Nel blu dipinto di più: Polignano

Nel blu dipinto di più: Polignano

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Polignano a mare si piazza verticalmente pallida in cima a una falesia di tufo che spunta direttamente dalle onde, 25 metri più in basso. Il che fa di Polignano un paesino impettito ma tutto rannicchiato su un litorale calcareo pungente e poroso, vertiginosamente a picco sul mare.

Io tutto ciò nemmeno lo sapevo prima di metterci piede, ed è forse anche per questo che ho finito per lasciarci un po’ di cuore. Come tutti, che ci volete fare, banale banale. E’ stato come ritrovarsi invitata ad una cena meravigliosa a casa di qualcuno e non aver niente da offrire, manco un micro dono simbolico.

Ho trovato Polignano di una bellezza sconcertante. Credo che in primis siano stati i colori a sgrafpoli verticalefignarmi uno scioccante senso di meraviglia misto a beatitudine.
Insomma tu arrivi, esci dall’auto indolenzito e bang: ti ritrovi di colpo a dover gestire tutti quei livelli di blu profondissimo, il celeste intenso del cielo, il bagliore accecante da tufo assolato e le ombre che, a distanza, fanno eco ad ogni linea, retta o irregolare che sia.
D’istinto, l’occhio cerca un punto dove potersi fermare a sospirare ed è così che si posa sulla spiaggetta di Cala Porto, l’insenatura ai piedi dell’antico centro storico, protetta dalle falesie. Questo é l’anfratto più in voga per tentare di piantare un ombrellone, nonché il meno consigliato nei periodi di alta stagione, – eterne variabili inversamente proporzionali! -.

Da lì si guarda un pò al blu un pò all’insù, un pò le pareti delle case a strapiombo, un pò i tuffatori / arrampicatori che un pò sono la Cagnotto ma un pò se la giocano Messner.
In effetti  Polignano difende con onore il suo passato da tappa obbligata del campionato mondiale di tuffi del Red Bull Cliff Diving, e senza troppa sorpresa. Non solo l’altezza del volo può essere notevole, ma il quadro che si disegna dietro ad ogni sospensione in aria é unico al mondo, tanto da sembrare quasi irreale o la scenografia di un set cinematografico da perfezionisti. E poi l’acqua, cristallina di quelle che non sai se é verde o blu o tutti e due, non é nemmeno troppo fredda, se proprio vogliamo dire tutta la verità.
E questo era il violentissimo impatto con la bellezza numero due. Che fa pure splash e crea guazzabugli vari, dentro e fuori dall’acqua, dentro e fuori la testa.

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Nota bene:  per i meno Messner -come me- e pure per gli anti-ombrelloni, c’é una soluzione alternativa e forse perfino più fotografica. Spalmare il vostro telo mare sulla scomodissima falesia dirimpetto al centro città, appena sotto la statua di Domenico Modugno (che ebbene sì é nato qui, proprio nel Meraviglioso Blu dipinto di blu).  Oltre le braccia aperte del cantante – giuro che la statua sembra la cugina di quella di Freddy Mercury a Montreux, assurdo-, troverete cavità ondulate e dolorosissime al tatto dove posarvi a mangiare una vera focaccia barese. Quell’unticcio bendidio coi pomodorini sopra, per intenderci. Ah, e poi potete lanciarvi direttamente in acqua da lì, Volare ooh appunto.

polignano scala copyright cabiriamagniAccecati, mangiati e bagnati, ci si asciuga con vista sulla Grotta di Palazzo, la più grande di Polignano (sul suo litorale ce ne sono un’ottantina!) e l’unica accessibile via terra…tramite una scala scavata nella roccia che appartiene oggi ad un ristorante haut de gamme, chiaramente. Ma il centro storico offre scorci gratuiti di impagabile prelibatezza. E qui veniamo al colpo al cuore definitivo, si salvi chi può. Le stradine, disposte a raggiera, sono tenute benissimo, si insinuano tra le case, tradiscono una grande intimità e sembrano vere quasi per finta, illuminate di sbieco dal sole di fine giornata. Sono fresche malgrado il caldo, e silenziosamente vive. Davanti al Palazzo dell’orologio si schierano bar e baretti di sorta, ma  il vero interesse è ritrovare il profilo del mare, blu, dall’alto, in mezzo a tutto quel chiarore di tufo bianco. E’ una magia.
E infine il fatidico “pomodorino sulla focaccia”, realizzato da un militante ante-litteram del Movimento per l’ Emancipazione della Poesia, tale “Guido il flaneur”, che ha aggiunto bellezza alla bellezza, sale alla salsedine imperante: poesie di autore scritte negli angoli più disparati.

Questa, su una scala, mi ha fatto salire più in alto del sole ed ancora più su.

Viandante, il peccato più grosso di tutti
é il peccato di un’anima cieca davanti alle altre.
E la gioia più grande di tutte é la gioia
di sapere il bene che abbiamo veduto, e vedere
ciò che é buono nell’attimo miracoloso!

Edgar Lee Masters

 

Elisa Cugnaschi

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