Il brand hoppípolla cresce ancora: ora è anche Casa Editrice

Il brand hoppípolla cresce ancora: ora è anche Casa Editrice

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Lo scorso sabato mattina ho pensato di buttare giù dal letto Francesco Rellini, co-fondatore di hoppípolla e di farmi aggiornare sui progressi di questa “magic box” coloratissima che ogni tanto mi arriva a casa e mi fa ricordare quantocazzoèbello ricevere sorprese. Se poi sono culturali, ancora meglio.

L’ultima volta che ci siamo sentiti mi hai detto che “Le persone scelgono hoppípolla per lasciarsi ispirare e scoprire nuovi progetti creativi”. Ora hoppípolla ha appena compiuto 2 anni, siete contenti della strada percorsa finora?

Sì, abbiamo da poco festeggiato i 2 anni dalla fondazione del progetto, ma in realtà il primo anno è stato molto di rodaggio e di assestamento. Il secondo anno, alla fine, è stato il primo vero anno a pieno regime. Siamo davvero molto contenti di come sta andando hoppípolla, stiamo già crescendo parecchio.

Tra l’altro, l’ultima volta che ci siamo incontrati eravate in 4 nel team: la squadra è rimasta la stessa o vi siete ampliati? Siete basati a Perugia, vero?

(ride della mia geografia) no, in realtà i fondatori sono basati a Pescara, non a Perugia…

OOOOOPS. Vabbè dai iniziano tutte e due con la P…

(minuto di silenzio e pietà per me)

Scherzi a parte, il nostro team è presente a Pescara con Nicola e Simona, io sono a Roma e Paola è a Torino. Quindi diciamo che siamo un team ben distribuito e itinerante, quando occorre.

Ah, guarda, parli con una che ha dato vita a una redazione digitale, quindi siamo anche noi tutti un po’ sparpagliati per l’Italia e anche per l’Europa, in realtà. Ti capisco.

Poi ecco il nostro team si è ampliato ulteriormente perché adesso che siamo diventati anche Casa Editrice abbiamo un direttore editoriale, Carlotta. E poi abbiamo ovviamente una serie di collaboratori esterni che ci supportano con ufficio stampa, creazione di contenuti ecc.

Il team hoppípolla in tutto il suo splendore
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Ecco, parliamo della più grande novità degli ultimi mesi in casa hoppípolla: ora siete anche una casa editrice. Urrà! Bravissimi! Mi racconti com’è successo? Cosa vi ha spinto a lanciarvi in questa direzione?

Mah diciamo che in realtà è stata una naturale evoluzione perché al crescere del numero degli abbonati alle hoppípolla box ci siamo resi conto che forse avremmo potuto avere i numeri giusti anche per una prima tiratura iniziale ideale per lanciare un libro. E abbiamo pensato che fosse una buona idea e che fossimo anche noi nel momento giusto per farla!

Quindi ora invece di limitarci ad acquistare libri di altre case editrici – che comunque continueremo a fare, in parallelo – abbiamo pensato di essere anche noi proattivi nello sviluppo di progetti editoriali con illustratori italiani o stranieri che ci piacciono e che vogliamo promuovere.

Ah quindi se ho capito bene la vostra idea è proprio quella di specializzarvi in libri illustrati/fumetti/graphic novel?
(ai ragazzi della nostra rubrica
Strips Tease brillano gli occhi, ndr)

Sì sì esatto. Bè diciamo che l’illustrazione è sempre stata uno dei pilastri di hoppípolla, anche dentro alle nostre box. Quindi per il 2019 abbiamo già in cantiere 5/6 uscite di progetti editoriali illustrati da alternare a prodotti editoriali narrativi di altre case editrici.

Ecco, infatti, ho qui con me il vostro primo progetto editoriale, una raccolta di 17 racconti, potremmo quasi dire “short graphic novel”, che si intitola Grande coppa di gelato ed è illustrata da Conxita Herrero. E’ coloratissimo e anche molto elegante come volume. Non conoscevo l’autrice, ho visto che è molto giovane…

Sì guarda Conxita Herrero è un’illustratrice spagnola del ’93, è giovane e bravissima. Vedrai che ne sentiremo parlare parecchio anche in futuro… e infatti come prima uscita abbiamo pensato di iniziare proprio da una traduzione di un’opera internazionale. Poi passeremo anche alla produzione di contenuti originali e italiani.

Anche perché in realtà a fronte di una ben nota crisi dell’editoria cartacea, probabilmente avete scelto il settore editoriale – quello dei fumetti – che davvero sta riscoprendo un’ascesa che non si vedeva da anni.

Assolutamente sì, questo è vero. Ed è altrettanto vero che noi fin da subito ci siamo rivolti a una nicchia di persone interessate anche ad aspetti più analogici e in qualche modo produrre illustrazioni ci è sembrato come andare incontro al gusto dei nostri utenti.

Come nella prefazione del libro: “Ogni cosa al posto giusto”. In effetti voi siete quelli dagli oggetti un po’ nostalgici, a volte. Ricordo ancora con commozione la volta in cui aprendo una delle vostre box ho ritrovato un pacchettino di Frizzy Pazzy. Vi ho amato.

(Francesco ride)

Domanda da un milione di dollari: vi lancerete anche nel mondo ebook o per il momento rimarrete fedeli al cartaceo?

No per ora non faremo ebook, perché siamo analogici veri! Però dai a volte facciamo anche incursioni nel mondo digitale come nel caso delle playlist sempre presenti nelle nostre box e che si possono ascoltare direttamente su Spotify. Oppure pensa anche alla partnership che abbiamo fatto con MUBI, questa piattaforma di cinema indipendente, una sorta di Netflix per i cult un po’ di nicchia, per cui i nostri abbonati possono avere 30 giorni gratis sulla piattaforma. Ecco questi sono piccoli modi per aggiungere esperienze digitali alle nostre box, a completamento dell’offerta culturale.

Bè diciamo che personalmente leggo su qualsiasi formato, ma i fumetti in ebook sono davvero una versione riduttiva dell’opera, quindi capisco. Mi è capitato di leggerne in versione digitale, ma inevitabilmente il risultato è un po’ carente.

Il fighissimo contenuto della box di novembre 2018

Ah stavo per dimenticarmi una domanda fondamentale: ma i vostri libri si trovano solo nelle vostre scatole e sul vostro e-commerce o anche nelle librerie?

Giusto, allora per il momento solo nelle hoppípolla box e sul nostro shop online, però già per il 2019 abbiamo in previsione la distribuzione presso qualche libreria indipendente, sperando di trovare il canale più in linea con le nostre esigenze e le nostre peculiarità.

In altre parole, ho capito l’antifona, a noi di SALT ci toccherà diventare una libreria indipendente…

Chissà.


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