Poesia, 16 sett. 1961 | Jack Kerouac

Poesia, 16 sett. 1961 | Jack Kerouac

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L’incipit di questo articolo, che doveva uscire mercoledì scorso, era: “Non mi dispiace mai tirare in ballo Kerouac, ma oggi c’è un ottimo motivo per farlo: oggi è il 16 settembre, e lui ha scritto una poesia intitolata “Poesia, 16 sett. 1961”. Olè!”

Poi i pianeti si sono allineati, le maglie del’internét si sono strette intorno alla mia deficienza tecnologica e io non sono riuscita a pubblicare questo articolo. Quindi oggi ci riprovo con un nuovo, originalissimo incipit:

 

Non mi dispiace mai tirare in ballo Kerouac, ma oggi c’è un ottimo motivo per farlo: mercoledì scorso era il 16 settembre, e lui ha scritto una poesia intitolata “Poesia, 16 sett. 1961”. Olè!

Sempre scovata sul mio vademecum di poesie Beat curato da Fernanda Pivano, questa poesia scava nel lato malinconico di Kerouac, quello che in On the road diceva “I have nothing to offer anybody except my own confusion”. Questo atteggiamento di rassegnazione è molto presente nei primi versi, ma comincia a cambiare verso la 14esima riga:

D’improvviso capii che tutto va e viene.

triste oggi felice domani: sobrio oggi sbronzo domani: perché

   angosciarsi tanto?

Anche le forme belle se ne vanno.

Mi ricorda tanto le prime pagine de L’insostenibile leggerezza dell’essere. Ma se Nietzsche avesse detto una cazzata? Se partissimo dall’ipotesi opposta a quella dell’eterno ritorno? Se la nostra vita non fosse altro che un banale panta rei, che va e viene, leggerissima? Kerouac può anche aver squarciato il velo di Maya per un momento e aver compreso, davvero, che ogni cosa va e viene, ma non riesce a scrollarsi di dosso quella tiepida tristezza, quella luce della nostalgia di cui ogni cosa è illuminata, che è lì, sotto le parole “che bellezza”. Se tutto va e viene, perché

       sono così triste lo stesso?

La leggerezza dell’incostanza della vita rimane insostenibile, anche per il più spensierato della Beat Generation.

Jay Bargiani mi ha suggerito la colonna sonora perfetta per questa poesia, di quelle che ti attanagliano lo spleen. Un connubio per i deboli di cuore, per i romantici del fallimento. Enjoy.

 

Poesia, 16 sett. 1961 – Jack Kerouac

Come mi sentivo terribilmente triste pensando a mia madre addormentata nel letto

che morirà un giorno

sebbene dica lei stessa “non c’è da preoccuparsi della morte

da questa vita ci avviamo verso un’altra”

Come mi sentivo triste lo stesso –

non aver vino per dimenticare i miei denti guasti è già brutto

ma che si guasti il mio corpo intero e il corpo di mia madre si guasti

verso la morte, è così pazzescamente triste.

Sono uscito nell’alba pura: ma perché dovrei essere felice di un’alba

che albeggia su un altro sentore di guerra,

e perché dovrei essere triste : non è almeno l’aria fresca e pura?

Guardai i fiori della siepe: uno era caduto:

un altro era appena sbocciato : nessuno di loro era triste o felice.

D’improvviso capii che tutto va e viene

compresa la tristezza: anche questa se ne andrà;

triste oggi felice domani: sobrio oggi sbronzo domani: perché

angosciarsi tanto?

Come me ciascuno ha le sue pecche

Perché dovrei disprezzarmi? Anche questo viene soltanto

per andarsene.

Ogni cosa va e viene. Che bellezza!

Le guerre malvage non dureranno per sempre!

Anche le forme belle se ne vanno.

Se tutto va e viene O perché essere triste? o felice?

Malato oggi sano domani. Ma O sono così triste lo

stesso!

Non faccio che andare e venire per casa,

Anche la casa va e viene.

Finiremo tutti in paradiso lo stesso, insieme in

quella eterna beatitudine dorata che ho visto.

O com’è triste non riesco a scriverlo bene.

Questo è un tentativo verso la facile levità

della poesia cinese

Devo davvero fare a modo mio.

Ma anche quello se ne andrà, le preoccu-

pazioni per lo stile. Per la tristezza

Il mio ronronante gatto felice detesta

le porte!

E a volte è triste e silenzioso, naso bollente, singhiozzi,

e un debole miagolio da cuore spezzato.

Là vanno gli uccelli, volando a ovest per un momento.

Chi conoscerà mai il mondo prima che passi?

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