Give Me 5 (Diversamente Sensato Edition) | vol.19

Give Me 5 (Diversamente Sensato Edition) | vol.19

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Settimana 14 - 20 settembre

Suvvia, ragazzi, diciamocelo. Nel weekend in cui tutti siamo improvvisamente diventati esperti di tennis, basket, motociclismo e subbuteo, possiamo finalmente confessarcelo: a noi ci fottesega dello sport, della disciplina di turno, di questa o quella esibizione.
A noi, tenerelli, ci interessa della vittoria. Ehssì, di chi vince, di chi arriva primo, di chi si godrà il trionfo e le prime pagine dei giornali. A noi ci viene bello turgido, inspessito e irrorato di sangue all’idea che qualcuno che sentiamo vicino (geograficamente o per altre ragioni), qualcuno su cui possiamo proiettare noi stessi, si sia dimostrato il più forte, il più bello, il NUMERO 1. Ahhhhhh.

– Per tutte quelle volte che m’avete lasciato per ultimo quando avete fatto le squadre di pallavolo al liceo, tiè, la Pennetta ha vinto.
– Ma che ha a che fare con te, scusa?
– Non lo so, tiè lo stesso. Stronzo.

Attendo con ansia il giorno che vinceremo i Mondiali di briscola a chiamare. Quanto me la godrò, quella mattina, la Gazzetta dello Sport, con cinque vecchietti coppoluti e avvinazzati in prima pagina. Sono in estasi al pensiero.

Ecco, possiamo continuare a ridurci così, presunti co-protagonisti dei successi altrui, oppure possiamo ascoltare un mirabolante, oggi davvero mirabolante, #GiveMe5, all’insegna del diversamente sensato.

 

Skiantos | Eptadone

Skiantos. MONOtono. Eptadone. Bologna. 1978. Il più grande incipit di un album di tutti i tempi. Cosa che probabilmente dirò in futuro anche di altri brani, ma voi non dovrete credermi. È questo il più grande di tutti i tempi. Senza ombra di dubbio. E se non sei d’accordo probabilmente è perché “sei fatto come un coppertone”.

CCCP Fedeli alla linea | Mi Ami?

CCCP (sì, letto ci-ci-ci-pi, che era tipo la sigla di Comunione e Liberazione nell’ex Unione Sovietica, se non sbaglio). Ortodossia II. Mi Ami?. Bologna. Che poi loro non sono proprio di Bologna, ma lo era l’etichetta, la Attack Punk. E si erano pure formati a Berlino. “Tra Carpi e Berlino c’è un legame speciale, perché a Carpi comincia l’autostrada del Brennero: perciò noi consideravamo Carpi come la periferia estrema di Berlino”. In ogni caso, siamo nel 1985. Non ho veramente tempo, né possibilità di mettermi a fare una sorta di esegesi della canzone. E poi perché dovrei? Non sono mica Roberto Benigni. Anche se ce lo vedrei bene a fare il magnificente su queste liriche (immaginate quell’enfasi lì, da Costituzione/Divina Commedia/Dieci Comandamenti/l’Unione Europa):
“Un’erezione un’erezione un’erezione un’erezione triste
per un coito molesto per un coito modesto per un coito molesto
spermi spermi spermi spermi indifferenti
per ingoi indigesti per ingoi indigesti per ingoi indigesti”

Rino Gaetano | Berta Filava

Salvatore Antonio Gaetano. Mio fratello è figlio unico. Berta Filava. Roma, ma le radici affondano nell’ancestrale e oscura terra calabra. 1976. L’introduzione di questa la lascio fare a lui, che è un poco più bravo di me.

Oliver Onions | SOS Spazio 1999

Oliver Onions, ovvero Guido e Maurizio De Angelis. SOS Spazio 1999. SOS Spazio 1999. Roma. 1979. Stiamo parlando di una sigla di un cartone animato. E io ne sono sconvolto. Non me ne vogliano Cristina D’Avena e Giorgio Vanni, cui va tutto il mio Respect For Life Bro, ma qui siamo oltre le colonne d’Ercole. Voglio dire, cosa ci fa in mezzo al mazzo del Give Me 5 di oggi una sigla di cartoni animati? Bè, intanto fatti i fatti tuoi. Ché lo decido io cosa ci fa e cosa non ci fa. E comunque, ci fa tutto. Una canzone musicalmente incredibile, stiamo ai livelli dei Pink Floyd più ispirati, e con un testo che manco Heidegger e Camus. Sono serio eh. Quell’arresto e voce metallica su coro new age è da brividi. “Vieni uomo, vieni avanti.” Straordinario. Nei ’70 pure le sigle dei cartoni animati ti mettevano fuori a stendere le intestina.

Gaznevada | Mamma dammi la benza

Gaznevada. Sick Soundtrack. Mamma dammi la benza. Bologna. 1980. “Quando Oderso Rubini (mente illuminata che sta dietro prima alla Harpo’s Bazaar poi all’Italian Records) pubblica il primo nastro dei Gaz, quello con Mamma Dammi La Benza, l’aria in città è già satura. Con i Gaz esplode. Il loro primo singolo (Nevada Gaz/Blue TV Set) circola già da alcuni mesi quando nei negozi compare il debutto su LP targato Italian Records, Sick Soundtrack, un disco dalla strana copertina minimalista a strisce verticali nere ed arancioni. E’ l’autunno del 1980, e l’Italia scopre di aver partorito una band di marziani. Smessi i panni Ramonesiani degli esordi, quelli di Criminale e Telepornovisione, i Gaznevada inaugurano il nuovo decennio con un disco nel quale confluiscono Devo, Contortions, Talking Heads, l’elettronica d’assalto, la new wave più cervellotica, ma anche il dadaismo nostrano, il recupero di un’iconografia tra il noir e la fantascienza a basso costo, in un trionfo di suoni nevrotici, ritmiche spigolose, chitarre taglienti, luci fredde, neon blu e tubi catodici. Tutto nuovo, anzi, nuovissimo alle orecchie di una gioventù italiota spossata da anni di hascisc, marijuana e controcultura pilotata” (Luca Frazzi su Rumore, nel 2004).

Bonus Track
Folkabbestia | Breve saggio filosofico sul senso della vita

Folkabbestia. Breve saggio filosofico sul senso della vita. Breve saggio filosofico sul senso della vita. Bari. 1998. Poche volte nella storia della musica un titolo ha catturato così a pieno l’essenza della canzone che va rappresentando in giro. Dedicata a voi, eletti e belleanime, genti dalla sensibilità e cultura fuori dal comune.

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