Lower East Side, New York | Gallerie d’arte alternative

Lower East Side, New York | Gallerie d’arte alternative

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Una Airbnb Experience per scoprire l’astro nascente del panorama artistico di New York

Ph. by Ken Tan. Courtesy of Marc Straus, New York.

Aprile, domenica mattina.

Bryant Park è immerso in un cono di luce che filtra abilmente tra i grattacieli e le nubi. Il prato – verdissimo – ancora non si può calpestare, è in fase di concimazione ancora per qualche settimana. Poco male, l’erba è ancora umida dalla pioggia della notte scorsa, mentre i tavolini di metallo già brulicano di avventurieri della domenica che si bevono il primo caffè della giornata.

Scendiamo in metropolitana, direzione Lower East Side (LES).

Erano anni che non tornavo da queste parti, ed è incredibile come Manhattan riesca a trasformarsi in tempi rapidissimi: non importa quante volte tu l’abbia visitata, è una scoperta continua, in evoluzione perenne.

Dall’inizio degli anni 2000, il Lower East Side è diventato la nuova frontiera dell’arte contemporanea nel cuore di New York City. Rispetto alle storiche e celebri gallerie d’arte di Chelsea, LES sta diventando sempre più attrattivo per i giovani espositori, probabilmente anche grazie a prezzi più accessibili e a un’accoglienza maggiore verso tutto ciò che è nuovo, alternativo.





Alle 11:30 AM abbiamo appuntamento con Stephanie, l’host della Airbnb Experience che stiamo per iniziare: Discover the New York Art World.

Stephanie è una art curator con più di dieci anni di esperienza nel mondo dell’arte, ha studiato a UCLA e NYU (solo!), ha vissuto per diversi anni a Berlino e conosce la scena artistica newyorkese in ogni suo aspetto. Incontrarla è la conferma di quanto ci aspettassimo: un vulcano di energia, pronta a raccontarci aneddoti di artisti emergenti, gallerie, interior designer e collezioni private.

 

1° stop: MAGENTA PLAINS | 94 Allen St – New York, NY 10002

Barbara Ess
Someone To Watch Over Me
April 7 – May 12, 2019

Barbara Ess è una fotografa americana, nota in particolare per l’utilizzo di una pinhole camera per i suo lavori principali, che le permette di riprodurre l’effetto di una camera oscura.

Someone To Watch Over Me è il suo già recente progetto, basato su diverse fotografie – tendenzialmente poco nitide – e video. L’intera opera è in mostra su due livelli diversi della galleria, e al piano di sotto si percepiscono ancora più intensamente i temi centrali delle sue fotografie: uno su tutti, la distanza.

 

2° stop: MARC STRAUS GALLERY | 299 Grand Street – New York NY. 10002

OTIS JONES
April 12 – May 19, 2019


Anche Otis Jones è un artista americano, che vive a Dallas.
I suoi lavori sono considerati “unici” soprattutto per la loro dicotomia estetica.  Otis Jones, nel corso degli anni, è riuscito a ritagliarsi un posto di rilievo nel campo dell’arte minimalista, grazie ai suoi originali dipinti scultorei. Inaspettati sono anche materiali poveri di cui si serve per realizzarli, come questi pannelli di legno, tagliati grossolanamente, dove le graffette di metallo sono lasciate volutamente esposte sui bordi.

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Folkert De Jong
The Boxer + The Ventriloquist
April 12 – May 19, 2019

 

The Boxer

Folkert De Jong è olandese, forse più noto per i suoi lavori teatrali e narrativi, in particolare per quella patina di macabro humour che caratterizza i suoi lavori più disturbanti.Tra le sue opere esposte alla Marc Straus, sono straordinarie (inteso proprio fuori dall’ordinario) The Boxer e The Ventriloquist, che richiamano rispettivamente Muhammad Ali (ciao Mengoni!, ndr) e Jackie Kennedy, che videro il loro periodo di gloria più o meno negli stessi anni.

The Ventriloquist

Fun fact: la bambola che Jackie tiene tra le braccia è lei stessa. (ahem).

 

Hermann Nitsch
April 12 – May 19, 2019

Anche se da quest’opera non si direbbe, si tratta forse l’artista più controverso che mi sia capitato di incontrare.

Hermann Nitsch, austriaco, ha appena compiuto 80 anni lo scorso autunno, ed è noto in tutto il mondo per essere uno dei co-fondatori di quello che è stato battezzato come “Azionismo Viennese”, riconducibile alla performance art.

Non di meno, Nitsch è celebre per il Theatre of Orgies and Mysteries (sì, Teatro di Orge e Misteri), una sorta di messa in scena di riti parareligiosi erotici e disturbanti che durano anche interi giorni di fila.

Le sue opere esposte alla Marc Straus, invece, sono apparentemente più sobrie dai colori intensissimi, blu, giallo e verde, che tuttavia richiamano inevitabilmente i suoi Schüttbild, dipinti realizzati gettando su tela colore e sangue.

 Fun fact: a causa della sua arte, è stato arrestato tre volte. (vabbè, pensavo peggio)

 

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3° stop: JAMES COHAN GALLERY | 291 GRAND ST – NEW YORK NY 10002

Firelei Báez
A Drexcyen Chronocommons (To win the war you fought it sideways)
Apr 20 – Jun 16, 2019

Firelei Báez è una giovane artista nata nella Repubblica Domenicana, che vive e lavora a New York. La sua arte è coinvolgimento a 360° per il visitatore, che si ritrova letteralmente trasportato in un mondo altro.
Entriamo alla James Cohan Gallery, infatti, e incredibilmente ci ritroviamo avvolti da una tenda blu traforata, cosparsa d’incenso e due grandi dipinti femminili nascoste in due nicchie una di fronte all’altra. Alzando gli occhi, si vede una mappa geo-specifica delle stelle che compaiono nel cielo notturno all’inizio della rivoluzione haitiana (1791-1804), posandoli sui ritratti invece si ritrovano due coloratissime sacerdotesse haitiane, entrambe volutamente prive di bocca.

Per Báez, la pittura diventa un mezzo per dare forma alla memoria, per ricordare il passato e denunciare il presente.
E’ un’artista da seguire, credetemi. Ne sentiremo parlare.




 

4° stop: NICELLE BEAUCHENE GALLERY | 327 BROOME STREET NEW YORK, NY 10002 

Yevgeniya Baras
Seam, Scar, Sign
April 25 – May 26, 2019

Negli ultimi anni l’attenzione per Yevgeniya Baras è andata aumentando nel settore artistico newyorkese. La Beauchene Gallery, infatti, ospita le sue opere per la seconda volta nel giro di pochi anni, sapendo che l’arte di Baras è estremamente tattile e le sue opere contengono una fisicità viscerale. Ogni tela è solitamente ottenuta con diversi strati di pittura ad olio impastata con pezzi di legno e pasta di carta. Il risultato è molto più di quanto spesso dichiarano le etichette, come “Oil on Canvas” .

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Perdiamo completamente il senso del tempo. Salutiamo Stephanie e ci ritroviamo in Broome Street totalmente overwhelmed dall’esperienza vissuta.

E’ il momento di affacciarci a Little Italy.

 

Qui trovate il link all’experience.
Lasciatevi trasportare, l’arte ha senso solo se vi comunica emozioni.

P.S. E’ nostro dovere avvertirvi che l’experience che abbiamo descritto segue sempre un percorso differente! In altre parole, non temete: non vi stancherete mai.

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