Il termine girly si riferisce a quell’attitudine allo spasimo e al capriccio proprio della condizione femminile e shut up and kiss me potrebbe essere una di quelle frasi esplicative di una vaporosa categoria. Affermazione intesa non come tiepido suggerimento ma come ordine perentorio. Il pugno di ferro nel guanto di velluto, la gatta sul tetto che scotta, un diavolo per capello e via così discorrendo.
I testi e il sound di Angel Olsen oltre a essere perfettamente girly sono altrettanto indie. Niente di cerebrale o particolarmente innovativo, solo la vincente combinazione di voce – ironica, potente – e di una chitarra elettrica miagolante. Rosa, è il caso di dire, che questo inferno è tutto rosa.
Il magone e un capriccio un po’ sexy sono i principali messaggi di un brano che vuole ricordare quanto ci piace tribolare, ma anche soffocare gli attriti relazionali in un passionale contatto fisico. Baciami, stupido, ché, sotto l’aria agguerrita ed emancipata, siamo comunque creature cresciute a fette biscottate e romanticismo nelle fantasie aranciate di bar, di barmen e di amori folli, perché confrontarsi tutti i giorni con la bigia quotidianità svilisce un po’ l’alone rosa bubblegum del nostro drama interiore. Il divismo è così difficile da coltivare il giovedì mattina.

Angel Olsen dice no (strano) e Shut Up Kiss Me suggerisce di rinverdire l’intensità adolescenziale, quando tutto era così dannatamente assoluto e dicotomico, in un certo senso sanguinante. Offrire il cuore al primo sprazzo di sole e sentire nel sentimento la completa espressione di sé stessi. E chiamale se vuoi emozioni.
Il pubblico a cui si rivolge la cantautrice di Chicago è composto da ragazze che chiedono di essere baciate per la loro personalità piuttosto che per le tette (ripeto, strano), per il loro carattere. Complicate, impegnative, comunque girly.

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E potremmo anche commentare che siamo generazionalmente più immaturi. Che alla fine dei vent’anni ce ne viviamo ancora sedici, ma in fondo va bene così, tutto lascia supporre che abbiamo i tempi e i modi per farlo e ci sarà sempre un posto dove andare, un’ultima festa che aspetta solo noi. Qualcuno da baciare.

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