Raggiungere la magia tramite la scienza. Con la scusa di non lavare i piatti, un matematico teorico appassionato di magia scopre di avere potenzialità fuori dal comune, in The Adept di Adam Stern. A metà via fra Doctor Strange della Marvel e un bizzarro John Nash (sano), come se Will Hunting scoprisse di essere Houdini.
Gli effetti speciali sono molto ben realizzati e studiati, per nulla banali. La sceneggiatura riesce a delineare in pochissimi minuti due personaggi opposti e complementari, senza bisogno di grandi giri di parole. Gli attori sono perfettamente in parte, una coppia ben arrangiata. E il finale è pura magia.
Che cos’è il cinema, in fondo, se non scienza prestata alla magia?

