Metti un pomeriggio in laguna a Milano

Metti un pomeriggio in laguna a Milano

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Di Canaletto e Bellotto alle Gallerie D’Italia

Vi è mai capitato di vedere un luogo per la prima volta e rimanere senza fiato dopo soli tre secondi? Di non informarvi su ciò che sareste andati a vedere per poi meravigliavi infinitamente della bellezza dell’edificio dove siete arrivati? Vi è mai successo di scoprire un luogo tutto nuovo e morire dalla curiosità di scoprirne le origini e i motivi per i quali tanta bellezza è stata progettata? Ecco, a me sì. Ed è accaduto tutto in una volta sola provocando un’overdose di splendore in un pomeriggio d’inverno a Milano.

Tra la Galleria Vittorio Emanuele II e il Teatro della Scala si trova un tesoro prezioso, un complesso talmente immenso che uno non se l’aspetta mica di rivivere decenni di storia dell’arte in un solo pomeriggio, di ammirare un qualcosa di davvero speciale che va dalle meraviglie dell’Ottocento fino alle più audaci opere contemporanee. Con i suoi 8.300 mq di superficie espositiva, le Gallerie di Piazza Scala di Milano sono una bellezza più unica che rara, un complesso architettonico composto da palazzi, cortili e giardini ubicati nel cuore della città e progettati dai più importanti architetti italiani tra la fine del Settecento e i primi del Novecento. Oggi, insieme alle gallerie di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza e alle Gallerie di Palazzo Zavallos Stigliano a Napoli, formano le Gallerie d’Italia, il polo museale e culturale di Intesa San Paolo che condivide con il pubblico i tesori di proprietà del Gruppo. Dal Canova a Boccioni, le tele racchiuse nelle cornici che vanno a formare le collezioni permanenti delle Gallerie d’Italia di Milano sono un’occasione per rivivere le più emozionanti pagine della storia dell’arte. Ma non solo.

Photo Credit: Gallerie d'Italia (pagina Facebook)
Photo Credit: Gallerie d’Italia (pagina Facebook)
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Dal 25 novembre, alle Gallerie d’Italia a Milano, si può navigare in laguna, ci si siede su una gondola immaginaria e si trattiene il fiato passando sotto il Ponte dei Sospiri mentre si arriva davanti a Piazza San Marco rivivendo lo stesso stupore di chi, da secoli, arriva a Punta della Dogana e si ritrova davanti agli occhi una città come Venezia. E la sorpresa è la stessa che vi accoglierà alle Gallerie d’Italia, quando la luce delle vetrate del palazzo cercheranno di illuminare le opere di Canaletto e Bellotto nascoste negli angoli dell’enorme salone, il primo che troverete subito dopo l’ingresso delle Gallerie di Piazza Scala dove l’allestimento regala l’emozione di svelare a poco a poco alcune delle opere più rappresentative del vedutismo.

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Da genere peculiare a corrente d’avanguardia, il vedutismo nasce nel Settecento e si sviluppa soprattutto a Venezia, dove la magia della laguna ben si presta a questa corrente artistica. Le opere di Antonio Canal, detto il Canaletto, e del nipote Bernardo Bellotto sono un viaggio non sono nel Veneto ma in tutta l’Italia e parte dell’Europa dove paesaggi collinari e rovine di città diventano protagonisti di un’esposizione suggestiva dove la realtà, a volte, si trasforma in paesaggi fantastici dando origine a quei famosi capricci che tanto raccontano del clima culturale settecentesco. E se tutto ciò non bastasse, la mostra temporanea Bellotto e Canaletto: lo stupore e la luce ha reso disponibile per gli amanti della tecnologia un approfondimento multimediale tra cui un’esperienza in realtà virtuale per poter immergersi ancora di più nella magia creata da questi artisti.

Bellotto e Canaletto vi aspettano alle Gallerie d’Italia a Milano fino al 5 marzo: le altre collezioni, invece, resteranno lì a stupirvi per molto, moltissimo, altro tempo.

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