La musica degli alberi. Years di Bartholomäus Traubeck

La musica degli alberi. Years di Bartholomäus Traubeck

La musica degli alberi. Bartholomaus Traubeck

Mi è capitato spesso di fantasticare su quante cose avrebbero da raccontarci gli alberi.

Veri e propri testimoni secolari del tempo, se solo potessero parlare come il famoso Barbalbero – personaggio del mondo fantasy de Il Signore degli Anelli – penso mi piacerebbe sentirli narrare i più disparati eventi storici. Sarei affamata di curiosità, ascolterei aneddoti quotidiani fino ad arrivare a quelli di maggior rilevanza. Immaginate del resto di poter attingere alla saggezza di un vecchio Salice oppure alla sapienza di un maestoso Baobab africano.

Ovviamente questi sono soltanto miei vaneggiamenti, eppure qualcun altro si è posto degli interrogativi simili, come l’artista tedesco Bartholomäus Traubeck. Come me, anche Traubeck ha immaginato quale potrebbe essere la voce degli alberi. Ma la sua curiosità non si è fermata a storie e narrazioni: la sua domanda era piuttosto “qual è la musica degli alberi?”. A stimolare la sua creatività è stata una foto dell’album Quality Control del gruppo hip hop Jurassic 5: una puntina posta sopra un ceppo d’albero.

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Quality Control dei Jurassic 5

Con l’intento quindi di dimostrare che ogni cosa può essere un database, con il progetto Years Traubeck ha pensato di trovare il modo per far suonare gli anelli degli alberi, i quali forniscono precise informazioni e vengono analizzati per resistenza, spessore e tasso di crescita. Sfruttando il concetto di dendrocronologia – da cui il nome Years – questi dati divengono la base per un processo generativo che, grazie ad un software, emette musica per pianoforte.

Partendo da un comune giradischi a cui ha sostituito la puntina con una microcamera in grado di campionare le venature e una luce a led, Traubeck ha ideato uno strumento capace di riprodurre i tronchi recisi, veri e propri vinili di legno. La musica nasce dall’insieme di regole del programma, ma questo insieme di regole è interpretato in maniera differente a seconda di ciascun albero.

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YEARS from Bartholomäus Traubeck on Vimeo.

Ogni albero produce una composizione diversa,” ha affermato l’artista presentando nel 2012 il suo progetto: “un tronco di Abete ha un suono e un ritmo molto astratto rispetto a un tronco di Frassino, che ha un suono più pieno ed acuto.

Il progetto è composto da sette brani che rispettivamente rappresentano la musica di un Abete Rosso, un Frassino, una Quercia, un Acero, un Ontano, un Noce e un Faggio. Da menzionare il fatto che Traubeck non possedesse un background musicale quando si è messo a lavorare a quest’opera, e anzi la sua era una formazione in progettazione grafica che però sentiva limitante – proprio da qui è nata la sua passione per la sperimentazione sonora.

C’è da dire tuttavia che Traubeck non è il solo ad aver provato a riprodurre la musica della natura, e anzi vi sono altri progetti artistici, non meno interessanti, da poter scoprire. Per esempio i Vegetable Orchestra, un gruppo musicale austriaco che si diverte a suonare con gli ortaggi e che a fine spettacolo cucina gli strumenti musicali in una gustosa zuppa da servire al pubblico.

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Oppure passando al panorama nostrano, la coppia formata dalla musicologa Laura Silingardi insieme al marito informatico Tiziano Franceschi a partire dalla primavera del 2000 produce musica applicando dei sensori alle foglie e collegandoli a un computer. Il movimento linfatico interno delle piante, infatti, genera impulsi elettrici che sarebbero per l’appunto traducibili in suoni: “suonare con le piante è un’esperienza indimenticabile. Come la pianta collegata all’apparecchio capisce le tue intenzioni, si accorda con te e man mano che la musica fluisce avviene un interscambio di idee musicali palpabili ma impercettibili. Tutto ti arriva là in quella parte di te dove l’idea non è ancora pensiero.”

Il progetto di Laura e Tiziano li ha portati a scovare musica dal Ciclamino alla Lavanda, fino ad arrivare alla Magnolia e all’Ulivo. Sul loro sito è possibile ascoltare i vari brani e acquistare CD.

Insomma: forse gli alberi non potranno parlarci direttamente, eppure in questi suoni si riesce a percepire tutta la forza della comunicazione, fedele compagna della vita di ogni essere vivente. Ed è così che questi suoni diventano, a loro modo, incantevoli storie.

Voi mi atterrite, immensi boschi, come se foste cattedrali.
quando urlate come l’organo, e nei nostri cuori maledetti,
camere di eterno lutto dove vibrano rantoli antichi,
rispondono gli echi dei vostri De profundis.
(Charles Baudelaire, I fiori del male)

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Giorgia Tosseghini

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