Malloy – I tanti volti della fantascienza

Malloy – I tanti volti della fantascienza

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Se c’è un genere che non mi stanca mai è la fantascienza. Ma cosa vuol dire esattamente che un’opera appartiene al genere della fantascienza? Dopotutto, ciò che questa definizione presuppone è “semplicemente” che la storia si svolga in un’ambientazione che noi riconosciamo come “fantascientifica” (insomma, avete capito no?, viaggi spaziali, tecnologie sconosciute, ecc). Quindi non sai mai cosa aspettarti dalla fantascienza. Puoi trovarti davanti a un viaggio avventuroso, a una riflessione sulle implicazioni del progresso scientifico, a una critica sociale o a un romanzo di formazione. O a tutte queste cose insieme.

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Ho sempre ammirato come gli autori, con la forza della loro immaginazione, sfruttassero ambientazioni fantascientifiche, quindi non attuali, per porre quesiti concreti e implicazioni reali anche nel nostro banale universo. Sono queste le aspettative con cui ho affrontato la lettura di “Malloy – Gabelliere spaziale” (edito da Panini Comics per la collana Panini 9L), l’ultima opera di Marco Taddei e Simone Angelini, che abbiamo già conosciuto con il pluripremiatoAnubi.

È curioso come la storia si apra con una sequenza sul tema della creazione e vi spiegherò perché. Ci sono due entità incorporee, due demiurghi che si riferiscono l’uno all’altro come “Duca” e “Conte”, che danno il via alla creazione dell’universo e della specie umana per sfuggire alla noia e divertirsi ad osservare le scellerate vicissitudini che l’uomo dovrà affrontare in nome della forza superiore che lo guida: il denaro. Mi piace pensare che, in questa sequenza di apertura, gli autori si siano riferiti in parte anche a loro stessi in quanto creatori dell’universo racchiuso in questo fumetto, ma anche esseri umani, quindi soggetti alle regole del denaro. In effetti, è il denaro ciò che decide tutti gli avvenimenti della storia e quando i due demiurghi ricompariranno, le loro azioni saranno dettate da una scommessa fatta tra di loro, come per sottolineare che il denaro sia diventata una forza più potente anche di chi l’ha creato.

Il denaro guida la vita anche del nostro protagonista, Malloy, che è un gabelliere, cioè un esattore delle tasse, e non uno qualunque visto che è il migliore in circolazione e lavora direttamente per l’imperatore dell’universo o Paravatz (vi suona strano che sia un ragioniere?). In virtù della sua mansione e ingannato dagli autori di un golpe imperiale, Malloy viene mandato sulla Terra, il cui governo democratico, l’unico rimasto, è il più grande evasore fiscale dell’universo. Il nostro esattore-eroe scopre quindi che i terrestri sono esseri ignavi, che passano le loro vite chiusi in casa a fare acquisti su internet e mantenuti in tutto e per tutto dal governo. Questo perché il governo utilizza la merda prodotta dagli uomini per produrre oro grazie ad un antico processo alchemico. In una mirabolante concatenazione di scatole cinesi, che sembra stata ideata sotto l’effetto di acidi, Malloy “fa un buco” nella realtà e raggiunge la dimensione dei demiurghi dove scopre scioccanti verità sull’esistenza del libero arbitrio e incrocia la sua strada con il più potente calcolatore dell’universo, divenuto pazzo per la solitudine, che cerca di conquistare il potere assoluto. Interessante come gli unici personaggi a non seguire la strada segnata dal denaro siano il calcolatore, che cerca il potere, e Monroe, ex amante di Malloy, che cerca vendetta, ma entrambi molto poco umani, in quanto Monroe si è fatta sostituire la maggior parte del corpo da parti artificiali.

Non è da tutti partire con una sparatoria tra pistole geneticamente modificate e fucili interdimensionali, passare per la critica sociale, e la distopia e arrivare a una teoria su universi paralleli e libero arbitrio. Ma in questo viaggio i nostri autori non sono mai stati soli e si sono affidati a pilastri del genere fantascientifico, primo tra tutti non si può non menzionare “Guida Galattica per Autostoppisti” di Douglas Adams con il suo supercomputer, vero profeta della risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto. La sceneggiatura, poi, è ricca di dialoghi ipertrofici, arzigogolati e ricchi di vocaboli desueti, che danno una sensazione volutamente straniante a alienante e che ricordano molto la saga de “L’Incal” di Alejandro Jodorowsky e Moebius, citata quasi letteralmente con i termini Paravatz/Prez. Allontanandoci infine dal solo genere fantascientifico, trovo che la ricerca spasmodica dell’effetto straniante, attraverso situazioni assurde, private spesso di chiari nessi logici e scandite da dialoghi inverosimili richiami in qualche modo il “Teatro dell’assurdo” e la sua riflessione esistenzialistica, che ben si adatta all’ultima parte della storia, nonostante, in questo caso, sia condita con buona dose di acidi e steroidi.

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Ma la potenza e l’esuberanza di questa avventura non sarebbero neanche lontanamente altrettanto efficaci senza i disegni di Simone Angelini, che plasmando a suo piacimento la classica gabbia a 9 vignette rende dinamica una storia che è pervasa dall’inizio alla fine da dialoghi barocchi, impresa mica da poco. I suoi disegni sono arrabbiati, dominati da uno spessissimo tratto nero e dominati da grandi campiture monocrome dai colori estremamente saturi, privi, per la maggior parte delle vignette, anche delle ombre e tratti da una tavolozza che sembra essere stata presa direttamente dai fauves francesi di inizio ‘900.

Malloy è un’opera di fantascienza con cui ancora non ero venuta in contatto. Differisce da tutte le altre perché tira in ballo innumerevoli tematiche e spunti di riflessione, ma lo fa in maniera così assurda, irriverente ed esuberante da non assomigliare a niente che abbia letto prima. Mi era capitato di leggere di universi assurdi, ma l’assurdo era sempre stato utilizzato in funzione dell’umorismo che ne sarebbe scaturito. Qui, in Malloy, ho la sensazione che non si tratti solo di far ridere. Ho la sensazione di essere stata amichevolmente presa per il culo dall’inizio alla fine. Ma dopotutto anche questo fa riflettere..

Titolo: Malloy – Gabelliere Spaziale

Testi: Marco Taddei

Disegni: Simone Angelini

Collana: Panini 9L

Casa Editrice: Panini Comics

Anno di pubblicazione: 2017

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