Il vero motivo per cui John Lennon voleva sterminare i down

Il vero motivo per cui John Lennon voleva sterminare i down

by -
1 2562

Ovvero delle belleanime imbevute nell'amuchina

Il fatto: John Lennon, in un video saltato fuori di recente dopo anni di oblio, scimmiotta degli handicappati (ovvero dei portatori di handicap ovvero degli “affetti da sindrome di down, è una sindrome”¹). Tra l’altro scimmiotta degli handicappati parecchio handicappati, ché mica gli handicappati normali si comportano così.

La reazione: il web si indigna.

La domanda: chi cazzo è sto web? Bisognerebbe piantarla di usare espressioni a caso. “Le parole sono importanti”. Queste sono cose destinate a cementificare, a mettere radici. Sta già diventando normale parlare del web come fosse un cristiano in carne e ossa, coi coglioni particolarmente girati sette giorni a settimana peraltro.
Il web. Bah.

howard-webb
Howard Webb, arbitro, camicetta nera

No anche perché poi, con la scusa del web dice, il web fa, il web pensa, si può affermare qualsiasi gigioneria. Tanto è il web. Sì, ma chi l’ha detto? Bo, non si sa, il web. È il vecchio detto di paese “si dice”, “dicono”, “icica” (per chi mastica un po’ di calabrese arcaico). È la credibilità del grande numero, dell’avanzata di massa, del fronte bellico omologato. O del sotterfugio individuale: riportare cose che nessuno ha mai detto o pensato per avanzare una tesi tutta nostra, che ha bisogno comunque di appoggiarsi sull’approvazione degli altri, di tanti altri se possibile.

Quindi se una mattina ti alzi e hai deciso che ti piacerebbe che le donne musulmane al posto del burka indossassero un polpo vivo, sì, un polpo vivo, perché no?, ti basterà digitare sul web che il web pensa che le donne musulmane al posto del burka dovrebbero indossare un polpo vivo… e vedrai che succede. O quantomeno si aprirà una questione a riguardo, con frotte di accreditati opinionisti che diranno la loro in appassionanti talk show serali, sostenendo questa o quella tesi.

Si pone un problema di fondo: il web è uno e trino:

1) formulatore del messaggio (formulatore fittizio, strumentale, personaggio inventato, buono per tutte le stagioni e le convinzioni)
2) strumento di comunicazione, media, piattaforma
3) destinatario del messaggio stesso, pubblico, cittadino, elettore, pensatore indebito (d’ossigeno e di azione mentale motrice).

Cioè un gran puttanaio, in cui uno un giorno gli gira così, dice che al web gli gira così, posta sul web che al web gira così e convince il web che gli gira effettivamente così. È straordinario. Un movimento pelvico spietato. Let’s do the time warp again.

Ma tornando a noi.
John Lennon nel video fa il mongoloide. Non il down. Che è molto diverso. Sta utilizzando un’iperbole. Sfido chiunque di voi a dire che un down si comporta così. Vivete nel mondo degli stereotipi, gesùssanto. Voi siete precisamente uno dei motivi per cui le discriminazioni esistono. L’avete mai conosciuto un down? Non fanno così, non danno di matto, non slinguano l’aria e non scalciano come se fossero il pagliaccio Baraldi in cocaina. E se invece l’avete conosciuto ed era così, bé, vi è capitato di imbattervi in un down fottuto di mente, totalmente fuori giri, in cotoletta, fuori come una ruspa. Del resto a me capita di continuo di incontrare persone così, indipendentemente dal numero di cromosomi in dotazione.

La sapete la verità? Siete dei perbenisti malvagi. Guardate, avevo pure scritto tutta una pappardella che vi spiegava perché e per come è così, ma rileggendola adesso, prima di pubblicare l’articolo, mi stava venendo il voltastomaco. Non ho voglia di pontificare a reti unificate.
Anche se è un numero Zero non vuol dire che da lui non possa nascere l’Infinito”. E se invece da lui non nascesse proprio niente? Se valesse semplicemente una sega e fosse l’essere più abietto e rivoltante sulla faccia del pianeta?
“Anche se.” Bah.
Ma il peggio non è che siete belleanime imbevute nell’amuchina, il peggio è che siete noiosi. Che è sempre la colpa più grande.
“Se c’è una cosa che è immorale è la banalità”.

John Lennon non sta ridicolizzando i down, John Lennon sta ridicolizzando proprio te, e tu manco te ne accorgi. John Lennon, con la sua interpretazione improvvisata, sta deridendo il pubblico. Sta dicendo agli spettatori che sono dei mongoloidi. Sta imitando i fans, le scimmie urlatrici, gli idolatratori, non i down. Difendete i fans, difendete voi stessi, se proprio volete fare i paladini del buon cuore. Lasciate perdere i down. Com’è che era? “Largo all’avanguardia, pubblico di merda”. Preciso.

marx e lennon
“Sono Marxista, tendenza Groucho”

Per concludere, chiaramente ho inventato tutto, che ne so io di cosa stava facendo John Lennon, magari ce l’aveva proprio con i down. Magari era un teorizzatore del genocidio di zingari, calabresi e down. “Perché il pacifismo e la non violenza sono cose nobili, però i down me li fanno proprio girare a elica.”

In ogni caso, qualsiasi cosa pensasse o volesse intendere lui, io mi sono solo servito del suo teatrino per dire le cose che mi parevano a me, spacciandole per cose che pensava uno credibile e influente, per convincere voi che ho ragione io, su cose che non si sa bene quali.

Jay Bargiani. Dal Web per il Web.

 

[1]

Anche tu puoi sostenere SALT! Negli articoli dove viene mostrato un link a un prodotto Amazon, in qualità di Affiliati Amazon riceviamo un piccolo guadagno per qualsiasi acquisto generato dopo il click sul link (questo non comporterà alcun sovrapprezzo). Grazie!

1 COMMENT

Leave a Reply