Voldemort: Origins of the Heir, quando la fan fiction si fa grande

Voldemort: Origins of the Heir, quando la fan fiction si fa grande

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Ok, tecnicamente non è un cortometraggio, ma stando alla dicitura ufficiale un mediometraggio (non è cane non è lupo). Ma per una volta possiamo chiudere un occhio (o turarci il naso, per quelli di noi che ne hanno uno).

E tecnicamente non è nemmeno un prodotto professionale, ma una “fan fiction”, cioè un film non ufficiale, scritto e diretto dai fan di una saga/serie. Un sottogenere cinematografico fiorito soprattutto con Star Wars ed i suoi fan, sebbene con risultati non eccezionali.

Di nuovo, poco ci importa: Voldemort: Origins of the Heir di Gianmaria Pezzato (ah già, è italiano) è un prodotto che vale la pena di essere visto. Innanzitutto perché ribalta l’idea che “artigianale” non possa essere ben fatto. Si rimane stupefatti per la qualità di un film finanziato con 15.000 euro su Kickstarter (praticamente il costo del coffee break di uno qualunque dei film di Harry Potter), senza alcuno scopo di profitto da parte dell’autore. La regia e la fotografia non hanno nulla da invidiare a film “più grossi”, così come l’uso sapiente degli effetti speciali, adoperati il minimo indispensabile, ma senza mai cadere in quelle brutture da pessima CGI a cui produzioni ben più grosse ci hanno abituato. Anche gli attori sono piuttosto bravi, soprattutto il protagonista, il giovane Tom Marvolo Riddle. Pregevole la scrittura, inoltre, che utilizza la tecnica vecchia come la tragedia greca del racconto a posteriori e del flashback per far vedere solo quello che vuole (e limitare anche gli usi di CGI ed effetti speciali). E rende onore alla storia di un personaggio ormai entrato nella nostra cultura e nel nostro immaginario comune, immergendolo in una ambientazione cupa e tesa, fra personaggi piuttosto ben delineati ed in un contesto storico adeguato.

Non sono mai stato un fan di Harry Potter e di sapere se questo piccolo fan film sia “canone” o meno, sinceramente, me ne frega davvero poco. Quello che so è che una passione smodata come quella del giovane Gianmaria Pezzato può condurre ad obbiettivi strabilianti, senza che i soldi, i canoni ed i tecnicamente costituiscano ostacoli. La professionalità è nel prodotto non ne produzione. E qui ne abbiamo da vendere.

Forse si tratta di magia…

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