In meno di 48 ore a casa ho: ingerito quantità di cibo inimmaginabili; preso una sbronza dignitosa; ricevuto messaggi indesiderati; ricevuto abbracci necessari che non riesco mai ad accogliere come si deve, altri invece non voluti e non richiesti; sopportato lezioni paterne sul senso della vita che ho dovuto far finta di ascoltare; guidato 200 km per non perdere lo smalto dopo mesi in cui non riuscivo a mettermi al volante; visto (come al solito sempre troppo poco) il mio essere umano preferito che cresce ogni secondo. Tremato perché somatizzo sempre tutto, e provato a risolvere il problema fumando ventordici sigarette (spoiler: non funziona). Intrapreso discorsi che restano puntualmente sospesi; ricevuto richieste poco sobrie di biografie postume.

– Hai il compito di scrivere della mia vita quando sarò morto.
– In che stile?
– Mi fido.

Io comunque, per raccontare una storia, parto sempre dalla colonna sonora.

Cage The Elephant | Ain’t No Rest For The Wicked
Arctic Monkeys | Dancing Shoes
Eels | Your Lucky Day In Hell
The Smashing Pumpkins | 1979
The XX | Intro

 

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