And SALT This is Christmas | #IlCapo

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Mancano due – dico D U E – giorni al “Che lavoro fai adesso? Ma quanto guadagni? E il fidanzato l’hai trovato?” day. Evviva il tradizionale pranzo-interrogatorio di Natale con tutto il parentado.
E no, purtroppo in questo articolo non troverete un piano di fuga per scampare all’inevitabile, ma almeno potrete trovare qualche suggerimento per i regali da fare ai vostri amichetti belli e guadagnare, così, tempo prezioso per inventare risposte decenti da appioppare alla prozia centenaria. Ricordate, un giorno ci sarete voi al posto della Santa Inquisizione e potrete alcolizzarvi con i vostri pronipoti (come tradizione vorrebbe) ma quel giorno non è oggi e i vostri nipoti sono ancora in fasce o, più probabilmente, nell’iperuranio.

Questi consigli sono per tenervi stretto chi vi fa bene al cuore:

#Sound: BUILT ON GLASS – Chet Faker (2014)
Dalla terra dei canguri con furore, eccovi un disco da regalare che vi farà rimpiangere di non averlo tenuto per voi. Praticamente con un solo album state ascoltando i Four Tet, James Blake e i Postal Service, tutti insieme, belli barbuti e un po’ electro-soul/ambient/indie/hipster come ci piace annoi.
1998 bella che balla, eccome se balla, e non ti si stacca dalla testa.
Cigarettes & loneliness eh. “This is love without love” e va bene così. Oppure no, ma va bene così.
Sempre notevole Gold con il connazionale Flume, tipo double caramel Australian winner.

chefaker
Ah, ho gli stessi occhiali di Chet Faker (life goals)

 

#Action: HER (Lei) – Spike Jonze (2013)
Vi regalo questa idea regalo nella (vana) speranza che ne facciate buon uso. Per me, Her è un film prezioso, quasi da proteggere. E come tale, vi consiglio di condividerlo solo con chi ne vale la pena. Spike Jonze ha girato un film di rara bellezza ed intelligenza. L’idea di base è semplice: un uomo si innamora di un sistema operativo. Tutto qui. Un po’ come quando vi scrivono “Ti amo” su WhatsApp e vorreste baciare lo schermo dell’iPhone. Più o meno. Her tratta con idee originali la complessità di un amore intrappolato nei limiti della tecnologia, dipinge scene a tratti commoventi e non si erge mai a detentore della verità, vi offre solo una prospettiva diversa: perché un “amore virtuale” dovrebbe essere meno passionale e la sua fine meno dolorosa di un “amore carnale”? E l’amore può esistere senza fisicità?

Vi consiglio di guardarlo in lingua originale. Ve l’ho detto che la voce del sistema operativo è di Scarlett Johansson?
Ah ecco, appunto.

Her

#Literature: LA VERSIONE DI BARNEY – Mordecai Richler (2011)
È indubbiamente uno dei libri che ho più amato finora. Di quanto mi abbia conquistato Barney Panofksy ne ho già parlato a lungo e non voglio tediarvi oltre. Ma vi consiglio di regalarlo a chi si merita una lettura irriverente, a chi ha perduto l’amore della sua vita e a chi è stanco del buonismo politically correct.
Ecco, regalatelo a chi si merita di fumare un Montecristo in compagnia di un memorabile antieroe.

#Trip: Bar Luce (Fondazione Prada) – Milano
Quando mi hanno detto che in città stava aprendo un bar progettato da Wes Anderson ho avuto quasi un mancamento.
“Cosa che cooooosa?? Dove, come, quando??”

Fondazione-Prada-Bar-Luce-1
Il Bar Luce nasce nel cuore della Fondazione Prada, che a Maggio ha aperto una sede anche a Milano, vicino alla fermata della metro Lodi. Si tratta di un’area interamente dedicata alla cultura e all’arte contemporanea, ricca di installazioni permanenti, di progetti cinematografici e di mostre temporanee. In questo contesto, il re della simmetria ha voluto riproporre una versione di caffè della “vecchia Milano” in chiave moderna, sufficientemente hipster e neorealistica, nel tentativo di “dare forma a un luogo in cui mi piacerebbe trascorrere i miei pomeriggi non cinematografici”. Dunque, perfetto per un pomeriggio di evasione nelle vacanze natalizie.
Notevoli i due flipper all’ingresso, specialmente quello ispirato alle Avventure acquatiche di Steve Zissou.

Fondazione Prada
Largo Isarco, 2
20139 Milano

Ah, per la cronaca, il vinile di Chet Faker  e il DVD di Her (ma va benissimo anche un poster) ancora mi mancano. Così, caro Babbo Natale. Te lo volevo dire.

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