Balance, not Symmetry | I Biffy Clyro e le colonne sonore

Balance, not Symmetry | I Biffy Clyro e le colonne sonore

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La Colonna Sonora Originale è al terzo posto nella mia top ten delle “tipologie di dischi che vanno bene solo quando un tavolo traballa e ti serve uno spessore”, preceduta solo dai Best Of delle cariatidi italiane che escono durante le feste di Natale e dai cd di grandi classici rivisitati con il flauto di pan al posto della voce.


Mi chiedo perchè dovrei ascoltarmi 27 tracce strumentali da 48 secondi che, senza il contraltare delle immagini, risulteranno noiose se non insostenibili, tutto per godermi quelle due figate di canzoni vere che hanno messo nei titoli di testa (che però ritengo eticamente ingiusti, ho un odio per i titoli di testa che voi non potete immaginare) e nei titoli di coda, per farti restare lì sulla poltrona a leggere “capo elettricista; capo macchinista; operatore camera; autisti; catering”.

Allo stesso tempo, i Biffy Clyro sono probabilmente la mia band preferita. Prog, ma sempre al servizio della canzone. Melodie britanniche, ma arrangiamenti e suoni cattivissimi. Un po’ punk, ma fuori da retoriche adolescenziali. Testi che non arriveranno alla qualità di Guy Garvey, ma si fermano proprio un gradino sotto. La prima volta che vidi un loro concerto, lo descrissi così: è come essere investiti da un treno e poterlo raccontare il giorno dopo.

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Perciò a maggio, quando è uscita la O.S.T. del film “Balance, not symmetry”, mi sono trovato di fronte a un dilemma mica da poco. La mia band preferita che pubblica il tipo di album che detesto.


Prima di decidere quanta attenzione dare al disco, ho approfondito la questione.


Cito Simon Neil, mente voce e chitarra dei Biffy:
Il regista Jamie Adams ci ha chiesto di scrivere un disco e lui ha girato il film come reazione alle canzoni. È molto atipico, perché di solito la musica viene dopo che il film è finito. Stavolta invece il disco guida e il film segue.

Lo sapevo. Quei tre scozzesi sono troppo perfetti per deludermi.
L’ascolto in religioso silenzio, a quel punto, è praticamente un dovere morale.

la copertina di Balance, Not Symmetry

Se comparato al rumore di un Boeing 777 che decolla, il disco inizia pianino.
Balance, not Symmetry”, title-track di disco e film, è semplicemente un pugno in faccia lungo 3 minuti in cui gli ingredienti strutturali dei Biffy si uniscono alla perfezione.


Anche il testo è in medias res, senza grandi giri di parole e senza indorare la pillola.
I don’t wanna be defeated, I just wanna fuck”.


Sto pogando in salotto da solo, con le cuffie nelle orecchie.

Ascriverei anche “Sunrise” alla stessa categoria, quella delle canzoni fatte per aggredirti. Qui io ci sento tantissimo i Muse di Showbiz o Hullabaloo, solo che loro parlavano di quasi nulla mentre i Biffy nel ritornello urlano


Because my mind’s made up
When I hear your voice
Why is it so fucked up?
The sun will rise, do you believe?
I didn’t wanna break, but I broke
It was a sunset deep in my heart
I didn’t try and speak, but I spoke
I spoke in tongues and ship, brothership


Non serve avere il cuore proprio spezzato, basta anche un po’ di sofferenza passeggera per strapparsi le vesti mentre la canti.

Biffy Clyro dal vivo: essere investiti da un treno


Ora va chiarito un concetto: non si può racchiudere la cifra stilistica di questa band in una scatoletta e un paio di righe di descrizione.


I Biffy Clyro sono rock’n’roll in senso lato. Libertà espressiva, libertà stilistica, sicuramente c’è alla base una chiara matrice ma la sperimentazione e l’evoluzione sono costanti, così come è lampante il sano piacere di suonare. Fanno quello che vogliono, sempre.

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Con questa premessa alla mano, procediamo.
Il resto della colonna sonora si sviluppa tra ballate intime, di quelle che il cuore ti chiede se per favore puoi cambiare disco e ascoltare gli Eiffel 65 (il trittico Colour Wheel/Gates of Heaven/Fever Dream, più la traccia conclusiva Adored), tracce che starebbero bene in spiaggia con chitarra acustica e falò (Different Kind of Love) e canzoni mid-tempo in cui secondo me si trovano gli spunti creativi più interessanti (dall’allegrissima All Singing and All Dancing all’oscura Following Master).

Menzione d’onore a “Tunnels and Trees”, non la più bella del disco ma talmente strana che anche dopo 140 ascolti non sono in grado di decifrare del tutto cosa accada superato il marker dei 2 minuti e 20 secondi. Follia. Genialità.

Come in ogni mia recensione, è arrivato quel momento che i miei cari 25 lettori detestano: io che vi metto stralci di testi che mi hanno colpito. Per me, lo sapete ormai, le parole contano tantissimo.


Se preferite, skippate questo paragrafo e vi troverete alle conclusioni. Non mi offendo. Forse.

I can be hopeless
I can be brave
I can be everything you need, but most you hate
I can be glorious
I can be depraved
But all we need is a little balance, not symmetry
(Balance, Not Symmetry)

How do we breathe this world alone?
How do we survive without anyone to hold?
So don’t be blinded by a colourful love
When you’re drowning in a monochrome flood
You don’t have to be alone
(Colour Wheel)

Well, where the fuck is God?
You picked up my home
And smashed it to smithereens
Where the fuck is God?
You made it my memory
You took what you pleased
(Fever Dream)

Oh my God, oh my anything
What’s it like to be used and betrayed?
Played your cards, you’re the enemy
There’s only one master here
All I am, all I’ve ever been
Is be honest and truthful with you
Where has that ever gotten me?
There’s only one master here
(Following Master)

Now you found me, skin and bone
I used to have teeth
I found the strength to run away
But this freedom wasn’t my escape
‘Cause I just wanna be adored
I don’t wanna be ignored
My time’s a blessing, not a curse
But your patience only makes it worse
(Adored)

Insomma, questa sulla carta doveva essere la recensione di una colonna sonora originale. Mi rendo conto che forse avrei dovuto metterci dentro più informazioni sul film, ma non l’ho visto e non sono nemmeno sicuro che lo vedrò.


Balance Not Symmetry è semplicemente un altro disco bellissimo dei Biffy Clyro, forse uno dei loro migliori in assoluto per qualità e consistenza della tracklist.
Vorrei dire che mi sono ricreduto sul concetto di colonna sonora, ma ho capito che il film era solo un pretesto per pubblicare canzoni, e si vede benissimo.
Questo album sta in piedi da solo, e sta in piedi senza stampelle.


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