La Libreria Acqua Alta, un tesoro nascosto di Venezia

La Libreria Acqua Alta, un tesoro nascosto di Venezia

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L'interno della libreria Acqua Alta a Venezia

Bastano poche ore a Venezia per capire che se cercavi la tranquillità forse era il caso di fermarsi col treno a Padova o a Vicenza. Ma bastano altrettante ore per capire che ci sono dei compromessi ai quali è necessario scendere, senza nemmeno troppa fatica.

Si è scomodato addirittura il New York Times che alla vista della città preda di un’invasione orami incessante ha lanciato l’allarme: Venezia si sta trasformando in una Disneyland del mare. Premesso che i paragoni americani sono sempre curiosi al netto dei riferimenti culturali disponibili, la verità è che… too late. Venezia è già una Disneyland del mare. Stuprata dalle grandi navi, infestata dai piccioni e dai turisti che ci giocano (tanto loro si vaccinano), attraversata da un melting pot irrispettoso verso la sua delicatezza. Eppure va vista. Tassativamente e nonostante. E il suo gran bordello rende ancora più challenging (stimolante, come direbbe il NYT) la ricerca di luoghi dove respirare quel che resta dell’atmosfera autentica di questo luogo. Perché ci sono. Perché resiste.

Basta entrare, ad esempio, negli spazi angusti della Libreria Acqua Alta per averne un assaggio. Forse una delle librerie più belle del mondo alla quale si accede da un vicolo stretto e poco frequentato, non troppo lontano da Piazza San Marco. “Sorprendente” è l’aggettivo che, forse, meglio può descriverla. Sorprendente è l’idea, sorprendente è il caos che c’è all’interno, sorprendente è il proprietario, sorprendenti sono gli spazi circostanti ed esterni.

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Entrando si viene accolti da quell’odore tipico della città lagunare, soprattutto nei pianterreni. Un’aria pesante che sa di polvere, libri e acqua stagnante. Un odore che, però, contribuisce a rendere un po’ più estrema e reale l’esperienza. La vista che si squaderna davanti superata la stretta porta d’ingresso è mozzafiato. Non è un’estasi per bellezza ma per sopraffazione. Pile e pile di libri in un caos totalmente fuori controllo si innalzano a destra, a sinistra e al centro. A occupare la vista è una gondola riempita di libri ben oltre l’orlo. Ancora più in là altre barche di dimensioni inferiori sono a loro volta stracolme di libri sia nuovi sia usati.

Il compito di queste imbarcazioni, però, non è solo estetico. Nell’idea del fondatore Luigi Frizzo che ha aperto questo posto nel 2004, i libri vengono letteralmente messi in salvo dagli scafi ogni volta che l’acqua alta entra nel negozio (e accade spesso). Il rapporto tra cultura e forze della natura in questi corridoi si fa strettissimo. 

E della natura vi è anche il caos più o meno armonico. Difficile trovare un ordine apparente tra queste pile. Qualcosa, comunque, si riesce ad intuire. Per il resto, invece, basta chiedere al proprietario. Se la parte dell’ingresso è dedicata principalmente alle opere sulla città, girando a destra nel primo corridoio si trovano le collezioni Feltrinelli, Adelphi, Bompiani, ecc.

Difficile, ancora, restare concentrati solo sui libri. Proseguendo fino in fondo alla libreria c’è una vera e propria chicca. Una scala fatta di enormi volumi (che erano destinati al macero, tranquilli) conduce a una vista sul canale. Nell’altra sala, invece, una sedia si affaccia sull’acqua e sul silenzio e sulla pace della piccola via d’acqua. Una sensazione rarissima da provare a Venezia, soprattutto in agosto.

La libreria “Acqua Alta” è in Calle Lunga Santa Maria Formosa ed è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 20.

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