martedì, Luglio 14, 2026
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Iperurania | Francesco Guarnaccia

Premessa: il mio rapporto con la fantascienza è a giorni bellissimo e a giorni terribile. Mi è difficile capire come un genere, nato in un determinato contesto spazio – temporale, veda oggi navicelle fluttuare nello spazio quando noi, oggi, sappiamo che ci sono cose davvero spaziali (scusate il gioco di parole pessimo) come una Tesla nell’universo con David Bowie a tutto volume (perché anche voi ci pensate ancora ogni tanto, vero? Perché io sì, tantissimo).

Eppure ecco, quando sono i fumetti a raccontare la fantascienza tutto per me improvvisamente cambia. Polpette spaziali di Craig Thompson, per esempio, è un fumetto che farei leggere nelle scuole ai bambini, un qualcosa di divertente e coloratissimo che non si può non amare dati poi, e qui la faccenda si fa ancora più interessante, gli infiniti risvolti e differenti livelli di lettura. Iperurania, a modo suo, è qualcosa di simile: è un graphic novel che con le sfumature più sgargianti ci racconta la realtà traslata a fantascienza, quello che siamo con gli occhi di altri.

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Innanzitutto, Iperurania è un pianeta che non si può toccare, una parte di universo dove c’è questo mondo su cui nessuno può camminare sulla superficie. Quello creato da Francesco Guarnaccia ed edito da Bao Publishing è un pezzo di universo tanto colorato quanto misterioso, non facile da navigare eppure così coinvolgente da rimanere sommersi di messaggi e parallelismi con la realtà decisamente azzeccati.

“Non dire quartzate!”

Protagonista di questo romanzo a fumetti, oltre all’importanza dell’amicizia, è soprattutto la tecnologia e il complicato rapporto che si crea con oggetti che da strumenti di intrattenimento diventano catene per bloccare la fantasia. Come può essere infatti che uno schermo diventi come un magnete che attrae gli sguardi di due genitori allontanandoli anni luce dal bisogno del proprio figlio di essere ascoltato? In Iperurania, inoltre, si sfiora in un certo modo anche il tema dell’arte, di come la sua concezione sia totalmente cambiata e di come la fotografia, in particolare, possa non servire più in un universo che al contrario ha ancora tanto a che fare con il concetto di immagine.

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Quella di Francesco Guarnaccia e di Iperurania, così, sembra trasformarsi nella storia di chi ha ancora il desiderio di trovare la propria strada, costi quel costi. Quella voglia di continuare a inseguire sogni e utopie, alla ricerca di un futuro che si leghi al passato.

 

Titolo | Iperurania

Autore | Francesco Guarnaccia

Casa Editrice | Bao Publishing

Anno | 2018

Nellie Airoldi
Nellie Airoldihttps://justanotherpoint.wordpress.com
Laureata in Beni Culturali e cresciuta in un piccolo paese della bergamasca, di lei dicono che non sappia stare seduta composta, che il piede sinistro stia sempre a giocare con quello destro passeggiando qua e là sotto il tavolo, immaginando insieme di essere altrove. Ha sempre un libro nello zaino e a volte spera che il proprio treno si possa fermare dove non è mai stata.
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