Una bella brutta storia

Una bella brutta storia

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Un’avventura è l’inizio dell’avventura di Spugna

Era aprile 2015 quando ho incontrato per la prima volta Tommaso Di Spigna, in arte Spugna, in occasione di una presentazione del suo primo graphic novel Una brutta storia (GRRRZ Comic Art Books) durante il Design Week Festival di Milano. Seguivo da tempo le pubblicazioni della piccola casa editrice genovese, contraddistinta dall’estrema cura che riserva alla produzione dei propri titoli e dalla rosa di autori davvero interessante, ed ero stata colpita dai disegni dell’autore esordiente caratterizzati da uno stile assolutamente personale e unico. Sono stata quindi piacevolmente stupita nel trovarmi davanti un ragazzo così giovane ed entusiasta, diplomatosi da poco alla Scuola di Fumetto di Milano, che mi ha dedicato con uno dei suoi brutti ceffi una copia di Una brutta storia.

dedica

Di quella breve chiacchierata mi ha colpito in particolare una cosa detta da Spugna. Non mi ricordo le parole esatte per cui chiedo perdono se mi permetto di trascriverne solo il senso generale. “Ultimamente nei fumetti ci sono troppi tramonti, mi mancava un po’ di avventura.” Ecco, questo semplice intento programmatico non poteva essere meglio rispettato dall’autore nel suo libro di esordio.

La trama di Una brutta storia può essere riassunta così: (spoiler alert!!) l’attaccabrighe marinaio Rocky il rosso e i suoi compagni di ciurma vanno alla ricerca di un tesoro nascosto su di un’isolotto sperduto indicato da una mappa, ma le cose si fanno difficili e dopo squartamenti vari solo un sopravvissuto riesce a tornare a “casa” (se così vogliamo chiamare una bettola frequentata da vecchi lupi di mare..). Niente di più semplice no? Eppure è proprio questa semplicità la migliore qualità di questa brutta storia, che poi brutta non lo è per niente. Spugna riesce a far funzionare una trama di più di 100 pagine senza contestualizzarla, senza particolare approfondimento psicologico dei personaggi o backgrounds, senza spiegoni vari e addirittura, come sottolinea maicol&mirco nella postfazione, senza personaggi femminili, Puffi, elfi o cuochi, insomma senza nessuna sega mentale inutile.

botte2

Se state pensando “che banalità” non potreste essere più fuori strada di così. In effetti c’è un personaggio che subisce un’evoluzione nel corso della storia. Rocky il rosso, da pirata deboluccio sempre pronto a far botte (e a prenderne soprattutto), alla fine si trasforma in Rocky il guercio, temibile omaccione muscoloso dal diretto mortale. Ma questa evoluzione è la conseguenza di una trasformazione violenta, una mutazione fisica mostruosa che passa attraverso la perdita della propria identità, al sacrificio dei propri compagni e alla automutilazione, in un viaggio che evidentemente non è metafora solo di una crescita interiore.

mutilazione

È proprio nella rappresentazione della violenza e della mostruosità che lo stile particolarissimo di Spugna si dimostra estremamente efficace. Tutti i personaggi, anche i protagonisti, sono dei brutti ceffi con un numero di denti non meglio definito (sì ho adorato che tutta la storia fosse piena di denti e zanne, più ce n’è meglio è!). I mostruosi e inquietantissimi abitanti dell’isola del tesoro sono esseri dalla fisionomia antropomorfa, tuttavia più simili a schifosissime protuberanze cancerose che a esseri umani. Il tutto è condito con una buona dose di sangue, botte da orbi, ferite d’arma bianca, onomatopee invasive e atmosfere disturbanti, dipinte abilmente con china e acquerello in scala di grigi. Particolarmente riuscita, infine, la reinterpretazione grottesca del classico personaggio di Braccio di ferro, in cui Rocky il rosso si trasforma mentre cerca di fuggire dalla claustrofobica trappola dell’isola. Insomma, per gli amanti dello splatter c’è veramente da divertirsi.

copertina

Non a caso, Spugna ha ottenuto il premio Boscarato 2015 per l’autore rivelazione dell’anno durante il Treviso Comic Book Festival, in occasione del quale sono stati premiati anche autori del calibro di LRNZ, Vanna Vinci e Ratigher. Resta da chiedersi quali altri abissi di mostruosità andrà ad esplorare nelle sue prossime opere. Dopo un inizio così esaltante non vedo proprio l’ora di scoprirlo.

titolo | Una brutta storia
autore | Spugna
editore | GRRRZ Comic Art Books
anno | 2014

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