OBike | Abbiamo provato il nuovo bike sharing a Roma

OBike | Abbiamo provato il nuovo bike sharing a Roma

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A Roma le notizie migliori arrivano via passaparola. Modalità pianerottolo. Ed è così che ho scoperto dell’arrivo di OBike.

Sono comparse in silenzio il 30 Novembre. Cinquanta, cento sparute biciclette gialle perfettamente mimetizzate col manto di foglie che ricopre i bordi delle strade (sul mantenimento del verde pubblico dibatteremo un’altra volta). Zone coinvolte: Municipio 1 e 2, ovvero il centro, ma si può circolare, poi, su tutto il territorio cittadino.

Il gestore è Obike. Un’azienda privata, quindi (il bando del Comune arriverà, dicono). Ma non un’azienda qualunque. Fondata solo a gennaio del 2017, infatti, Obike è stata la prima al mondo a introdurre il bike sharing in modalità “free floating”, ovvero senza gli stalli per i parcheggi. Sbarca in Italia dal sud est asiatico ma è già presente in oltre 40 città per un totale di 26 nazioni.

A Novembre il servizio è stato lanciato anche in Repubblica Ceca, Finlandia, Norvegia, Polonia, Svezia (ecc). A occhio e croce lì deve essere andata più o meno così:

Ciò detto. Al netto dell’esultanza del sottoscritto – che da anni combatte ad armi impari con Roma, senza auto e motorino, ma armato solo di una sgarrupatissima mountain bike usata (#radicalchic) – è indubbiamente una grande notizia.

Il funzionamento è semplice e intuitivo. Ho scaricato la app in 30” (APP STORE / GOOGLE PLAY) e ho creato un account in circa 5 minuti. La modalità di pagamento più comoda è PayPal, quindi accertatevi prima di avere un account. Forse è anche l’unica, ma ho premuto ok, ok, ok a ripetizione come facciamo sempre tutti perché non avevo pensato di provarlo nell’ottica di una recensione. Scusate.




Al primo noleggio vengono richiesti 5 euro di cauzione e si può iniziare a viaggiare. Ricaricate il portafoglio della app con 5 euro e provate. Pur essendo appena iniziata la sperimentazione – si dovrebbe arrivare, infatti, a 1200 velocipedi in zona Municipio I e II entro fine dell’anno a fronte dei 100 attuali – ne ho trovata una molto facilmente di prima mattina in zona Prati. Attivato il bluetooth ho scannerizzato il QR code sul manubrio e la bici si è sbloccata subito.

30 cent ogni 30 minuti (anche se ce ne hai messi 15 per arrivare al lavoro: pagamento a scatti, come le vecchie tariffe del telefono, per intenderci). Tragitto percorso: Piazza Mazzini – Ponte Milvio. Pur dotato di ciclabile non è tra i più pianeggianti e, talvolta, l’assenza del cambio sui mezzi si fa sentire. 

La cosa bella di Obike è il suo meccanismo di funzionamento che punta a realizzare una piccola rivoluzione culturale (con buona pace dell’abuso del termine “rivoluzione”). Al fine di incoraggiare il corretto riposizionamento delle biciclette, infatti, OBike ha introdotto un sistema di premi e penalizzazioni. Alla registrazione ho ricevuto 100 crediti che andranno ad aumentare (fingers crossed) in caso di corretto uso della bici e a scalare in caso di uso improprio. Se, ad esempio, la bici vi cade inavvertitamente nel Tevere i punti ve li azzerano. Anche se la bloccate col vostro chiusino privato per trovarla dopo il lavoro (lo so che ci avete pensato). Il problema è che più crediti perdi più aumenta il costo del servizio. Uomo avvisato…




I crediti crescono ad ogni utilizzo e ad ogni segnalazione. Non fate come me: non scomodate tutto l’apparato social di Obike per segnalare che la vostra sella ha un problema. Perché se lo fate via app a fine noleggio di crediti ne guadagnate 2. Se fate gli spioni e ne segnalate una in un’area non destinata al parcheggio (ad esempio un’aiuola o nel Colosseo) sono tre crediti. Se la bici era davvero dentro il Colosseo, la cosa nel dubbio segnalatela pure alla DIGOS. Se, ancora, volete far vedere a tutti che siete fighi e a impatto zero condividendo la prima corsa su Facebook ve ne danno 2 (solo che poi per strada avevo già deciso di fare l’articolo quindi manco questo ho fatto).



Insomma, benvenuta Obike. Ne sentivamo il bisogno.  
Perché la cultura delle due ruote non è ancora sufficientemente diffusa nella capitale.
Perché in una città così turistica e con arcinoti problemi di mobilità pubblica, il bike sharing può essere una soluzione a impatto zero per chi la visita. In fondo parliamo di una zona dove primavera ed estate insieme durano circa 9 mesi.
Perché il circolo virtuoso di cambiamento può partire anche smettendo di percepire come insormontabili le distanze che separano i quartieri di Roma (solo chi la vive sa).

Certo. Per ora è solo un “privilegio” del centro, ma non sarebbe il primo esempio di sharing economy che viene progressivamente estesa a quasi tutte le periferie (come è successo con Enjoy e Car2Go) finita la fase sperimentale.

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22 COMMENTS

  1. Perché non dici anche che pedalare una obike è come andare sott’acqua? Che sono le bici più dure dell’intero universo?

    • Scusa il ritardo nella risposta, sono arrivato al pc viaggiando in salita con Obike 😉 Sì, in effetti l’ho scritto che manca il cambio. Però almeno è un inizio a fronte del niente che c’era fino a qualche mese fa! 🙂

    • Diciamo pure che queste biciclette sono quasi impossibili da usare, a meno che non si sia un thriatlonista di 20 anni perfettamente allenato. Pesantissime, ruote piene e semifrenate, autonomia massima 1000 metri prima di “mollarle” e proseguire a piedi (o prendere un autobus).

      • In realtà ho proprio scritto che l’assenza del cambio è un problema 😉 …ma resta comunque MOLTO meglio di niente! Il primo passo verso un’economia della mobilità sostenibile parte anche da questo. E a Roma ce n’è bisogno.

        • Ma a Roma c’è bisogno non di una rivoluzione culturale, ma di una rivoluzione INFRASTRUTTURALE nel senso del termine che non prevede solo un aumento delle piste ciclabili ma proprio una completa destrutturazione e ricostruzione TOTALE di tutto il sistema della mobilità, sia pubblica che privata.

          • Hai ragione. Sono pienamente d’accordo con te. La rivoluzione infrastrutturale e quella culturale, però, secondo me arrivano insieme. O comunque si aiutano vicendevolmente.
            Grazie per il commento!

  2. Ieri ho fatto la prova, sinceramente mi ha piaciuto! È vero che la bici è un po’ dura, ma meglio di prendere il bus pieno e anche meno costoso… Esperienza positiva!

  3. Abito a Casal Bertone, ma lavoro in centro…sarebbe comoda da prendere per il rientro a casa dal lavoro, ma da quanto ho capito non posso parcheggiarla nella mia zona…peccato

  4. Non ho capito dove si può parcheggiare ..su un marciapiede qualunque ?o ci sono dei punti precisi che non trovo ?fra

  5. scusatemi ma ( dopo aver ricaricato il credito) il pagamewnto viene scalato automaticamente o si deve eseguire manualmente in qualche modo che non trovo…

  6. Tutto bello e tutto fichissimo, ma sono assolutamente impossibili da usare ogni pedalata persi un anno di vita. Chi le ha testate era un vero genio.

    • Concordo con te che sarebbe il momento di immaginare di implementare il cambio almeno su parte dei modelli!

  7. Ciao!
    A Roma si parla di I e II municipio per poter lasciare la bici ma io le ho viste anche sotto casa mia (e sono nel VII).
    Poi sbaglio o i primi due mesi sono gratis?

  8. Anche io ho provato o -bike. Per la prima volta e’ andato tutto a meraviglia e mi hanno assegnato 100 punti per la iscrizione e avvisandomi che con 100 punti i tragitti brevi sono gratuiti. Ho fatto il mio primo tragitto gratuito e poi un altro dopo il quale mi hanno tolto 20 punti per il parcheggio perche’ il loro localizzatore ha localizzato la mia bici dentro l’aula di Paolo VI al Vaticano! Ho scritto a loro ripetutamente che invece ho parcheggiato in una zona consentita. Non ho ricevuta nessuna risposta ma dopo due giorni ho visto sulla loro mappa che hanno incluso la strada dove avevo parcheggiato come una zona non adatta per il parcheggio. E’ veramente pazzesco! Ora vedo tutti i giorni che la gente parcheggia la obike nello stesso punto e sono veramente curiosa se hanno tolto i punti anche a loro!

    • Ciao, per queste segnalazioni ti consigliamo di scrivere direttamente a Obike, questo è un articolo – recensione del servizio. Grazie per il tuo commento però! A presto 🙂

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