Life in hell | L’inferno quotidiano secondo Matt Groening

Life in hell | L’inferno quotidiano secondo Matt Groening

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Matt Groening, Il grande libro dell'inferno

Alzi la mano chi non conosce i Simpson.

Pressoché impossibile trovare mani alzate, come previsto.

Non sorprende, dato che la famiglia più gialla d’America ha rappresentato uno dei più importanti fenomeni televisivi degli anni ’90, con una potenza iconoclasta in grado di oltraggiare gli States e non solo.

Prima di entrare nel meraviglioso mondo televisivo, però, Matt Groening, creatore e autore della serie, aveva percorso la strada del fumetto pubblicando le strisce di Life in hell, in cui ha raccontato le storture della società americana, per non dire occidentale in generale, nella quotidianità di un’altra peculiare famiglia, questa volta di conigli antropomorfi.

Le strisce di Life in hell, pubblicate fino al 2012, sono state raccolte in diversi libri, tra i quali Il grande libro dell’inferno, edito da Coconino Press, che ci presenta alcuni dei lavori degli anni tra il 1980 al 1988.

Conosciamo così Binky, il simpatico coniglio antropomorfo dagli occhi inespressivi e dalla “tragica retrusione mandibolare” (cit. Matt Groening), che ci sbatte subito in faccia il suo mondo di ansia sociale e stress, in cui cinismo e disillusione la fanno da padrone. A comporre il resto della famiglia ci sono la fidanzata Sheba ed il figlioletto Bongo, coniglietto mono-orecchio, accompagnati da un’assurda coppia di gemelli gay vestiti come Charlie Brown ma col fez, Akbar e Jeff.

Amore, sesso, famiglia, lavoro, relazionarsi in società, stereotipi personologici, crescita, comunicazione, consumismo, religione, morte.

Groening affronta tutte queste tematiche e non solo. Le rappresenta con quel tratto caratteristico e cartoonoso che lo renderebbe riconoscibile tra mille, che traccia strisce vere e proprie, caotiche flow-chart per aiutarci a districarci nei labirinti sociali quotidiani, cartelloni pubblicitari in cui Akbar e Jeff promettono di venderci qualunque cosa desideriamo in modo più recondito in fondo alla nostra anima cattiva.

Satira sociale feroce e umorismo tagliente e dissacrante coesistono come nei lavori migliori dell’autore, in particolare mi viene da pensare alle prime stagioni dei Simpson, che, purtroppo, nel corso del tempo hanno progressivamente perso la loro verve in questo senso.

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Un'introduzione a Il grande libro dell'inferno, di Matt Groening
Hell for beginners. Un’introduzione a “Il grande libro dell’inferno” di Matt Groening (fonte > https://www.fumettologica.it/2018/03/life-in-hell-coconino-matt-groening/)

Non manca poi un più marcato riferimento autobiografico: in Binky e Bongo è facile percepire Groening adulto e bambino, con le sue ansie ed il suo stress, con la sua cinica disillusione che dà un tocco di amara ironia a tutte le situazioni affrontate quotidianamente. Il tutto è, però, ancora più marcato in Bongo, il cui costante senso di colpa ed inadeguatezza genera in lui repressione e timore di muovere un qualsiasi passo in direzione sbagliata, opponendo alla curiosità infantile la colpa ed il giudizio.

È innegabile che si senta un po’ di odore di vecchio sfogliando le pagine de Il grande libro dell’inferno. Questo è inevitabile, sia per l’età anagrafica dell’opera, che ha ormai ampiamente superato i trent’anni, sia per il fatto che raccoglie in modo seminale e ancora acerbo degli elementi che poi sono esplosi in una narrativa più strutturata ed in personaggi epocali con i Simpson. Personaggi che conosciamo troppo bene per essere completamente sorpresi da Binky e soci.

Al di là di questo, l’obiettivo di Life in hell era stato pienamente raggiunto in quegli anni e non ha perso forza fino ad oggi: far sorridere e far inorridire. Le paure e il disgusto sociali di Matt sono inevitabilmente anche nostri. È per questo che le corde toccate risuonano bene ancora oggi.

Il punto di forza di queste strisce è senza dubbio l’estremizzazione che le caratterizza: i personaggi sono goffi e grotteschi, suscitano un’ironia tagliente fortemente non sense, ma proprio per questo ci urtano. La loro inespressività, o al massimo la loro espressione allucinata, risulta disturbante al punto giusto. Senza contare i picchi notevoli di politicamente scorretto che vengono raggiunti. Basti pensare, ad esempio, proprio ad Akbar e Jeff: gemelli gay identici e con elementi etnici (vedi il nome Akbar ed il fez) dalla moralità decisamente dubbia, che sono poi evoluti per certi aspetti nel più mite Apu.

Ma stiamo parlando di questioni delicate oggi, figurarsi negli anni Ottanta.
Negli Stati Uniti.

Life in hell è un importante tuffo in un passato da riscoprire, che dà ulteriore significato a quanto abbiamo imparato ad amare negli anni, oltre a farci capire quanto mamma Fox possa aver gestito la gelida cattiveria di Groening, che oggi abbiamo il piacere di riscoprire.

E che fa sempre bene, perché qui, all’inferno, le cose non vanno tanto meglio.

Anzi, fa sempre più caldo.

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Una pagina de Il grande libro dell'inferno, di Matt Groening
Una pagina de Il grande libro dell’inferno, di Matt Groening (fonte > https://www.coconinopress.it/prodotto/il-grande-libro-dellinferno/)

Titolo | Il grande libro dell’inferno
Autore | Matt Groening
Casa Editrice | Coconino
Anno | 2019

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