San Valentino,
Santo protettore degli innamorati e degli epilettici (credo che le due cose coincidano, essendo entrambe condizioni neurologiche invalidanti).
Tralasciando la sua sfigatissima agiografia, ho notato come di questo avvenimento ne parlino soprattutto i single, forse un po’ incarogniti per sentirsi tanto calzino spaiato in lavatrice e come anche Netflix o Spotify non manchino di pubblicizzarlo.

La cosa più greve sono i Baci Perugina, con la signature della nostrana stella della poesia confessionale: Laura Pausini, la Sylvia Plath della nostra epoca.
Onestamente sono un manifesto a caratteri cubitali che il vostro lui/lei ha inventiva pari a zero.
È più probabile sia un Lui.

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Quest’anno mi sento come un giocatore di Monopoli, palazzinaro ed albergatore in Parco della Vittoria e Viale dei Giardini, nun me tocca niente: per cui ho un bisogno impellente di dare il mio contributo a questa ricorrenza, che come tutti i consigli non richiesti, sarà inutile e neanche divertente.

Cercate, per quanto possibile, di essere originali: un volo in tandem con parapendio, per la serie “io e te 3mt sopra il cielo e lo stesso reparto di malattie infettive per la polmonite contratta”, una serata al museo del cinema o una gita al cimitero monumentale, canticchiando This must be the place dei Talking Heads “… Love me till my heart stops, Love me till I’m dead”.
Se proprio vi manca l’inventiva, snocciolando l’acronimo S.A.L.T., ma fedele alla sezione Sound, vengo in soccorso, con tono di saccenza.

#SOUND

Stella di mare – Lucio Dalla

Poco importa che si dica che questa canzone sia dedicata al cantante Ron e che con (…) tu come me il riferimento fosse esplicito.
È una canzone dedicata all’Amore, a chiunque lo si indirizzi.

Un uomo è sveglio, le due di notte non c’è niente da fare, guarda la sua donna che sta dormendo – mi piace tanto poterti toccare o stare fermo e sentirti respirare. Lei è bella con la sua pelle bianca.
Lui vorrebbe esser meglio di quello che vedi avessi qualcosa da regalarti e se non ti avessi uscirei a comprarti.
La luce del giorno sta per entrare e l’uomo ha paura che porti via la sua stella – devi scappare dormi ora stella mia, prima che il giorno ti porti via via via!
La stella sarà reale o un sogno?
Meno sperimentale dell’album precedente Com’è profondo il mare, in questo disco del 1978 – suo omonimo – Lucio si avvicina a quella chitarra da cui si era tenuto lontano a dispetto dei suo colleghi folk (De Andrè, Guccini, De Gregori).

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Colpisce la tenerezza infinita di questo brano, accompagnato dagli assoli del suo storico collaboratore Ricky Portera (ex Stadio), a cui Dalla dedica, nell’82, Grande figlio di Puttana. Una delle più belle canzoni d’amore mai incise, descrive scene vissute mille volte, con quel linguaggio tipico ed allusivo della fine degli anni 70, in una cornice soft-rock.

Provo a girare il mio cuscino
ma è una scusa
per venirti più vicino
provo a svegliarti
con un po’ di tosse
ma tu ti giri come niente fosse

Spengo la luce
provo a dormire
ma tu con la mano
mi vieni a cercare

 

#ACTION

In the mood for Love – Wong Kar-Wai (2000)

Astenersi paranoie post visione, alto tasso di drammaticità.

Freud dice che ogni rapporto sessuale è un processo che coinvolge quattro persone.
Un po’ affollato caro Sigismondo, ma forse hai visto anche tu questo film.

Hong Kong 1962, la signora Chan e il signor Chow, vicini di casa, scoprono che i loro coniugi sono amanti e si avvicinano nell’affrontare questo dolore.

La suntuosità e la compostezza emotiva e visiva (ampio l’utilizzo della tecnica frame within a frame, che enfatizza profondità e drammaticità ed usata tra gli altri da Kubrick, Wes Anderson, Tarantino, etc.) si contrappongo all’implosione di sentimenti nell’animo dei protagonisti.
Eleganza nelle inquadrature, nei dettagli, nella figura di Maggie Cheung avvolta dai suoi cheongsam e oggetto del chiacchiericcio della vicina pettegola: “sempre troppo ben vestita per andare al cinema e a far la spesa da sola”.
Si sperimenta una sorta di effetto circolare, con la ripetizione, quasi ossessiva, di spazi e vicende, che isola le due vittime, relegandoli a uno struggimento amoroso ostacolato dal buono senso (non saremo come loro).
È appunto la solitudine e l’alone di vuoto ad avvolgerli. I loro coniugi sono apparizioni fugaci, voci al telefono, borse e cravatte come souvenir di viaggi di lavoro.

Questo amore sublimato non permette di abbandonarsi in voyeuristiche incursioni nella loro sessualità. L’erotismo non è mai ostentato, come forse farebbe la cultura occidentale, ma accennato nelle movenze, nel viso e nel corpo (sempre coperto) della signora Chan.
Viviamo, dietro le porte di quelle piccole stanze, un “mood”, uno stato d’animo di amore incorporeo, eppure così doloroso, passionale e sospeso.

Ps. La colonna sonora vede un Nat King Cole con Quizas quizas quizas e Te quiero, dijiste e Shigeru Umbayashi, compositore giapponese che ha firmato pellicole come La foresta dei pugnali volanti, My Blueberry Valentine e Single Man, che con Yumeji’s Theme ci consegna un malinconico valzer, con i bassi pizzicati da un violino struggente.

È il mio film preferito, se non si fosse notato.

Se voleste una commedia dal sapore british: Le weekend. Quello di una coppia inglese di mezz’età che torna a Parigi, dove erano stati in viaggio di nozze, per cercare di rinverdire il loro rapporto.
Omaggi alla nouvelle vague, soprattutto a La Band à part di Godard, illuminano questo film agrodolce, sulle difficoltà di invecchiare insieme tra perdoni e litigi.

Pps. Non poteva mancare, come richiamo alla gioventù di questi due ex 68ini: Bob Dylan con Like a Rolling Stone e la dolcissima Pink Moon di Nick Drake, dall’accordatura aperta e pochissime note di pianoforte.

 

#LITERATURE

Alta fedeltà – Nick Hornby

Diario di un immaturo 35enne londinese, Rob Fleming, che litiga con la mamma al telefono, ex dj e proprietario di un negozio di dischi Championship Vinyl nel quartiere di Islington.
Di fedeltà ce n’è poca, se non quella del suono.
Mollato dalla ragazza, per un altro (il vicino di casa), inizia a prendere coscienza (forse) dell’aver sempre cercato di evitare le responsabilità ed offre un ritratto di una generazione di 30enni agli inizi degli anni ’90 ironico e commovente, ma soprattutto divertente.
Una Londra vibrante. Le avventure, le amicizie, le insoddisfazioni, gli amori e la sua unica certezza: la musica.
Quando questa come dice l’autore, nella nuova prefazione per l’edizione dei 20 anni: “(…) era ancora qualcosa che si poteva toccare e vedere e forse anche annusare, oltre che ascoltare. (Se mentre lo scrivevo mi avessero detto che nel giro di dieci anni avrei potuto mandare una canzone per email, avrei pensato che allora si sarebbero mandati in allegato anche i sandwich)”.

In tutto il libro si susseguono top five. Propongo 5 canzoni, che troverete leggendo, ma non spoilero nulla in merito alla trama e alle scelte:

1. Let’s Get it On – Marvin Gaye
2. White Man In Hammersmith Palais – The Clash
3. Bobby Jean – Bruce Springsteen
4. Something – The Beatles (cover di Frank Sinatra)
5. One step Beyond – Madness

 

#TRIP

Lollapalooza 2017, Berlino. 9-10 settembre 2017

Eh, i biglietti per la farm ( detta “fam” :r erre muta, secondo la received pronunciation) di Glastonbury sono sold-out. Niente stivaloni di gomma per andare a zappar la vigna, impermeabile da orsetto Paddington, Last Shadow Puppets e Disclosure.
Tuttavia perchè non pensare agli XX, London Grammar (Hannah Reid: bella e brava), Foo Fighters, Mumford & Sons and so on?
Allore volate a Berlino.

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In alternativa, restate in Italia, vi aspetta il Pistoia Blues Festival, nella cornice di Piazza Duomo con la splendida chiesa romanica di San Zeno, in marmo bianco e serpetino.
Il 28 Giugno abbiamo Franco Battiato con la Royal Philarmonic Orchestra di Londra, il 7 Luglio i Jesus and Mary Chain.

Vi piacciono i coni? (cit. Snatch)
Certo che sì. Il 12 luglio non potete perdervi i Gogol Bordello, da New York con amore, passando per una stazione dei treni in Ucraina a raccattare Elijah Wood, in Ogni cosa è illuminata, in puro stile gipsy.

Insomma auguri, per chi ha i requisiti per festeggiarlo. Per i cuori solitari? Il 15 si festeggiano i Lupercalia, aka S. Faustino, antichi riti romani in cui le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani nudi, devoti al selvatico Fauno Luperco. In fondo, ad alleviare il dolore bastava lo spettacolo offerto dai corpi di quei baldi giovani, non demordete.

 

Lorenza Sobrero

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