Mel d’Amore | Guida culinaria al Cantico dei Cantici

Mel d’Amore | Guida culinaria al Cantico dei Cantici

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Siano per me i tuoi seni come grappoli d’uva e il tuo respiro come profumo di mele

Il Cantico dei Cantici (ebraico שיר השירים, shìr hasshirìm, Cantico sublime; greco ᾎσμα ᾈσμάτων, ásma asmáton)  è stato definito da Rabbi El’azar ben ‘Azaryà “il Santo dei Santi” tra tutti gli Scritti contenuti nella Bibbia.

È uno dei testi più poetici e inusuali delle sacre scritture, nel quale si racconta in versi l’amore tra due innamorati con un trasporto ricco di sfumature erotiche. Questa insolita caratteristica del testo religioso, non pregiudica affatto il suo carattere sacro ma lo esalta riuscendo a superare ogni distinzione tra amor sacro e amor profano. Trasformando in bellezza tutto quello che per tradizione o pregiudizio non viene considerato tale.

Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l’amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!

Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.

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Il Cantico di tutti i canti ci ricorda che dobbiamo imparare a fare l’amore, perché l’amore si fa e non lo si può avere altrimenti. L’amore del resto, è un sentimento profondamente umano e per conoscerlo bisogna partecipare con tutta la propria umanità: dal mondo interiore fino al corpo. L’incontro tra due individui non si può ridurre ad una sola dimensione ma deve includere tutto il creato. Può essere rischioso, ma è un rischio che vale la pena correre perché ogni rapporto soffocato in una sola dimensione finisce per identificarsi con il piacere (o il dispiacere) del momento per poi lasciarci più soli di prima.

Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, per le gazzelle o per le cerve dei campi: non destate, non scuotete dal sonno l’amore, finché esso non lo voglia.

Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l’amore dell’anima mia;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi alzerò e farò il giro della città
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l’amore dell’anima mia.
L’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città:
«Avete visto l’amore dell’anima mia?».
Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l’amore dell’anima mia.
Lo strinsi forte e non lo lascerò.

Ma eccoci qua, dopo questa piccola spiegazione, ho preparato per voi una ricetta speciale per celebrare con voi il canto più bello di tutti e consolare ogni dolore perché vale sempre la pena essere coraggiosi e innamorati.

Sostenetemi con focacce d’uva passa, rinfrancatemi con mele, perché io sono malata d’amore

Ricetta:

  • 2 mele
  • mandorle a piacere
  • 4 cucchiai di miele d’arancia
  • anice e cannella a piacere
  • 20 g circa di uva passa
  • 100 g di ricotta
  • mezzo bicchiere di vino rosso
  • 1 limone

preparazione:

Mettete l’uvetta in ammollo nel vino al quale avrete aggiunto precedentemente anice e cannella. Lavate benissimo le mele e tagliate la parte superiore. Togliete il torsolo e svuotate la mela aiutandovi con coltello e cucchiaio, appena svuotate aggiungete il succo di limone per evitare che si ossidino mentre preparate il ripieno.  Preparate la ricotta aggiungendo miele anice e cannella, quando avrete ottenuto una consistenza cremosa aggiungete la polpa delle mele,  l’uvetta e le mandorle tagliate a pezzetti. Ora prendete le vostre mele vuote e prima di riempirle versate all’interno un paio di cucchiai di vino speziato. Una volta farcite cuocetele in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti circa. Sfornate e servitele belle calde (se volete potete accompagnarle con il gelato o con della ricotta fredda).

varianti: potete unire anche amaretti o biscotti secchi al ripieno per dare una nota croccante oppure potete aggiungere del cioccolato fondente. Se non dovesse piacervi la ricotta, non disperate, potete provare ad utilizzare la panna o lo yogurt greco. Non dimenticatevi di sbizzarrirvi creando nuovi accostamenti con altra frutta secca di vostro gradimento come pistacchi, noci, nocciole, fichi e datteri.

Consumazione:
Consumate le mele dopo esservi fatti trasportare dai versi del Cantico al punto di sentire i profumi dei “frutti più squisiti, alberi di Cipro, nardo e zafferano, cannella e cinnamomo, con ogni specie di alberi d’incenso, mirra e aloe, con tutti gli aromi migliori” a quel punto sarete abbastanza malati d’amore per gustare le vostre mel d’amore.

Musica consigliata:

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