Paranoiae, l’esordio di Batawp

Paranoiae, l’esordio di Batawp

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L’ho cercato in lungo e in largo e finalmente l’ho trovato! Sto parlando di Paranoiae il graphic novel di esordio di Giulio Rincione, alias Batawp, pubblicato da Shockdom per la collana Fumetti Crudi. Avevamo già potuto ammirare il suo stile in Noumeno un thriller quantistico edito sempre da Shockdom (soggetto di Lucio Staiano e sceneggiatura di Gianluca Caputo), ma questa è la prima volta che possiamo leggerlo come autore completo. Avrei tanto voluto andare a farci quattro chiacchiere la settimana scorsa, quando è venuto a Milano a presentare il suo volume, ma purtroppo i miei orari di lavoro che non mi permettono di godere della luce del Sole mi hanno impedito di incontrarlo (..torna ti prego che voglio assolutamente un tuo disegno!). Giulio Rincione è un giovane fumettista palermitano che fa parte del collettivo Pee Show assieme a LucioP e Prenzy, che recentemente hanno avviato una collaborazione con Shockdom con la quale hanno pubblicato 666, il male dentro (Prenzy) e Benvenuti a Lalaland (LucioP). Mancava quindi solo l’opera di Batawp, che è uscita in anteprima a Lucca 2015, e che ora mannaggia non è così facile da reperire in fumetteria e ciò è male, ora vi spiegherò perchè.

Quando finalmente sono riuscita a impossessarmi di una copia di Paranoiae mi sono trovata in mano un bel volumotto con una copertina molto accattivante, che nelle proporzioni tra cielo e terra mi ricorda molto gli acquerelli di Gipi. La storia è anticipata da una bella prefazione di Marco Rincione (fratello dell’autore) che ci guida nella lettura: “…Paranoiae è uno specchio dentro di noi. Quello specchio impolverato e pieno delle impronte delle nostre dita, perch più di una volta ci abbiamo posato sopra le mani, nel tentativo inutile di nasconderlo e metterlo via”.

copertinaparanoiae

La vicenda parla di Alan, un ragazzo che soffre di un disturbo di depersonalizzazione e di derealizzazione, che a un certo punto della sua vita si smarrisce in un luogo sconosciuto fuori e/o dentro di sé e perde il contatto con Emily, l’amore della sua vita, la quale rappresenta apparentemente la sua ancora di salvezza. Il suo alter ego, il Dottor Bau, lo accompagna in un viaggio al centro di se stesso per ritrovarsi e sconfiggere le cause delle sue crisi, mentre un altro alter ego, Testa di Patata, vive una vita fatta di routine insensate e priva di qualsiasi forma di autocoscienza e autocritica. È una trama piuttosto complessa da comprendere pienamente e da razionalizzare, ma risulta chiaro fin dal principio che l’obiettivo dell’autore non è tanto quello di proporci una storia coerente con una qualche morale, ma è piuttosto quello di trasmetterci uno stato d’animo di inquietudine, smarrimento e disperazione, e in questo senso centra pienamente l’obiettivo.

Lo strumento principale con cui avviene la narrazione sono senza alcun dubbio le immagini. Niente da dire sui testi eh, ma la potenza visiva di alcuni disegni mi ha lasciata veramente esterrefatta e non mi era mai capitato prima di fotografare delle pagine per inviarle ai miei amici dicendo “Guarda che figata”. Il formato del volume, la qualità della carta e la saturazione dei colori stampati sono volti primariamente al mantenimento della bellezza dei disegni che sono sempre più espressivi e disperati a mano a mano che si avanza nella vicenda. Adoro il fatto che mi ricordino Dave McKean (che poi è anche il mio illustratore preferito). Inoltre, Batawp non si fa spaventare dalla pagina bianca, ma la sfrutta magistralmente alternando vignette e inserti di tutte le forme e dimensioni a splash pages che lasciano senza fiato.

testa di patata

Come ciliegina sulla torta, in tutta la storia riecheggiano i versi di The Wall dei Pink Floyd, che ne è dichiaratamente la colonna sonora. La discesa negli abissi dell’io, il perdersi completamente in se stessi, l’abbandonarsi all’apatia e lo scontrarsi contro IL Muro che inconsapevolmente il protagonista si è costruito dentro (o fuori) ricordano costantemente la trama del celebre album. Ma, in questo caso, alla fine IL Muro rimarrà intatto e non sarà l’illusione di una finestra disegnata a liberare il protagonista dalla sua prigione.

Era da un po’ che attendevo questo esordio di Batawp, di cui seguo da tempo la pagina Facebook, e prima non sapevo bene cosa aspettarmi. Ora che sono qui a scriverne e che ci penso, credo che questa sia esattamente il tipo di opera che avevo inconsciamente immaginato: angosciante, disperata e senza speranza eppure al tempo stesso bella, bellissima da togliere il fiato.

titolo | Paranoiae
autore | Batawp
editore | Shockdom
anno | 2015

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