venerdì, Gennaio 30, 2026
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Vienna a dicembre: perché è (davvero) un’ottima idea

Premessa doverosa: Vienna a dicembre è una città che decide di diventare ancora più bella di quanto già non sia il resto dell’anno, giusto per farci sentire tutti un po’ meno adeguati.

È elegante, anzi, è imperiale (!), di un’ordinata perfezione che quasi mette soggezione. Nelle settimane che precedono il Natale, poi, la capitale austriaca viene illuminata con un gusto così raffinato che ti convince di essere finito in un set cinematografico, circondato solo dal BELLO.

La conseguenza? Vienna nobilita ogni tuo gesto quotidiano: camminare sotto le luci del Graben, ammirare palazzi regali o sorseggiare un punch caldo (scoprendo con stupore che il punch può essere buono e non solo un surrogato del vin brulé), sederti in un caffè con gli occhi che vedono meraviglie.

Noi ci andiamo per un weekend lungo (19–21 dicembre) e abbiamo un obiettivo chiaro, nobile e assolutamente necessario: scoprire la migliore Sacher della città!

Perché a un certo punto la domanda diventa: quante Sachertorte è socialmente accettabile mangiare in 48 ore?

Spoiler: più di quanto pensiate.

Prima cosa: Vienna City Card (72 ore) e la facilità dei trasporti

Io lo dico subito: la Vienna City Card per 72 ore è stata la classica scelta da adulti responsabili, quella che ti fa capire che ormai sei a un giro di boa dai 40 anni. Jesus!

Trasporti inclusi, città super collegata, e una cosa che mi ha fatto un effetto straniante: la metro è senza tornelli.
Entri e basta.
Ah, la civiltà!

E poi funziona tutto. LOL, potevo forse scrivere frase più retorica? Però davvero: U-Bahn puntuale, stazioni chiare, cambi facili. Il che è perfetto perché Vienna è una città dove si cammina tanto (volendo), ma quando fa freddo e hai già fatto 18k passi in mezza giornata, la metro diventa amore vero.

Dove dormire: Hotel Johann Strauss, scelta sensata

Consiglio l’Hotel Johann Strauss (che purtroppo non ci paga – ancora – per questa menzione) per un buon rapporto qualità-prezzo.
è stata una scelta pratica, comodissima per muoversi: a 10 minuti a piedi dal centro, e già sulla via per Schönbrunn. Camere carine, colazione senza fronzoli e con quell’aria da “Europa mitteleuropea” che a Vienna ci sta benissimo.

A sto giro, niente scelte pretenziose, solo un posto strategico dove collassare dopo 20 km di marcia.

Cosa vedere a Vienna: tra fasti imperiali e avanguardia

Schönbrunn: la sfida a Versailles

Schönbrunn, Sala da Ballo
Schönbrunn, Sala da Ballo | Foto F. Bianchi

Il Palazzo di Schönbrunn è semplicemente MAGNIFICO. Lo dico sottovoce per non offendere i cugini francesi, ma a tratti lo preferisco a Versailles. 

Per chi non lo sapesse, Schönbrunn è stata la residenza estiva degli Asburgo. È il cuore pulsante del barocco austriaco. Se come opzione di ingresso scegliete il Grand Tour avrete accesso a circa 40 stanze, una più incantevole dell’altra, tra cui gli appartamenti di Sissi e Francesco Giuseppe. 

Due consigli pratici:

  • Il Parco: è immenso ed è gratuito. Si può salire fino alla Gloriette per una vista sulla città che ti riconcilia col mondo (ecco, forse dicembre per questo è un mese poco indicato)
  • Il Mercatino di Nataleee: proprio davanti al palazzo, prima di Natale, c’è uno dei mercatini più scenografici di Vienna. Stupendo!

    La chicca: se viaggiate con figli/nipoti o siete rimasti bambini dentro, il Children’s Museum ha allestimenti natalizi fatti divinamente. A Vienna i musei per “piccoli” sono spesso più intelligenti di quelli per adulti in certe altre capitali.

Belvedere vs Kunsthistorisches

Sui musei, Vienna gioca facile, ma se il tempo è poco, la scelta è ardua:

  • Belvedere se volete il mix “Palazzo + Bacio di Klimt + vibe da cartolina”
  • Kunsthistorisches Museum se siete più nel mood “voglio vedere capolavori assoluti circondato da marmi e stucchi asburgici”. 

Impossibile sbagliare, insomma. In entrambi i casi ne uscirete ammaliati.

Biblioteca nazionale a Vienna
Biblioteca nazionale a Vienna | Foto F. Bianchi

Austrian National Library: un colpo al cuore

La Austrian National Library non è “bella”: è proprio commovente.
Faccio davvero fatica a descriverla, se non dicendovi che potrebbe essere il sogno di ogni amante dei libri. Immaginatevi la libreria de La Bella e la Bestia elevata alla potenza imperiale
Silenzio, legno scuro, affreschi, e libri ovunque. Se amate le biblioteche, è una tappa NON negoziabile.

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Cosa vedere (ancora per poco): Marina Abramović all’Albertina Modern

L’Albertina Modern, dal 10 ottobre 2025 al 1° marzo 2026, ospita la grande retrospettiva di Marina Abramović (prima grande exhibition in Austria).

Marina Abramović è immortale, non c’è niente da fare. Il suo lavoro disturbante, è viscerale, parla di tempo, silenzio, resistenza, corpo, controllo e perdita di controllo: cose che sulla carta sembrano concetti, ma dal vivo diventano fisiche. Letteralmente.

La mostra ripercorre gli inizi a Belgrado negli anni ’70 (Rhythm), il periodo con il suo amato Ulay, fino ai lavori più “partecipativi”, dove lo spettatore entra davvero in gioco. E sì: ci sono stazioni che invitano i visitatori a mettersi nel ruolo di performer. È il perfetto contrappunto contemporaneo al rigore asburgico del centro.

Info pratiche: qui.

Vienna a Natale
Vienna, nel suo splendore | Foto F. Bianchi

Tour dei mercatini di Natale di Vienna

Tranquilli, ne troverete uno ad ogni angolo della città!  Naturalmente, anche loro eleganti, ordinati.

A Vienna i mercatini sono ovunque, è vero, ma non sono tutti uguali. Ecco la mia selezione ragionata:

  • Stephansplatz: piccolo, intimo, proprio sotto la cattedrale! Perfetto per entrare nel mood
  • Am Hof e Freyung: piazze meravigliose, atmosfera molto viennese, bancarelle curate
  • Rathausplatz: È a dir poco “gigante”. Luci accecanti, pista di pattinaggio da film e un impatto scenico pazzesco
  • Spittelberg: forse il meno “instagrammabile”, perchè si snoda tra vicoli stretti e più quartiere bohémien. Molto amato dai locali.

Attenzione: chiudono presto la sera, diciamo tra le 21:30 e le 22:00. 

Sacher Tour: la nostra classifica

Ed eccoci al dunque. Abbiamo testato i grandi classici per voi (un duro lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo).

Premessa: quando potete, se potete, prenotate! Se no, preparatevi a un po’ di fila.

  • Café Central → prima Sacher: per cominciare con stile, in un luogo affascinante (prenotate, amici, prenotate!) Velluto, stucchi, camerieri impeccabili, pianoforte dal vivo: praticamente un teatro.
    Se volete anche pranzare qui (ad occhio direi prima della Sacher, ma chi può dirlo): consiglio il gulasch (!)
  • Café Sacher Wien → la Sacher originale vicino all’Opera: ordinate con panna e fate quello che va fatto, cioè mangiarla senza fretta.
  • Gerstner → finale perfetto, da “seconda colazione” e arrivederci Vienna. Café Gerstner è quella chiusura perfetta del viaggio: atmosfera k.u.k., dolci che sembrano usciti da un romanzo, e se siete in modalità festeggiamento… chiedete pure la candelina. Io approvo.
  • Demel → VINCE A MANI BASSE. Per me, super iconica. Dal 1888, un’eleganza di altri tempi e una torta pazzesca, punto.

A un certo punto vi guarderete e direte: forse è troppo.
Non ascoltate quella voce.

Dove mangiare e bere: due posti che salvano la serata

Skopik & Lohn: per una cena da ricordare. Luci calde, soffitto decorato in modo pazzesco e un’atmosfera teatrale. Romantico, ma non eccessivamente. Piace molto anche ai locali, pare. Si mangia divinamente (prendete la schnitzel, vi prego!) e offre pure un’ottima qualità-prezzo.

Das Loft (Sofitel): Non accettano prenotazioni per il bar, quindi andate presto. Bollicine, skyline e tramonto sulla città. La vista ripaga di qualsiasi attesa.

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Vienna ti fa venir voglia di fare cose belle 

Vienna a dicembre è una città che ti mette addosso una cosa rara: la voglia di rallentare..

Tra palazzi che hanno fatto la storia e una metro senza tornelli che ti fa recuperare un briciolo di fiducia nell’umanità, torni a casa con la sensazione di aver fatto “una cosa bella”.

E con abbastanza zucchero nel sangue da saltare i pasti fino a Capodanno. Ma ne vale assolutamente la pena.

Per ulteriori info:




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Francesca Bianchi
Francesca Bianchi
Crede nelle affinità elettive e nel silenzio di prima mattina. Ha un debole per i cinema all'aperto, per i punti elenco e per Milano. Nella vita reale si occupa di sanità, ma SALT le fa battere il cuore.
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