Fluentify – C’era una volta l’amico di penna…

Fluentify – C’era una volta l’amico di penna…

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“Scusa, aspetta un attimo che esco. Stasera c’è una festa nel coworking dove lavoriamo e non riesco a sentire niente”. Giacomo Moiso ha 26 anni. Italianissimo. Mi risponde, rigorosamente via Skype, da Londra, e mi dà una prima notizia: anche i giovani imprenditori-ragazzi prodigio si divertono. Giacomo, infatti, è il frontman nonché CEO di Fluentify, un sito online dal 2013 dove noi italiani, maledetti dal nostro pesantissimo accento, possiamo imparare a parlare inglese per davvero.

Già perché “Fluentify nasce da un concetto veramente semplice – mi spiega Giacomo subito, senza darmi nemmeno il tempo di articolare la prima domanda – per migliorare l’inglese o una qualunque lingua straniera non è importante solo studiare grammatica o andare a scuola, ma è fondamentale parlarla quella lingua. La grammatica, il vocabolario, sono tutti orpelli indubbiamente molto utili. Ma fin quando la lingua non la si pratica non si arriverà mai a poter dire: io parlo inglese

Quindi Fluentify cosa mi dà di più di un libro o un film?

Semplice! Abbiamo creato Fluentify con l’obiettivo di fornire una piattaforma che mettesse a disposizione degli insegnanti e dei ragazzi per fare conversazione online. Insegnanti, ovviamente, madrelingua. È una piattaforma People To People, insomma (da quando intervisto startupper e imprenditori questo linguaggio VNP – Very Nerd People – mi piace sempre di più. Per chi è si ostina a rimanere una persona normale diciamo che Fluentify offre più o meno quello che una volta era l’amico di penna…). Chi usa Fluentify, infatti, lo fa per motivi specifici: o perché devo iniziare a lavorare in inglese, oppure a studiare, ecc.

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Tutto chiaro. Però ti fermo un attimo. Usi sempre il noi. Chi c’è oltre a te in questo progetto?

Certo che uso il noi: Fluentify nasce dal lavoro, dai sogni e dall’intraprendenza di quattro persone. Il sottoscritto, Giacomo Moiso, uno dei fondatori è attualmente CEO; Andrea Passadori, 25 anni, marketing manager; Claudio Bosco, 24 anni, COO e Matteo Avalle, 28 anni, CTO. Uso il noi perché Fluentify è nata con noi quattro, con il nostro impegno. Siamo un team molto unito anche e sopratutto nelle difficoltà, che non è una cosa scontata. Pensa solo alle difficoltà tecniche: abbiamo dovuto creare tutto da zero. Dal sistema dei pagamenti al sistema di videoconferenza. Persino la soluzione dei problemi di fuso orario!

Matteo, Claudio, Giacomo e Andrea - i fondatori di Fluentify
Matteo, Claudio, Giacomo e Andrea – i fondatori di Fluentify

Quanti siete ora a lavorare stabilmente a Fluentify?

Esistiamo dal 2013 e ora lavorano con noi 14 persone. Siamo un’azienda sostenibile dal punto di vista economico: siamo in pareggio di bilancio. Siamo contenti! Possiamo crescere.

Siete tutti italiani?

Noi quattro fondatori sì, siamo italiani.

Beh ma perché a Londra, allora?

Beh diciamo che intanto al team si sono uniti altri ragazzi stranieri. In ogni caso siamo partiti da Londra perché io e Andrea abbiamo studiato tra qui e Parigi. L’anno in cui sono stato qui lavoravo presso un fondo di venture capital e lì ho capito cosa significava fare un lavoro come quello che faccio ora. Londra, poi, è il punto più intraprendente e interessante in Europa per far nascere una startup. È facile reperire capitali per far nascere e crescere un progetto come il nostro. Londra è il modello più completo di trasparenza e flessibilità che si possa immaginare. Pensa alla burocrazia: qui è facilissimo reperire informazioni. Si respira proprio un’aria diversa.

Se volessi fare un po’ il gufo ti direi che allora siete l’ennesimo esempio di cervelli in fuga…

No no. Assolutamente no! Siamo dei cervelli che un po’ sono fuggiti è un po’ sono rientrati e guardano all’Italia sempre di più come un asset importante dell’azienda. Abbiamo, infatti, aperto una società anche in Italia per assumere e dare un’opportunità a neolaureati italiani, ad esempio quelli che, come alcuni di noi, sono usciti dal politecnico di Torino.

Me la fai un’anticipazione di qualche novità per SALTeditions?

Diciamo che Fluentify si è rivelata molto più di quello che pensavamo, proprio perché può fare da accompagnamento al lavoro, allo studio, agli esami di certificazione linguistica… Non siamo solo lo strumento per mettere insieme utenti e tutor ma rispondiamo a problemi reali. Posso rivelarti che stiamo per avviare dei veri e propri percorsi. Agli utenti non offriremo più solo delle persone con cui parlare per migliorare la propria fluency: partiremo con gli utenti dal loro punto zero e li accompagneremo fino al raggiungimento del loro obiettivo concreto.

Ovvero?

Da ottobre o comunque da questo autunno gli studenti / utenti potranno conversare, avere supporto con materiale per preparare email, CV, cover letter ecc. Insomma… Diventiamo da “piazza” dove la gente si incontra per ore di fluency a una risposta chiara e concreta a delle esigenze reali, professionali, accademiche.

prev-fbVeniamo alla domanda da cui chi entra in Tell A Story non può sfuggire. Cos’è per te, per voi, il sale della vita?

Mmmh. In realtà è una domanda a cui puoi rispondere un sacco di cose. Io, noi… puntiamo sempre alla felicità vera per noi stessi, in tutti i sensi, in tutti i campi. Non solo professionale, ma anche quella che è semplicemente vivere ed essere felici per quello che si fa. Facciamo un lavoro dove si fanno un sacco di sacrifici ma non possiamo non essere felici e il sale della vita è anche provare la sensazione di non vedere l’ora di andare al lavoro e lavorare e affrontare sfide con il proprio team.

Se ci riparlassimo qui tra cinque anni dove pensi che sarete?

Abbiamo piani molto chiari. Stiamo partendo dal mercato italiano e vorremmo espandere Fluentify a livello internazionale partendo dal sud Europa. La Francia. La Spagna. Il Portogallo. La Turchia. La Russia.

Che dire, ragazzi… in bocca al lupo!

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