lunedì, Ottobre 26, 2026
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Tra libri e taccuini: il piacere di scrivere per sé

Un taccuino accanto ai libri

A volte succede durante la lettura: incontriamo una frase e ci fermiamo. Ci ricorda una persona, descrive qualcosa che abbiamo vissuto oppure esprime un pensiero che non eravamo ancora riusciti a formulare. Mettiamo un segnalibro, pieghiamo un angolo della pagina, promettiamo di tornarci.

Un taccuino permette di fare un passo in più. Accanto alle parole dell’autore possiamo annotare la nostra reazione: perché ci hanno colpito? A quale ricordo ci hanno riportato? Che cosa vorremmo chiedere al personaggio che le pronuncia?

Nasce così un quaderno di lettura personale, che può contenere citazioni, commenti, domande e collegamenti tra libri diversi. Non occorre preparare una scheda per ogni volume o assegnare voti. Possiamo dedicarvi una pagina intera oppure poche righe, seguendo ciò che desideriamo conservare.

Quando trascriviamo una citazione, è utile segnare anche autore, titolo e numero di pagina. Sarà più semplice ritrovarne il contesto, magari a distanza di mesi.

Dalle storie degli altri alle nostre

La lettura può offrire un inizio anche a chi desidera tenere un diario ma si blocca davanti alla pagina vuota.

Dopo aver chiuso un romanzo, potremmo partire da una domanda concreta: quale scelta del protagonista avrei fatto anch’io? Quale luogo descritto mi ha ricordato un posto della mia vita? C’è un dialogo che avrei voluto avere con qualcuno?

Le risposte possono portarci lontano dal libro. Una scena ambientata in cucina diventa il ricordo di una domenica d’infanzia; un viaggio raccontato accende il desiderio di partire; un’amicizia tra personaggi ci fa ripensare a una persona che non sentiamo da tempo.

Il passaggio dalla lettura alla scrittura avviene così, attraverso un’associazione. Possiamo seguirla senza sapere in anticipo dove ci condurrà e senza dover trasformare ogni pagina in un racconto compiuto.

Scrivere per sé lascia questa libertà: interrompere una frase, cambiare argomento, tornare sullo stesso episodio con uno sguardo diverso.

Che cosa mettere nelle pagine

Un taccuino personale può accogliere materiali molto diversi. Chi ama le parole potrebbe raccogliere espressioni insolite incontrate nei libri, accompagnandole con una frase inventata. Chi osserva volentieri le persone potrebbe annotare piccoli gesti, conversazioni ascoltate al bar o dettagli di un volto.

Ci sono poi gli elenchi: luoghi che vorremmo visitare, cose che ci incuriosiscono, domande a cui cercare una risposta. Anche poche parole possono diventare uno spunto da riprendere.

Per cominciare, si può scegliere una di queste tracce:

  • Una frase letta oggi e il motivo per cui desidero conservarla.
  • Un luogo della mia vita che meriterebbe una pagina di romanzo.
  • Un episodio quotidiano raccontato attraverso tre dettagli.
  • Una domanda che farei al personaggio del libro che sto leggendo.

Con il tempo, le pagine possono arricchirsi di un biglietto del treno, una fotografia o un piccolo disegno. Il quaderno assume una forma legata alle abitudini di chi lo usa: essenziale oppure piena di tracce visive.

Scegliere un taccuino da usare davvero

Il primo criterio è immaginare dove e come scriveremo. Un formato piccolo è comodo da portare in borsa e aprire durante un’attesa. Un A5 offre più spazio per sviluppare un pensiero e può accompagnare la lettura sul tavolo di casa.

Anche l’interno cambia l’esperienza. Le righe guidano una scrittura continua; il puntinato offre un riferimento discreto per alternare testo, elenchi e piccoli schemi; le pagine bianche lasciano piena libertà nella disposizione.

Nella scelta dei taccuini per appunti e diario, vale la pena considerare anche la rilegatura e la carta. Il quaderno rimane aperto comodamente? La superficie è piacevole con la penna che usiamo? Se scriviamo con una stilografica, è utile cercare indicazioni sulla compatibilità della carta con l’inchiostro: la sola grammatura non basta a descriverne il comportamento.

La copertina può avere il suo peso nella scelta. Un colore o un’illustrazione che sentiamo vicini possono rendere più piacevole prendere in mano il quaderno. Conviene però concedersi di usarlo fin da subito, anche con cancellature e pagine imperfette.

Il piacere degli strumenti e della scrittura

Scegliere carta e penna può diventare parte del proprio momento di scrittura. C’è chi preferisce una penna leggera e scorrevole, chi ama il tratto di una stilografica, chi cambia colore in base al contenuto della pagina.

È in questo rapporto tra oggetti e abitudini personali che si inserisce Aritè, un progetto di cartoleria dedicato alla scrittura emozionale e creativa. Taccuini, penne e materiali per il journaling accompagnano modi diversi di vivere le pagine: dal diario essenziale alle composizioni che uniscono parole, immagini e ricordi.

Per iniziare bastano comunque un quaderno e una penna con cui ci troviamo bene. Gli altri strumenti possono arrivare nel tempo, quando scopriamo che cosa ci piace fare e quali materiali desideriamo utilizzare.

Teresa Arite

Una prima pagina possibile

Alla prossima lettura, tieni un taccuino a portata di mano. Quando trovi un passaggio che ti colpisce, annotalo insieme al riferimento del libro. Poi aggiungi una frase che inizi così: “Queste parole mi fanno pensare a…”.

Prova a continuare per qualche riga, seguendo il primo ricordo o la prima idea che emerge. Potrebbe bastare una breve nota, oppure potresti avere voglia di proseguire.

Scrivi la data e lascia spazio per tornare su quella pagina. Rileggendola, potrai ritrovare sia il libro sia qualcosa di te nel momento in cui lo stavi leggendo.

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Redazione SALT Editions
Redazione SALT Editions
SALT Editions è | uno spazio antigravitazionale in cui parlare principalmente di musica, cinema, libri e viaggi | una bellastoria che sta per Sound, Action, Literature e Trip | una webzine a chilometro zero e conduzione familiare che racchiude quello che per noi rappresenta il sale della vita
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