Un paio di cose sui baci

Un paio di cose sui baci

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Una mostra che è una buona scusa per sproloquiare sui baci e teorie annesse.

Chagall - Il compleanno 1915

Lo studioso tedesco Onur Güntürkün è un esperto di filematologia. E’ lui che ha osservato che due persone su tre baciano inclinando la testa verso destra. Ora, immaginate questo tizio che si piazza ai giardinetti e osserva le coppiette con taccuino e goniometro, tutti lì a dargli del pervertito o del maniaco e invece no, è un fior fiore di ricercatore alla Ruhr-Universitat di Bochum e pubblica il tuo bacio su riviste scientifiche! Vabbè, discutibili violazioni della privacy a parte, i risultati del suo studio dimostrano che baciare da destra o da sinistra non dipende affatto dall’essere o meno mancini.
E che quindi alla fine non siete poi così ambidestri (tranne il capo ovviamente).
Pare infatti che la tendenza a spostare la testa da un lato o dall’altro del partner al momento del bacio “faccia a faccia” si definisca quando ancora galleggiamo placidamente nel liquido amniotico, a seconda di come spostiamo la testa nell’utero materno. E pure nei primi sei mesi di vita, per effetto delle differenze funzionali tra i due emisferi del cervello.

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Done, Il bacio - nel posto sbagliato al momento sbagliato. 2013
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Insomma, un gran casino.
Che poi ormai non serve aggiungere tanto di più ai sei mesi di vita perché uno capisca che ci fanno due con le labbra incollate e gli occhi chiusi. Un tempo era diverso. Nel 1846, per esempio, quando l’esploratore William Winwood Reade si innamorò della figlia di un re africano e volle darle un bacio sulla bocca, questa se ne scappò credendo che lui la volesse mangiare. Chissà magari quel tizio era bruttissimo o aveva un pò di fiatella, ma resta il fatto che la pratica del bacio così come la conosciamo noi non è comune a tutte le culture: in Malesia e sulle isole del Pacifico (Polinesia inclusa, come scrisse Nyrop) l’espressione di affetto tra due persone care consiste nel mutuo contatto dell’appendice nasale. Alias fare naso-naso, come gli Eschimesi. Attenzione però, che non mi si confonda quest’ultimo col bacio olfattivo! Questo consiste nello strofinare naso e labbra sul viso dell’amato, aspirandone l’odore. Da evitare durante i pasti, o in periodo di raffreddori, questo tipo di bacio è diffuso in Lapponia, in alcune regioni della Cina e tra le tribù delle colline di Citongo, in India, dove “baciare” e “odorare” coincidono. Del tipo “Amore, sei fantastica oggi. Ti Odoro”.

Comunque tutta questa storia dei baci era solo per dirvi che fino al 31 Agosto, il palazzo Isimbardi di Milano (dove è morto e forse pure sepolto l’amante della Monaca di Monza, robachescotta ragazzi!) ospita la mostra itinerante “Un’accademia di baci”. Si tratta di una ventina di opere realizzate da studenti dell’Accademia di Brera: tutte frizzanti rivisitazioni in chiave moderna di quel capolavoro fuori dal tempo che è Il Bacio di Hayez – che sia liberato un giorno dall’essere testimonial di Expo.

Tutti gli aspiranti esperti di filematologia desiderosi di calcolare l’angolo di inclinazione del collo degli amanti sono pregati di munirsi di giornale coi buchi e di prenotare con debito anticipo sul sito www.milanocittaalbacio.it.

 

Elisa Cugnaschi

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