“Ho scoperto che canticchiando Calcutta conosci un sacco di gnagna, e questa è una grave mancanza che tu avresti dovuto farmi presente”
Amico da Milano – un sabato notte dopo un numero indefinito di Negroni sbagliati, h 2:09.

La donna è un animale strano, ammettiamolo. Ha i problemi, ha le paturnie. Va al mare in perizoma, ma guai ad entrare in camera sua mentre si cambia – perché il costume sì, ma l’intimo è un’altra cosa; non parla di sesso, e poi guarda quello schifo immondo che è 50 Sfumature Di Grigio; osanna Sorrentino, ma guarda Uomini e Donne “per ridere”. Insomma, siamo una puntata di Marzullo con il semipermanente alle unghie.

Lo diceva Fiorellona, siamo così, dolcemente complicate (che sarebbe un modo carino per dirci che soffriamo di disturbo della personalità, è evidente). Non stupisca il fatto che trovare un essere che soddisfi le nostre aspettative sia una cosa quantomeno impossibile: perché se è buono è noioso, se è stronzo è insensibile, se è divertente non prende mai niente sul serio, se è troppo serio sìmaamicofattelaunarisata. E allora al povero malcapitato non resta che un cappio al collo. O tinder. O al massimo cambiare identità e scappare in Messico dopo la seconda uscita, ché sente puzza di pericolo e ha già tanti problemi per cazzi suoi.

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Quindi cosa dovrebbe fare l’uomo medio per avere una possibilità? Per passare la prima fase del colloquio? Per non essere swipato a sinistra dopo un “ciao”? Semplice, ascoltare Calcutta.

Quello che il mio ebbro amico cercava di dire, è che gli è bastato nominare Calcutta per essere visto sotto una luce diversa. Perché, mia cara Fiorellona, ti correggo. Non siamo dolcemente complicate, siamo irrimediabilmente ingenue (altro eufemismo, ma non me la sento di offendere la categoria in cui gareggio dal 1990): tutta questa smania che abbiamo di essere comprese, noi che non ci siamo mai capite nemmeno da sole, che siamo profonde e sensibili, che siamo speciali perché celohadettomamma, ci porta a farci abbindolare da due stupide frasi dette bene e al momento giusto. Per cui tu, o giovane uomo che non sa più cosa inventare per portare a casa la preda, da oggi hai un solo compito: ascoltare la musica giusta, imparare l’arte del rimorchio da Nostro Signore Tommaso Paradiso e l’allegra crew. Poco importa se non ti piaccia, se preferiresti andare a Cellino San Marco a pestare l’uva e fare il vino con Albano. Vuoi rimorchiare? Adèguati.

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Ecco una piccolissima playlist da cui puoi partire per iniziare con il piede giusto. Una sorta di Rimorchio Indie For Dummies, tra ultime uscite e evergreen (un po’ come la Carrà):

I Cani | Il Posto Più Freddo

Marta Sui Tubi | Vecchi Difetti

Dente | Baby Building

Tre Allegri Ragazzi Morti | Come Mi Guardi Tu

Calcutta | Cosa Mi Manchi A Fare

Lo Stato Sociale | Amore Ai Tempi Dell’Ikea

Thegiornalisti | Sold Out

Le Luci Della Centrale Elettrica | C’eravamo abbastanza amati

Ex-Otago | Quando Sono Con Te

Brunori Sas | Maddalena E Madonna

Voina Hen | Le Pietre

 

Prendete e abusatene tutti.

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