Pandi, ma se salto l’articolo di domani, siamo coperti?

Natale.

Io a Natale ho un problema: sono una malinconica di merda. Rimugino sulle cose, penso al passato, sono nostalgica di cose di cui francamente non mi importa più, penso e ripenso alle cose tristi che sono successe, anche se magari non ha più un briciolo di senso pensarci. Niente, sono uscita montata male dal negozio in cui mi hanno comprato, io devo scavare, devo capire, anche le cose più stupide, devono sempre avere un senso, non esistono le coincidenze, non esistono atteggiamenti senza una spiegazione logica. È perché sei cancro, direbbe la mia amica Lucrezia. Forse. O forse sono solo pesante e rompicoglioni.

Il punto è che le vacanze di Natale – sì, le chiamo vacanze, come se andassi ancora a scuola e invece ho quasi 30 anni e sono nel letto di domenica pomeriggio perché il mio preciclo è orribile, qualcuno mi porti un Ciobar o una pizza – le ho sempre vissute male, è sempre successo qualcosa di triste, o di brutto. Il mio spirito natalizio si è spento a 20 anni e la Cindy Chi Lou che è in me vorrebbe uscire ogni 21 Dicembre, mentre il Grinch è nel suo angolino nel mio stomaco che cerca di capire cosa andrà mai storto a ‘sto giro.

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Alterno momenti di gioia pura per le stradine di Bologna piene di luci e di addobbi a momenti di sconforto totale e di voglia di andare a dormire ad inizio vacanze e svegliarmi il 7 Gennaio, felice di non aver avuto rotture, soprattutto per l’organizzazione di Capodanno (sul serio raga, ma che cazzo di problemi avete con Capodanno? È necessario? È obbligatorio fingere di voler rimanere a divertirsi fino alle 5 del mattino proprio il 31 Dicembre? Se sì, perché?); bramo la cucina di madre e il tempo da passare con gli amici, aborro le foto delle coppie e di gruppo dentro le palle (niente di porno, solo delle installazioni giganti di palle di Natale fatte di lucine); mi rassegno al mio destino natalizio e preparo la valigia facendomi coraggio, ma nonostante tutto spero ogni cazzo di anno in un miracolo che mi porti a non litigare con nessuno, a non fare le 5 se non per mia volontà (ed essendo felice di farlo), a non fare incidenti (perchéanchebasta), a non stare male. Maledette speranze.

Lo so, il mio bipolarismo natalizio mi rende ingestibile, impegnativa, pesante. Sono una puntata di Marzullo incastrata nel videoregistratore.

– Vai tranquilla
Pandi, alla fine ho scritto. Di merda, ma ho scritto.

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