Dentro il sogno degli Editors

Dentro il sogno degli Editors

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“Ascolta Smokers Outside The Hospital Doors. È la più bella”

Gli Editors non me li filavo, non mi attiravano più di tanto. Era uno di quei gruppi che sentivo soltanto nominare, quei gruppi su cui ogni volta che mi fanno una domanda reagisco sempre nella stessa maniera: bohnonlosononmifreganonliascolto. Fine.

È successo però che mi era venuta voglia di ascoltarli, e li ho nominati ad una delle pochissime persone di cui mi fido quando si tratta di musica. Mi ha consigliato la canzone da cui partire, e come al solito ci ha preso.

Così ho cominciato a seguirli, e tanti, troppi mesi dopo quella conversazione, è finalmente uscito il loro quinto album, In Dream.

editors-in-dream-copertinaDistante anni luce da The Weight Of Your Love, questo album è la versione riveduta e corretta di In This Light And On This Evening, album del 2009; l’unica traccia che potrebbe ricordare il loro penultimo lavoro è Forgiveness (che nei primi secondi mi ha fatto pensare alla loro Honesty). Il resto è un ritorno alle sonorità dark, un mix tra gli anni ’80 e i loro primi album, con qualche sfumatura elettronica. Un ritorno alle loro cupe origini, agli umori oscuri e tormentati dei primi Editors. OHHH. La verità Tom, è che a noi piace soffrire. Ci piace quando ti attacchi al microfono e ti disperi, è più forte di noi. Che dobbiamo fa’.

Abbandonati i testi forse più luminosi di The Weight Of Your Love, In Dream è un concentrato di riflessioni e pensieri sussurrati, dediche ad occhi chiusi e decisamente meno falsetti. Thank God.

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Tra le dieci tracce, tre canzoni sono al di sopra di tutte: No Harm, che apre il disco; The Law, duetto niente male con Rachel Goswell degli Slowdive; All The Kings, bella e triste, dove the beat of your broken heart lo senti per davvero, regolare fino a poco più di un minuto dalla fine (03:42). Lì il battito aumenta, e in mezzo a delle voci confuse, inizi a sentire un pianoforte che racconta una storia. Se ascolti questa parte ad occhi chiusi, sembra quasi di vedere la scena: il brusio di voci, l’incontro tra la folla, il battito che accelera, il pianoforte (la verità è che sono una romantica, cosanevoletesaperevoi).

Lo volete un consiglio? Ascoltate l’album senza biscotti nei dintorni.

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