What Do Kids Know: Franny e Zooey bambini eccezionali

What Do Kids Know: Franny e Zooey bambini eccezionali

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– Bene. Parlo sul serio, adesso. Se tu… stammi bene a sentire. Se tu non vuoi o non puoi pensare a Seymour, allora tira dritto e chiama qualche asino di psicanalista. Fallo pure. Chiama uno psicanalista che sappia riadattare le persone e portarle alle gioie della televisione, a «Life» ogni mercoledì, ai viaggi in Europa, alla bomba H, alle elezioni presidenziali, alla prima pagina del «Times», alle responsabilità dell’Associazione Scuola e Famiglia di Wesport e di Oyster Bay e Dio sa a quali altre gioie deliziosamente normali. Fa’ tutto questo, e ti giuro che in meno di un anno Franny finirà in un manicomio o vagherà in un deserto con una croce ardente tra le mani. 

C’è una scricchiolante (e imbarazzante) tradizione secondo la quale i libri in estate non possano essere più lunghi di 150 pagine perché ci si sposta di continuo e i libri pesano.

Si punta quindi sulle certezze e Salinger lo è; se oltre a Holden ignorate i suoi lavori, con molta probabilità avete torto.

Salinger [sindrome di]: terribile squilibrio che spinge il paziente e isolarsi, sebbene nessuno lo stia cercando*. Noi, però, vogliamoci bene e cerchiamolo.

Salinger ha sempre questo vizio ti farti vertiginosamente avvicinare a una risposta per poi strappartela via in un attimo. Non è scontata la piena comprensione di Franny e Zooey perché in ogni famiglia ci sono dei dettagli non detti, ingombranti sfumature che solo i suoi componenti conoscono, e noi non siano nati nella disastrata, aristocratica e fragile famiglia Glass.

Limpida la scrittura, decisamente opaca la sostanza.

Questo breve volume, narrativamente simile a una pièce teatrale da leggersi tutta d’un fiato, si fa portavoce di tre dialoghi:

  1. La giovane studentessa Franny Glass e i suo fidanzato Lane;
  2. Il giovane attore Zooey Glass (fratello di Franny) e la madre Bessie;
  3. I due protagonisti, i fratelli minori della famiglia Glass, Franny e Zooey, che si portano sulle spalle il fardello pesante degli altri cinque fratelli (soprattutto di quelli morti**, ça va sans dire).

Oltre ai dialoghi non c’è quasi nulla, gli spazi sono interni, chiusi, stretti, soffocanti, intimi (ristorante, bagno, soggiorno, camera da letto, pavimento) e la fisicità delle azioni è quasi azzerata.

I due fratelli, ex bambini speciali, eccezionali, come tutti i fratelli Glass pagano il peso di un’ipercoscienza precocemente irrobustitasi, tra le altre cose, durante la partecipazione a un quiz radiofonico per giovanissimi cervelli dotati di un’intelligenza superiore alla media: “Ecco un bambino Eccezionale”, tradizione di famiglia che vede protagonisti i piccoli Glass per un arco di vent’anni a partire dal 1927.

I piccoli Glass come precursori, tra gli altri, del “Quiz Kid” Donnie Smith del What Do Kids Know? nel corale “Magnolia” di P. T. Anderson. Personaggio che, allo stesso modo, non è incolume a crisi d’identità nell’età adulta. Bambini prodigio e, a volte, adulti nevrotici.

Frame da 'Magnolia', P. T. Anderson

Noi non parliamo, dissertiamo. Non conversiamo, diamo spiegazioni.

Ma questa non è una lettura imprescindibile solamente per chi abbia intenzione di iscrivere qualche figlio ad un talent-show, ovviamente.

Protagonista è il dialogo, soprattutto l’automatismo linguistico incontrollato di Franny, adottato dalla giovane, in già avanzata crisi depressiva, per regredire dal suo stato di ipercoscienza e conseguente intolleranza del mondo circostante, di cui ormai è pienamente consapevole, come scossa da un incubo. Scintilla è la misticheggiante lettura di un volumetto trovato nella biblioteca del fratello Seymour, ex guida spirituale della famiglia: “Racconti di un pellegrino russo” alla ricerca di un modo per ottenere la preghiera continua, ininterrotta. La crisi mistica che ne segue è inevitabile, avvantaggiata dalla forte sensibilità di Franny. Ciò di cui è alla ricerca è una muta preghiera ripetuta senza sosta, autoattiva, ovvero ripetuta fino a che le parole si sincronizzino con i battiti del cuore per non cessare mai e dare una parvenza di significato alla propria condizione esistenziale.

A te le persone o vanno o non vanno. Se ti vanno, allora parli sempre tu e non si può dire un parola nemmeno infilandola di traverso. Se non ti vanno, come succede il più delle volte, allora te ne stai seduto con una faccia da mortorio e li lasci parlare finché non si confondono. Te l’ho già visto fare.

Imprescindibile dialogo finale, prettamente concettuale, è quello con il fratello Zooey, che proverà nell’intento di desistere Franny, ormai al drastico culmine di una crisi esistenziale accompagnata da tormento (ai limiti del maniacale) religioso. Il risveglio non è confermato, ma il dialogo è talmente illuminante che ce lo auguriamo vivamente.

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Richiami alle tecniche ascetiche orientali e cristiane a seguito e introspezioni psicologiche mistico-depressive non risultano affatto pesanti alla lettura, sono al contrario imprescindibili per capire i personaggi, che ci coinvolgono in una minima parte della loro agitata esistenza.

Perché sei esaurita, tra parentesi? Voglio dire, se riesci a farti venire un collasso con tutte le tue forze, perché non puoi usare quella stessa energia per star bene e darti da fare?

Assenza di fideismo e plurime crisi esistenziali, sigarette e sigari, svenimenti nervosi e isterismi, amore e odio fraterno, pianoforti, ego ingombranti e mito del successo, brodo di pollo e nessuna drammaturgia. Tutto molto strano.

– Un secondo, un secondo soltanto. Tu non fai altro che parlare di ego. […] Come la mettiamo allora col tuo amato Epitteto? O con la tua amata Emily Dickinson? Vuoi proprio che la tua Emily, ogni volta che le vien voglia di scrivere una poesia, si metta a sedere e dica una preghiera finché quella sua orribile voglia egoistica non le passa? No, certo che no.

Ah! Dimenticavo: do it for the fat lady.

* Marco Rossari, ‘Piccolo dizionario delle malattie letterarie’, edito da Italo Svevo, 2016.

** A proposito di uno di questi, precisamente quella buon’anima di Seymour, è vivamente consigliata la lettura del racconto ‘Un giorno ideale per i pescibanana’, contenuta nella raccolta ‘Nove racconti’, edita da Einaudi.

 

Titolo: Franny e Zooey

Autore: J. D. Salinger

Editore: Einaudi

Anno: 2014

Pagine: 155

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