Nowhere Now Here

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Ho incontrato Adriana Rossetto all’università, dove abbiamo svolto diversi progetti di ricerca per trovare la soluzione all’annosa questione del Triangolo dell’Università:

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Le ricerche hanno dato i loro frutti, visto che abbiamo dimostrato come il postulato “choose two” sia quantomeno fallace: non vi è, infatti, una presenza statisticamente rilevante di “good grades” e “enough sleep” nella vita dell’universitario medio. Tant’è vero che gran parte delle nostre giornate di studio insieme si possono riassumere con “Non ho capito” “EH?” “Ma va, non lo chiederanno mai all’esame (si, come no…)” e con un sacco di pause caffè. Durante queste gioiose pause ci piaceva fantasticare su quello che ci aspettava oltre le porte di quell’edificio, e ci piaceva prometterci che avremo seguito i nostri sogni. Ecco, io non l’ho fatto, ma Audrey sì: ha mollato tutto per andare a fare l’attrice di teatro a New York. E ci sta riuscendo alla grande.

G: Com’è stato lasciare Milano, e cos’hai trovato oltreoceano?

A: Ho lasciato una città che amo, e ho trovato una città che amo. È vero, ancora oggi, dopo 3 anni che ci vivo, ogni volta che torno a New York, dopo essere stata lontana per un po’, penso “…oh cazzo”, perché New York ti investe con la sua energia, ti risucchia nel suo vortice e ti fa subito capire che non sarà una vita facile.

Piano piano, però, impari come prenderla. Impari che New York non ce l’ha con te, è solo che non ama nessuno, che non si ferma per nessuno.

Dall’altra parte c’è Milano, bella di quella bellezza tranquilla e leale sarà sempre lì per te, che ti aspetterà sempre. All’inizio continuavo a dire che avevo bisogno di trovare la mia Milano a New York City, ti ricordi? Ma questo è impossibile, sono due città troppo diverse.

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G: In cosa sono così diverse?

A: In Italia, probabilmente a causa di un patrimonio storico e culturale nobile ma ingombrante, diamo molta importanza al vecchio, all’antico, mentre i giovani godono di pochissima considerazione. Questo mi mette una tristezza incredibile, voglio dire, chi più di noi dovrebbe avere voce in capitolo sul “qui ed ora”, now and here?

È questa la ragione che mi ha spinto a lasciare Milano, per quanto la ami. Non potevo continuare a urlare solo per cercare di farmi sentire.

E poi sono arrivata a New York, e New York ti implora di dire la tua. Questo è molto liberatorio ed emozionante per un’artista, ma fa anche molta paura, perché cominci a chiederti cos’è che hai da dire veramente…

11737163_10153416181812114_1853217155_nG: Stai producendo il tuo primo spettacolo off off Broadway (come sono orgogliosa!). Adoro il titolo che avete scelto: NowHere. Come vi è venuto in mente? Di cosa parla il vostro spettacolo? Sei sempre stata un po’ gypsy…

A: NowHere è il prodotto di un anno di prove tra Samantha, un’attrice tedesca-polacca, Mouna, un’attrice franco-marocchina, ma anche svizzera e spagnola, e me, che in fondo in fondo sono solo una messicana illegale (per chi non lo sapesse, Audrey è a sua volta uno splendido mix: nata in Messico da genitori brasiliani, ha vissuto in Germania prima di approdare in Italia…ndr.).

NowHere parla delle difficoltà che si incontrano quando ci si ritrova a doversi adattare ad una nuova cultura e nasce dall’unione di tutte le nostre esperienze vissute qui a New York. Il fatto è che New York è questo posto magico pieno di persone magiche, è vero, ma è anche un posto estremamente effimero. Si parla tanto di sogni e fantasie, ma sembra quasi che questi sogni e fantasie siano sul punto di svanire da un momento all’altro, lasciandoti lì in mezzo ad una strada che non ti porta a casa (insomma, badilate di allegria). Rimanere a New York, burocraticamente parlando, è praticamente impossibile. Quindi da una parte hai una città che ti chiede di dare il massimo, che ti dà l’opportunità di investire tutte le tue energie per costruire qualcosa di grande…ma dall’altra parte questa stessa città ti impedisce di dedicarti veramente a qualcosa, perché non sai mai quando dovrai lasciarla. È una situazione paradossale, nella quale le tue scelte rischiano di essere guidate dall’ansia.

Il nome dello spettacolo, NowHere, è la sintesi di tutte queste cose: è un gioco di parole tra nowhere, da nessuna parte, e now here, qui e adesso. Esprime l’idea, nella quale credo profondamente, per la quale magari non ti sentirai mai di appartenere veramente a quel luogo, a quella comunità, ma devi comunque esserci. Esserci nel vero senso del termine, devi essere presente, lì, nel tempo e nello spazio, dedicare all’esperienza anima e corpo, per vivere davvero la vita. Magari durerà il tempo di un battito di ciglia, magari sarà tutto finito ancora prima che tu te ne accorga, e dovrai lasciare tutto e tutti. Ma in quella frazione di secondo avrai fatto in tempo a lasciare li, per sempre, un pezzo del tuo cuore. Quanti pezzi di cuore ci si può lasciare alle spalle prima che si diventi cinici e stanchi?

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G: Ok, diciamo che saltiamo sul prossimo volo per New York. Quando e dove possiamo vedere NowHere?

A: Lo spettacolo apre il 24, 25 e 26 Luglio a Thaterlab, uno spazio gestito dall’attrice italiana Orietta Crispino (Piccolo Teatro). Noi, dal lato nostro, stiamo sperimentando con un sacco di concetti nuovi e “poco ortodossi”, abbiamo 7 lingue diverse che si mischiano nello spettacolo, abbiamo previsto molta interazione con il nostro pubblico, vogliamo che lo show sia dinamico come la città a cui è ispirato. Oltre alla nostra battaglia personale, io, come produttrice, sto combattendo la battaglia di ringiovanire il teatro, di togliere un po’ di polvere da quelle poltrone e rendere il teatro un’esperienza figa per la nostra generazione. Per farlo, abbiamo veramente bisogno di produttori che siano più risk lovers, che si interessino veramente all’arte…e magari un po’ meno ai soldi. Abbiamo bisogno di produttori che siano migliori, punto. È un progetto molto ambizioso, lo sappiamo, ma sappiamo anche il momento giusto per osare, per fare qualcosa di nuovo, è proprio adesso, now and here, adesso che la “vecchia scuola” sembra non funzionare più. È ovvio, abbiamo paura di fallire, ma questo non fa che rendere il tutto ancora più emozionante.

G: Domanda di rito: che cos’è per te il sale della vita?

Il sale della vita è quando vado a letto e ripenso alla vita che ho vissuto finora e vedo quanti amici ho incontrato sulla mia strada, amici senza i quali ora non potrei più immaginare la mia vita. Poi penso al mio futuro e a quante persone sto per incontrare. Queste persone sono giusto dietro l’angolo ad aspettarmi, ad aspettare che le nostre strade si incrocino. E un giorno andrò a letto, ripenserò alla vita che ho vissuto, a quante persone ho incontrato sulla mia strada, e non potrò più immaginare la mia vita senza loro.

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Per altre info su NowHere: www.nowhere.nyc

Per un assaggio di quello che ci stiamo perdendo a NY: https://vimeo.com/132129245 and https://vimeo.com/132131379

Per acquistare un biglietto, nel caso andiate a fare gli hipster a Brooklyn quest’estate: https://www.eventbrite.com/e/nowhere-tickets-17662137930

Per sopportare lo spettacolo e la rigenerazione dell’Arte:  https://www.indiegogo.com/projects/nowhere-now-here/x/10947757#/

Per seguire queste gypsies: https://www.facebook.com/nowherecollective

Per conoscere meglio Adriana Rossetto: www.adrianarossetto.com

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