Gli aabu hanno Ancora Bisogno di Urlare: intervista e video in anteprima

Gli aabu hanno Ancora Bisogno di Urlare: intervista e video in anteprima

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SALT incontra gli aabu per parlare del video dell'ultimo singolo Abbiamo Ancora Bisogno di Urlare, a pochi giorni dall'ultima data del tour

Con l’uscita del nuovo singolo “Abbiamo ancora bisogno di urlare” e la data finale del tour, il 02/11/2019 al Covo Club di Bologna, sono settimane intense per gli aabu, band indie rock bolognese che, noi di SALT, seguiamo con interesse e passione.

Per questo vogliamo parlare di loro e con loro, e pure presentarvi in anteprima il video del loro ultimo singolo “Abbiamo ancora bisogno di urlare”.

Basta un click per iniziare un piccolo viaggio onirico e indefinito, che utilizza il particolare effetto a specchio per creare nuove forme seguendo le note della canzone. La bassa risoluzione del video traduce in immagine il suono analogico del disco, registrato su nastro in presa diretta, in netto contrasto con la corsa all’alta definizione sonora e visiva di questo periodo.

Ma non è l’unico contrasto di “Abbiamo ancora bisogno di urlare”. Lo stesso titolo, forte, “rumoroso”, si scontra con le sonorità minimali ed una voce quasi sussurrata. Come mai una scelta stilistico-espressiva di questo tipo?

Consideriamo questa canzone come un vero e proprio manifesto del pensiero che sta attorno a questo disco. È la presa di coscienza finale subito dopo essersi sfogati, come l’attimo di silenzio subito dopo che un bicchiere si rompe in un locale gremito.
Ecco, abbiamo voluto immortalare quell’attimo con poche parole e con il brano meno suonato di tutto il disco. Un riflesso incondizionato, un po’ come le immagini si riflettono nel video. Un momento in cui è tutto chiaro ma allo stesso tempo confuso e indefinito.

Restando sul brano, esso chiude il disco dopo le urla che lo hanno caratterizzato musicalmente e concettualmente fino a quel punto. È la resa amareggiata di fronte a una realtà monotona che resta tale anche dopo la ribellione che si respira nei precedenti brani?

La tua analisi è impeccabile. Il brano, così come tutto il disco, è stato scritto quasi di getto in un periodo per noi molto complicato, dove abbiamo sentito la necessità di affermare con forza chi siamo. Questo ha creato la consapevolezza che attorno a noi vige un disinteresse quasi totale. Auto-citandoci: “bisogna stare attenti se non c’è gente intorno, o abbiamo sbagliato tutto o siamo solo i primi tra tanti”.

Estendendo il campo al disco, le immagini che emergono sono quelle di una società ingabbiante, di una routine spersonalizzante, di un futuro non incoraggiante. Non sembra esserci spazio per possibili soluzioni: la pensate così anche fuori dallo studio di registrazione?

Sappiamo di essere in una situazione di completo degrado culturale e sociale; di questo abbiamo voluto parlare nel disco. La realtà però è che la vita va avanti ponendoci ogni volta davanti ad altre sfide e situazioni. Per tutto questo tour abbiamo visto piccoli segni di miglioramento, sparsi qua e là.
Ci sembra che la società viva un medioevo culturale, ma siamo convinti che il cambiamento possa avvenire soltanto facendoci parte attiva di esso; ma questo è già materiale per il prossimo disco, quindi basta spoiler 🙂

Andando a ritroso verso l’origine di questo disco, da dove nasce l’urgenza di affrontare queste tematiche?

Scrivere musica fa sempre (o perlomeno dovrebbe) parte di un progetto più ampio. Noi siamo partiti con “Basta Scegliere”, un doppio disco che faceva dell’indecisione il suo punto di forza. Quando abbiamo chiuso il tour però ci siamo resi conto che avevamo bisogno di sciogliere quell’indecisione e creare una vera e propria identità artistica. Inoltre la musica rock sembrava essere monopolio di poche band in Italia (contro un mondo che cominciava a popolarsi di nuovi cantautori poco convinti e sempre più trapper), aggiungiamo anche che l’interesse di chi ascolta molto spesso si limita ai due minuti iniziali di qualsiasi produzione musicale…. beh ecco forse adesso un urletto hai voglia di farlo pure tu.

Dunque, se la conclusione del tour di “Basta Scegliere” vi ha spinto alla ricerca dell’identità artistica, ora che ci avviciniamo alla data finale di “Abbiamo Ancora Bisogno di Urlare”, cosa hanno in mente gli aabu per il futuro?

Il progetto aabu è in continua evoluzione, così come lo è ciò che ci circonda. Ovviamente ogni ciclo che si chiude ti lascia un po’ a corto di energie e alla ricerca di nuovi stimoli, noi con Abbiamo Ancora Bisogno di Urlare ci siamo veramente spremuti e spinti oltre i nostri limiti in termini di storie da raccontare. Da un mesetto abbiamo cominciato a pensare al prossimo disco. È ancora un piccolo embrione, ma gli vogliamo già bene come a un figlio.

Finale bonus – per stemperare un po’ la serietà dell’intervista: quando “smetterete di mangiare in bianco”, qual è la prima cosa che ordinerete?

Credo di parlare a nome di tutti nel dirti che sicuramente saremmo pronti a tuffarci in una piscina di fritti di ogni tipo, con contorno di bacon per lubrificare le arterie.

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