Dal 16 al 19 luglio, sul Monte Pasubio, torna il festival dedicato al reportage. In programma incontri gratuiti con giornalisti e scrittori internazionali, passeggiate, trekking e pernottamenti in rifugio. Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà l’acqua.
Ci sono festival che chiedono di prendere posto davanti a un palco. Altri, invece, invitano a mettersi in cammino.
Dal 16 al 19 luglio 2026 torna Geografie sul Pasubio, la manifestazione ideata e organizzata da Keller editore che porta giornalisti, reporter, scrittori e lettori tra Rovereto e il Monte Pasubio, al confine tra Trentino e Veneto.
Quattro giorni dedicati al reportage, al viaggio e ai grandi temi del presente, da attraversare non soltanto attraverso le parole degli ospiti, ma anche lungo sentieri, boschi e strade di montagna.
Gli incontri sono gratuiti e aperti a tutti. Chi desidera vivere il festival nella sua forma più completa può invece iscriversi all’esperienza di tre giorni con passeggiate, trekking e pernottamenti al Rifugio Vincenzo Lancia.
L’acqua come chiave per leggere il presente
Il filo rosso dell’edizione 2026 sarà l’acqua, osservata come risorsa, confine, via di fuga e spazio strategico.
Si parlerà di mari contesi, di fiumi che attraversano nazioni e continenti, di siccità, di miti, di migrazioni e della ricerca dell’acqua nella storia dell’umanità.
Un tema vastissimo che, incontro dopo incontro, permetterà di collegare territori solo apparentemente lontani: il Mar Nero e il Baltico, l’Iran e lo stretto di Hormuz, i Balcani, il Caucaso e la Spagna segnata dalla sete.
L’anteprima a Rovereto: un viaggio nella Russia di oggi
Il festival si aprirà giovedì 16 luglio alle 18.30, al Circolo Operaio Santa Maria di Rovereto, con Nicolas Rodigari e il suo libro Appunti di Russia. Viaggio nella normalità di un Paese in guerra, pubblicato da Ediciclo.
Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, la Russia è diventata un luogo sempre più difficile da osservare e raccontare. Rodigari ha deciso di raggiungerla via terra, attraversando l’Europa e immergendosi nella quotidianità del Paese senza rivelare il vero motivo del proprio viaggio.
Il risultato è un racconto fatto di sanzioni, censure, buste piene di rubli, incontri, malattie, fughe e momenti tragicomici. Un viaggio che prova a superare tanto la propaganda quanto le semplificazioni, per osservare come continua la vita in un Paese in guerra.
Venerdì 17 luglio: dal Mar Nero all’Iran
La prima giornata in quota, nei pressi del Rifugio Lancia, inizierà alle 15.00 con Marco Ansaldo e il suo libro Mare Nero, pubblicato da Marsilio.
Il Mar Nero non è soltanto il centro del conflitto tra Russia e Ucraina. È un crocevia in cui si incontrano interessi economici, militari, energetici e culturali.
Ansaldo accompagnerà il pubblico tra Odessa, Varna, Batumi, la Romania, l’Abkhazia, la Crimea e Trebisonda, alternando geopolitica e mitologia, cronaca e letteratura.
Alle 16.30 Valerio Pellizzari parlerà invece di Iran e stretto di Hormuz.
Hormuz è uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo, ma dietro alle tensioni contemporanee si trova la storia millenaria dell’Iran e della sua diplomazia. Attraverso episodi raccolti in decenni di lavoro sul campo, Pellizzari ricostruirà la capacità iraniana di adattarsi, negoziare e aggirare gli ostacoli, mostrando quanto la geografia continui a determinare i rapporti tra gli Stati.
La giornata si concluderà alle 18.00 con Jean-Arnault Dérens e Laurent Geslin, autori di Dove si incontrano le acque. Dai Balcani al Caucaso lungo l’Europa dei confini.
Il loro è un viaggio tra Paesi scomparsi o ancora inesistenti, minoranze dimenticate, vecchi sottomarini sovietici, confini improbabili e territori sospesi tra passato e futuro.
Un reportage lento e stratificato, che attraversa l’Adriatico, il Mar Egeo, il Mar Nero, la Turchia, la Crimea, la Transnistria e il delta del Danubio per comprendere meglio dove stia andando l’Europa.
Sabato 18 luglio: Russia, sete e Mar Baltico
Sabato si comincia alle 14.00 con i giornalisti investigativi Andrei Soldatov e Irina Borogan.
Il loro incontro, Storia di una generazione spezzata, prende le mosse dal libro Our Dear Friends in Moscow: The Inside Story of a Broken Generation.
Al centro del racconto c’è una generazione cresciuta nella Mosca degli anni Novanta, quando la fine dell’Unione Sovietica sembrava aprire la strada a nuove libertà e a un possibile avvicinamento all’Europa.
Quelle speranze, negli anni, si sono trasformate in paura, autocrazia, silenzio e tradimento. Attraverso la storia di un gruppo di amici, Soldatov e Borogan raccontano quindi la trasformazione di un’intera società.
Alle 16.30 la giornalista e antropologa spagnola Virginia Mendoza presenterà La ricerca dell’acqua. Una storia umana della sete, pubblicato da Bompiani.
La sete, nel suo racconto, non è soltanto una necessità biologica. È una forza che ha spinto gli esseri umani a migrare, fermarsi vicino ai fiumi, costruire città, inventare sistemi per raccogliere la pioggia e osservare il cielo.
Un viaggio nella storia dell’umanità che diventa inevitabilmente anche una riflessione sulle alluvioni, sulla siccità e sulle sfide climatiche del presente.
Alle 18.00 sarà il turno di Oliver Moody, corrispondente da Berlino del Times e del Sunday Times, autore di Baltico, pubblicato da Marsilio.
Per molti anni il Mar Baltico è rimasto ai margini dell’attenzione politica occidentale. Oggi è diventato invece uno dei punti nevralgici del confronto tra Russia ed Europa.
Attraverso Finlandia, Svezia, Danimarca, Germania, Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania, Moody racconterà una regione che sta sperimentando nuovi modelli di difesa, digitalizzazione, identità nazionale e risposta alla crisi climatica.
Domenica 19 luglio: il mistero bulgaro
L’ultimo incontro del festival si terrà domenica alle 10.30 con Dimiter Kenarov, giornalista, poeta, traduttore e collaboratore di testate come The New York Times, The Atlantic, Internazionale e Foreign Policy.
Con lui il pubblico proverà a comprendere meglio la Bulgaria, un Paese geograficamente vicino ma ancora poco conosciuto in Italia.
Kenarov è noto per la capacità di raccontare l’Est Europa scegliendo prospettive insolite: come la storia del mausoleo dedicato al leader comunista Georgij Dimitrov, costruito nel centro di Sofia e demolito, non senza difficoltà, nel 1999.
Il suo intervento attraverserà storia, politica e memoria, spostandosi dalla Bulgaria all’Ucraina e più in generale nei territori dell’Europa orientale.
Come partecipare a Geografie sul Pasubio
La partecipazione agli incontri è libera e gratuita.
È invece necessaria l’iscrizione per prendere parte all’esperienza completa di tre giorni, che comprende trekking, passeggiate e pernottamenti in rifugio. I posti sono limitati.
Il Rifugio Vincenzo Lancia può essere raggiunto partendo da Rovereto e seguendo la strada provinciale verso Trambileno e la località Giazzera.
Dal parcheggio del Sasson il rifugio si raggiunge percorrendo il sentiero 101 in circa un’ora. Chi desidera una camminata più lunga può partire direttamente da Giazzera, calcolando circa due ore e mezza di percorso.
Tutte le informazioni aggiornate su iscrizioni, orari e accessi sono disponibili sul sito ufficiale di Geografie sul Pasubio.
Perché andarci
Per ascoltare alcuni tra i più interessanti reporter europei, certamente. Ma anche per rallentare.
Per trascorrere qualche ora lontano dalle sale conferenze, camminando tra un incontro e l’altro. Per scoprire nuovi libri, seguire fiumi e coste sulle mappe, osservare l’Europa dai suoi confini e provare a comprendere meglio luoghi che spesso raggiungono le nostre case soltanto sotto forma di titoli di giornale.
Geografie sul Pasubio è un festival per chi pensa che viaggiare significhi anche questo: fermarsi, ascoltare e imparare a guardare un territorio da una prospettiva diversa.
Geografie sul Pasubio 2026
Quando: dal 16 al 19 luglio 2026
Dove: Rovereto e Monte Pasubio, nei pressi del Rifugio Vincenzo Lancia
Ingresso: incontri gratuiti; trekking e pernottamenti su iscrizione
Sito: geografiesulpasubio.it


