coffee Break di ETAM CRU.

Questi artisti sono stati accolti talmente bene dalla cittadinanza che nella loro rappresentazione non potevano non metterci pure una tazzina. Che no’o voi ‘n caffè? Tra l’altro, pare che una signora che abita li vicino si sia lamentata più volte durante la realizzazione, ma non appena finita l’opera ha iniziato a portarci le amiche in gita tutta fiera. Anvedi che han fatto!?

"Coffee Break" - ETAM CRU
“Coffee Break” – ETAM CRU

Suggerimento. “Coffee break” va visto al mattino. C’è un momento in cui la luce cadrà perfetta seguendo le linee che attraversano il volto dell’uomo, passando tra le intercapedini del condominio e dando la sensazione precisa del risveglio.

LEGGI ANCHE  Roma, ex Mira Lanza | Un po’ di possibile

A. Segura Donat, in arte DULK

Artista andaluso che a Torpigna si è sbizzarrito. Mentre cammini a caso per via Antonio Tempesta puoi alzare gli occhi e imbatterti nel suo panda rosso (o forse è un orso?) che contiene un uovo, ma anche un pappagallo, ed è pure spezzato a metà ma tenuto insieme da un cerotto. N.B.: la coroncina in testa al panda rosso è la firma dell’autore. Zoommate.

TORPIGNA 1
DULK firma l’opera di Via Antonio Tempesta

E’ un giorno di quelli che a Roma non capitano spesso, quello in cui passo di qui. C’è una luce che è un set, un filtro, una forza della natura. Un giorno di nuvole basse e pioggia lontana. Di vento tiepido che allontana febbraio e pulisce il cielo dando ai colori e a ciò che raccontano un senso ancora più profondo. Così ti giri, dopo che hai cercato di decifrare il panda rosso, e ti imbatti nella rappresentazione di:

ETNIK, i Quattro Elementi

Nomen omen. (Con il tributo speciale delle incrostazioni causate probabilmente dalle perdite di un bagno – breve storia triste, ma annotatevi questo problema se vi troverete a dibattere sul comportamento da tenere di fronte a queste opere di arte urbana).

I quattro elementi visti da ETNIK.
I quattro elementi visti da ETNIK.

L’ATLAS

Quando Ludovica ed io abbiamo visto l’opera di Verlato, “Hostia”, davanti avevamo notato un grumo di segni un po’ strani. Sorpesa. Divinatio. E’ ATLAS, gigante di urban art che è sbarcato a Roma. Studi calligrafici chiusi tra parentesi quadre. Dio che belle le parentesi quadre. In generale nella vita.

ATLAS tra parentesi quadre.
ATLAS tra parentesi quadre.

JEF AEROSOL

Via Gabrio Serbelloni. Alzate gli occhi e invadete il cortile di questa casa con lo sguardo, come ha fatto Jef. Seguite con lo sguardo la direzione delle frecce. Inclinate la schiena come lui. Poi aguzzate la vista sulla scritta che va dal basso verso l’alto.

You can’t put your feet on the ground until you have touched the sky

Jeff Aerosol
Jeff Aerosol

STEN LEX

Questi due artisti hanno realizzato un’opera tramite una tecnica complicatissima chiamata poster stencil. Ci vuole un minimo di follia per comprender(n)e le intenzioni – previa comprensione della tecnica. Base. Matrice. Incolla. Taglia. Strappa. Boh. Forse non era in quest’ordine? Ecco, appunto. La bellezza di quest’opera sta nella sua mutevolezza. I materiali lentamente si lasciano andare con le intemperie e la stessa foto a distanza di mesi darebbe un risultato ottico completamente diverso.

TORPIGNA 5
LEX STEN – poster stencil

HERAKUT

Una donna col velo. Due occhi enormi. Una scritta fatta con lo spray. L’opera del duo HERAKUT è il compimento di una serie di esperienze di passaggio in diversi campi profughi. Ma il bagaglio di quanto visto sbatte contro la realtà del quartiere e ne esce mutato. La racconta. Quest’opera è un tributo alla multietnicità di Torpigna. Al senso di famiglia che si crea nello stato di necessità.

herakut4
L’opera di HERAKUT

Dall’Empire State of Torpigna non è tutto.
Ma questo è molto di quanto – di bello – vi si può trovare.

 

Anche tu puoi sostenere SALT! Negli articoli dove viene mostrato un link a un prodotto Amazon, in qualità di Affiliati Amazon riceviamo un piccolo guadagno per qualsiasi acquisto generato dopo il click sul link (questo non comporterà alcun sovrapprezzo). Grazie!

NO COMMENTS

Leave a Reply