Il Diario di Eva | Mark Twain

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Dunque, se sono un esperimento, è a me che quell’esperimento si riduce? No, non credo; credo che il resto ne sia parte. Io ne sono la parte più importante, ma penso che tutto il resto abbia il suo peso. (Eva)

Ognuno prima o poi si interroga su come tutto sia iniziato e perché (no, non si intende né Creazione né Big Bang ma quell’inspiegabile filo conduttore che da sempre lega alcune persone tra di loro, di potenza quindi indubbiamente maggiore a qualsiasi altro fenomeno naturale). Mark Twain in questo ci dà una mano, mettendosi nei panni (non proprio letteralmente, in questo caso) dei nostri avi per antonomasia, ovvero i primi esseri umani ad avere mai liberamente provato un inspiegabile sentimento l’uno verso l’altro: Adamo ed Eva. Ripercorrendone alcuni passaggi, la storia può forse sembrare un po’ più chiara e, allo stesso tempo, da sempre destinata a ripetersi.

Protagonista del Diario di Eva, è inizialmente lo smarrimento di una giovane, bella, innocente Eva che si trova letteralmente catapultata sulla terra, in questo nuovo mondo stupendamente prossimo alla perfezione, per quanto sia da così poco che esiste.

Il resoconto man mano esterna l’ammirazione che la nostra prima donna prova nei confronti di tutto ciò che è, per natura, bello: tanto bello che sentiamo il bisogno di toccarlo. È qui che si incomincia a capire che cosa siano le distanze: il desiderio di impossessarsi di tutto ciò che ci attrae e, allungando la mano per afferrarlo, improvvisamente ci si accorge di quanto sia apparentemente vicino ma in realtà lontano. Esatto, proprio come, meno banalmente di quello che possa sembrare, le stelle che tutti proviamo a catturare con le mani senza farci vedere.

 Eva si sente un Esperimento e, per primo, a turbarla è un altro Esperimento a lei più incomprensibile e, allo stesso tempo, affine di tutti gli altri incontrati fino a quel momento: Ieri pomeriggio, da lontano, ho seguito l’altro Esperimento, volevo capire a che cosa potesse servire. Ma non ci sono riuscita. Credo sia un uomo. Non ne avevo mai visto uno, ma quell’essere gli somigliava. Verso di lui mi rendo conto di provare una curiosità più forte di quella che provo nei confronti di qualsiasi altro rettile. Curiosità, dunque, è così che tutto inizia.

image_book Ci si guarda, ci si parla, tutto regolare, fin dalla notte dei tempi. Non fosse che, immancabilmente, prima o poi qualche cosa va storto, si rompe. Neanche il tempo di accorgersene e l’altro diventa irriconoscibile: Ma quando venne la notte non ce la feci a reggere la solitudine e mi recai al rifugio che aveva costruito, per chiedergli cosa avevo fatto che non andava, per sapere come avrei potuto porvi rimedio così da riguadagnarmi la sua dolcezza; ma lui mi cacciò fuori, alla pioggia, e quello fu il mio primo dolore. Parola di Eva, che aveva a disposizione tutto l’intero creato.

Porre rimedio non è semplice. Cosa fare per farsi perdonare di qualcosa che non si sa di aver commesso? Twain propone come causa della più biblica delle colpe l’accondiscendenza verso il primo amato: Ho cercato di tirar giù dall’albero qualcuna di quelle mele, per lui, ma non mi riesce di imparare a tirare come si deve. Non ce l’ho fatta ma penso che le mie buone intenzioni gli abbiano dato piacere. Sono mele proibite. Dice che mi metterò nei guai; ma perché preoccuparmene se è per compiacere lui che vado a finire nei guai?

 La Eva di Twain, infine, non ci rassicura, destinandoci al suo stesso destino: Semplicemente accade – nessuno è in grado di sapere come – e non lo si riesce a spiegare. E non ce n’è bisogno. È così che la penso. Ma non sono altro che una giovane donna e sono stata la prima ad occuparmi del problema ed è possibile che, dal momento che non ne so molto e non ne ho grande esperienza, non abbia capito come stanno le cose davvero.

Adamo, in tutto questo, non si sbilancia apertamente davanti ad Eva, ignara della reciprocità dei loro sentimenti. Non fosse per il finale, non potremmo mai perdonarlo: Ovunque lei sia stata quello era l’Eden.

 

Titolo: Il diario di Eva
Autore: Mark Twain
Anno: 2010

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