Rimane solo l’amore, la grazia di un’ombra che passa sull’acqua, l’amore che si da alle colombe, ai fedeli passeri, che lo mangiano tra canti, arruffio e svolazzi.

E’ il genere di alpinismo che mi piace: non partire per raggiungere una vetta in particolare, ma scegliere un sentiero e fidarsi del sentiero solo per il fatto che è in salita, e porterà in alto a vedere il panorama.

Non ha senso cosa facciamo nella vita, ci sono mille percorsi, uno può finire in una missione umanitaria per salvare i bambini del Camerun oppure finire nella guardia costiera a respingere le navi dei migranti. Chissenefrega, a nessuno importa cosa fai. Nessuno si ricorderà di quello che hai fatto. Quando scegli il percorso che vuoi fare, non pensare alla fine. Farò il calciatore. Farò l’avvocato, il commercialista, il consulente. Fai quello che vuoi. Non farai mai quello che vuoi. Nessuno si autodetermina, sono solo belle storie. Quello che conta è il punto di partenza, il mondo che ti circonda, la scelta che fai adesso. Puoi essere nella guardia costiera e oggi scegliere di non obbedire agli ordini. E neanche questa scelta la fai tu. Questa scelta, queste scelte, sono sempre guidate dall’amore, che viene sempre da fuori di te. Qualcuno di cui ti fidi, che vuoi seguire per sempre, che ispira i tuoi passi. Nulla rimane, il passato si perde a poco a poco, il futuro non è mai quello che desideriamo noi, non esiste la perpetuità, tutto cambia. Rimane solo l’amore, la grazia di un’ombra che passa sull’acqua, l’amore che si dà alle colombe, ai fedeli passeri, che lo mangiano tra canti, arruffi e svolazzi.

 

Se della tua bocca non so che la tua voce

E dei tuoi seni solo il verde o l’arancione delle tue bluse, come posso avere la presunzione di

avere di te più della grazia di un’ombra che passa sull’acqua.

Nella memoria porto gesti, la moina che tanto felice mi faceva,

e questo modo di restartene in te stessa, con il curvo riposo

di un’immagine d’avorio.

Non è gran cosa questo tutto che mi resta.

In più opinioni, collere, teorie,

nomi di fratelli e sorelle,

l’indirizzo postale e il numero del telefono,

cinque fotografie, un profumo di capelli,

una pressione di mani piccole fra le quali nessuno direbbe

che mi si nasconde il mondo.

Questo tutto me lo porto senza sforzo, perdendolo poco a poco.

Non inventerò l’inutile menzogna della perpetuità,

meglio passare i ponti con le mani

piene di te,

tirando via a piccoli pezzi il mio ricordo.

Dandolo alle colombe, ai fedeli passeri,

che ti mangino fra canti, arruffio e svolazzi.

 

Restituzione – Julio Cortazar

 

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