Give Me 5 (Fine episodio Edition) | vol. 90

Give Me 5 (Fine episodio Edition) | vol. 90

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Ho smesso di dire in giro di essere “serie TV-dipendente” e di trovarlo divertente quando mi sono accorto che il non sapersi fermare alla fine di una puntata si basa sugli stessi meccanismi neurali che portano alcune persone a fumare sigarette anche con la laringite. Alle spalle della vostra maratona di Stranger Things che vi ha sottratto un weekend di sole c’è un team di persone che lavora su meccanismi ipnotici che ad ogni puntata ci lasciano appagati, ma non troppo, di modo che senza accorgercene siamo già alla seguente.

Uno di questi meccanismi è, senz’altro, la combinazione scena finale/musica dei titoli di coda, un espediente che incide quella scena nella mente. E la musica è una delle cose più efficaci a questo scopo.

La playlist sottostante raccoglie quindi 5 brani che ho scoperto grazie al finale degli episodi. Non so se contano come spoiler, nel dubbio, non odiatemi.

  1. Band of Horses – The Funeral (Flash Forward S1E22)

C’era un tempo in cui nessuno parlava di serie TV a parte il mio compagno di banco che mi voleva convincere a guardare LOST. Mi ha detto che anche Flash Forward era carino e aveva alcuni attori uguali e senza accorgermene mi sono trovato un hard disk esterno con la prima stagione. Il finale dell’ultimo episodio lascia le cose parecchio in sospeso ed è accompagnato dal più grande successo dei Band of Horses (basti guardare il distacco di riproduzioni su Spotify fra The Funeral e la seconda più ascoltata). Il suo andamento altalenante fra triste ed energico lo rende perfetto per essere utilizzato come colonna sonora e infatti lo si può ascoltare anche in 16 puntate di altrettanti telefilm. Ad ogni modo, Flash Forward è stato cancellato dopo la prima stagione, dandomi un’amara lezione di vita.

  1. Sylvan Esso – Hey Mami (Orange is the New Black S5E1)

Il finale della prima puntata dell’ultima stagione di OITNB non è memorabile a dirla tutta, non quanto il brano finale. Questo pezzo mi è piaciuto talmente tanto che ho dovuto cliccare sull’opzione “guarda i titoli di coda” su Netflix e avviare Shazam per potermela riascoltare a dovere…e il telefono non era neanche a portata di mano! I Sylvan Esso sono stati davvero una bella scoperta, consiglio di ascoltare tutto l’album omonimo se vi piace dell’electro pop pacato, ma non scontato.

 

  1. Majical Cloudz – Downtown (The OA S1E5)

The OA è una serie che non raccomando mai a nessuno, perché andrebbe vista senza nessuna aspettativa e senza sapere assolutamente di cosa si tratta. Una cosa che la rende particolare è che la durata delle puntate è molto variabile (dai 30 ai 60 minuti), quindi un finale si rivela sempre inaspettato. La quinta puntata si chiude con Downtown dei Majical Cloudz, che è un brano incredibile di sottofondo ad una scena assurda (ed è un complimento). Il videoclip del brano, invece, infesta ancora i miei sogni.

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  1. Michael Kiwanuka – Love & Hate (Dear White People S1E5)

Dear White People è una serie che tratta di razzismo, leggera a tratti, tagliente in altri momenti. Essendo ambientato negli Stati Uniti, non è considerabile spoiler dire che ci sono delle situazioni di tensione fra polizia e studenti afroamericani. È con una di queste che si chiude la quinta puntata, con questo pezzone di Michael Kiwanuka, quasi didascalico. Il brano suona come un gospel: “How much more are we supposed to tolerate?” si chiede Michael.

  1. Chaos Chaos – Do You Feel It? (Rick and Morty S2E3)

L’inaspettata presa male a fine puntata è una diffusa tendenza delle serie animate comiche (alcune perlomeno). Scorretto. Con Rick e Morty volevo solamente rilassarmi e farmi due risate dopo una giornata di studio, non (SPOILER) vedere Rick che tenta di suicidarsi con un raggio laser dopo una storia d’amore fallimentare. Il brano di sottofondo non è il classico brano triste, ha un ritmo piuttosto sostenuto, suonato unicamente con piano e batteria, ma nonostante ciò ha un effetto amplificante sulla scena. Un abbandono del nesso musica triste – scena triste per uno sforzo di rappresentazione più “tridimensionale” della scena. Il risultato è un finale che rimane inciso nella memoria.

Michele Deantoni

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