Give Me 5 (Double Whopper Edition) | vol.20

Give Me 5 (Double Whopper Edition) | vol.20

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Settimana 21 - 27 settembre (è autunno)

L’occasione di oggi è di quelle speciali. 20 volumi di #GiveMe5. Che non è un numero gigante, ma è come quando ti fidanzi, all’inizio, che festeggi le settimane, i mesi, poi gli anni e poi non festeggi proprio più niente.

Noi siamo ancora nella fase dell’innamoramento incondizionato, perciò oggi vi regaliamo una playlist double size double chocolate double whopper. 5 brani moltiplicati per due. E ve li dedichiamo con tutto il cuore. Al discorso non abbiamo neanche dovuto pensare, ché le parole ce le impresta la prima canzone di oggi.

Cosmo | Dedica

A tutti i suoni del presente che ti dicono chi sei. A chi si sente dentro il mare e nemmeno sa perché. Ai più improbabili progetti degli irresponsabili. A ciò che è fatto senza scopo, tanto è tutto inutile. A chi non cerca più un lavoro e per fortuna non ce l’ha. Al misticismo dei drogati, anche se non ci salverà.
A chi si sente in un romanzo, ma non sa come ne uscirà. A quei borghesi affascinanti che ho incontrato fino a qui. A chi vuole distruggere l’impero, ma non sa come si fa. A chi nasconde il suo segreto fino a quando morirà. Tutto questo è per te.
Alle sottili differenze che si nutrono di noi. A chi si sente un animale senza spaventarsi mai. A chi solleva tutto il velo (ora cosa inventerà?). A chi è finito in un romanzo che nessuno scriverà. Tutto questo è per te.

Steve Reich | Electric Counterpoint – Fast (movement 1)

Uno dei componimenti più belli di uno dei padri del minimalismo, corrente musicale per cui, lo avrete capito ormai, abbiamo più che un debole. E ad ascoltare cose così, mi chiedo come potrebbe essere altrimenti.

Auburn Lull | Blur My Thoughts Again

Post-rock etereo e spazioso, nel senso di spaziale, ma anche di capiente. Ché c’è posto per un sacco di pensieri e sensazioni mentre ci si perde nelle ambientazioni sonore degli Auburn Lull.

Serge Gainsbourg | Couleur Café

Serge Gainsbourg, ovvero uno che tutti vorremmo essere stati almeno 15 minuti nella vita. Voglio dire, sì, va bene John Malkovich, simpatico. Ma il film ha toppato in pieno. Essere Serge Gainsbourg, quella sarebbe stata una pellicola con i controcazzi.

Tim Hecker | Boreal Kiss Pt.1

Dall’album di debutto dello straordinario produttore canadese, Haunt Me, Haunt Me, Do It Again (2001). Il principe del rumore bianco. Vibrazioni soffuse, sottocutanee.

Tokimonsta | Smoke & Mirrors

Jennifer Lee, in arte Tokimonsta, da toki, che significa coniglio in coreano, e monsta, che in slang significa che sei uno che spacca tendenzialmente i culi. La traccia in questione le dà ragione. Un mix ciao di hip hop strumentale e musica elettronica.

Nils Frahm | More

Qualsiasi cosa scrivessi di questo brano sarebbe un insulto, a me, a voi, al brano, a Nils Frahm. Ascoltatevelo e ditemi se tutto quanto attorno a voi non andrà finalmente al suo posto, a prender parte dello Straordinario, del Significato, del Vero (che è cosa diversa dal Reale, ovviamente, per fortuna).

Grouper | Heavy Water/I’d Rather Be Sleeping

Grouper, ovvero cernia in inglese. Sì, la cernia, lo so che è strano. Qual è il tuo animale totem? Il leone, la tigre, il dragone, il lupo? Quello di Liz Harris è la cernia. Che poco ha a che fare, forse, con il suo folk ambientale e sperimentale. Ma sta di fatto che la canzone è meravigliosamente evocativa.

Nico | These Days

Nico chi? Nico quella dei Velvet Underground & Nico? Esatto, lei. Che chi mastica un poco di musica conosce anche per la sua travagliata (ma importante per il lascito) carriera solista. Oltre che per essere una donna dalla bellezza fatale. These days è una canzone folk tradizionale, molto orecchiabile. Il testo è un po’ cupo, ma nel complesso non ci troviamo ancora al cospetto della Sacerdotessa delle Tenebre, come sarebbe stata rinominata più avanti. Se l’ascolti ti piace, giuro.

Leslie Bricusse con Anthony Newley con Gene Wilder | Pure Imagination

Direttamente dalla colonna sonora di WIlly Wonka e la fabbrica di cioccolato, il film del 1971 di Mel Stuart con il mitico Gene Wilder. La chiusura che abbiamo subito sentito perfetta per garantirvi che il #GiveMe5 ha ancora tanta voglia di stupire con il suo improbabile e strampalato carrozzone di storie e melodie. Pure imagination.

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