Nimona e la semplicità delle cose buone

Nimona e la semplicità delle cose buone

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C’era una volta il mio coraggiosissimo ragazzo che decise di scegliere da solo i fumetti da regalare A ME per Natale. Probabilmente ispirato dalla dedica “To all the monster girls” (awww) scelse questo volumetto di una giovanissima autrice americana e scoccò l’amore..per il fumetto (anche..)! Ecco perché quando questa settimana mi sono chiesta che cosa diavolo avrei potuto recensire e lui mi ha ricordato quel fumetto, ho deciso che per una volta avrei messo da parte i cari lavori italiani per dare spazio a qualcosa di diverso. Che poi non potrebbe essere più adatto in questo preciso momento e capirete perchè.

Sto parlando di “Nimona” (collana Harper Teen della Harper Collins e presto disponibile in Italia grazie a BAO Publishing) di Noelle Stevenson aka Gingerhaze. Forse avete già sentito il suo nome dato che, solo ventenne, si è aggiudicata ben due Eisner awards 2015 (Best New Series e Best Publication for Teens) per l’altro lavoro in cui è coautrice, “Lumberjanes” (edito in Italia ancora da BAO Publishing). Anche “Nimona”, il suo primo lavoro originariamente autopubblicato sotto forma di web-comic, non è rimasto inosservato dato che si è aggiudicato il Cartoonist Studio Prize per il Best Web Comic del 2012 ed è stato nominato per un Eisner Award nel 2015.

Nimona è un racconto fantasy che unisce SCIENZA e MAGIA con SQUALI e DRAGHI! Già così dovreste essere convinti a leggerlo. Ma entriamo un po’ più in dettaglio. Nimona è la spalla del supervillain Lord Ballister Blackheart, eroe decaduto e reietto alle prese con la sua personale vendetta contro la società e, soprattutto, contro il suo ex compagno d’armi, Sir Ambrosius Goldenloin, che lo ha ferito a tradimento durante una giostra facendogli perdere il braccio destro. Ma Nimona non è solo una ragazzina..è uno SQUALO! O un gatto o una volpe o qualunque essere voglia. Infatti la terribile e testardissima ragazzina è in verità una mutaforma, capace di assumere molteplici sembianze con un’abilità “sovrannaturale”…

shark

Ma la vicenda non è così semplice come potrebbe sembrare. Si scoprirà che forse il supervillain non è proprio così cattivo e che la “Institution”, ovvero l’organizzazione segreta che si occupa di mantenere l’ordine e la pace nel regno, non è proprio guidata da così buoni propositi e soprattutto che crede fermamente nel proposito “il fine giustifica i mezzi”. A questo punto sono le relazioni e i sentimenti che uniscono i personaggi l’unica cosa buona che rimane, perché non c’è niente di più giusto, semplice e, di nuovo, buono che prendersi cura delle persone che si amano, sia che essi siano antichi esseri immortali e quasi onnipotenti, testardi cavalieri disillusi e borbottoni o vecchi amici che ti hanno deluso, ma che finalmente puoi perdonare.

Dal punto di vista dello stile, è stato interessantissimo osservarne l’evoluzione, che da disegni basilari, capitoli brevi e volti soprattutto alla costruzione del ritmo giusto per la “gag” di turno (ricordiamoci che si tratta di un web comic) e un’impaginazione molto semplice, diventa sempre più maturo e complesso, con colori più vividi (e le ombre!), trame più intricate e vignettatura più elaborata. I disegni rimangono comunque molto semplici, ma per questo non difettano affatto di espressività, anzi, oltre al fatto che io li trovi davvero carinissimi, sono essenziali per creare l’atmosfera fiabesca e irriverente che permea tutta l’avventura.

Nimona.

Io, da vera monster girl, ho letteralmente adorato leggere questo fumetto, che mi ha tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine, capace di farmi ridere, tenermi sulle spine e, quasi, strapparmi una lacrimuccia. È veramente impossibile non innamorarsi della sua cattivissima protagonista, Nimona, del suo caratteraccio e del suo essere una “bambina terribile”, così simile a un’altra bambina terribile di mia conoscenza, eroina di un fumetto che occupa un posto specialissimo nel mio cuore: parlo di Barbara di “I Kill Giants” (edito in Italia, guarda un po’, ancora da BAO Publishing) di cui non so se troverò mai il coraggio di parlarvi. E ancora, leggetelo, perché riesce nel difficilissimo compito di essere semplice, ma niente affatto scontato, come lo sono i sentimenti che legano queste famiglie strambe, ma non per questo meno vere.

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