I gatti di Riga

I gatti di Riga

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Di perché i fumetti son meglio dei libri

Oggi vi svelerò un segreto che più che un segreto sarà per voi una vera e propria illuminazione, tipo quelle che vi vengono sotto la doccia che mentre vi insaponate la faccia vi ritrovate a pensare a quella cosa che da giorni vi gira per la testa seguita da un punto di domanda e poi, all’improvviso, ne trovate la risposta. Quella che sto per raccontarvi, in realtà, è una piccola cosa ma così importante e fondamentale perché non considerata da un buon 89% della popolazione mondiale, uno di quei concetti semplici semplici che effettivamente si possono riassumere in una frase nemmeno troppo complessa. Insomma, quello che sto cercando di spiegarvi è che un libro può anche non piacere ma un fumetto no, lui piacerà sempre. E sì, avete letto bene, soprattutto voi lettori tanto bravi a sfoggiare i vostri libri sugli scaffali in ordine cronologico (giuro, esiste gente simile e lo so, concordo con voi: l’ordine è per colori o semmai per casa editrice che poi sostanzialmente è quasi la stessa cosa). Dicevo, quello che sto per dirvi ve lo posso dimostrare e per farlo sfrutterò I gatti di Riga, il primo graphic novel di Marco Nizzoli, disegnatore de’ Il mondo di Alef-Tau e Dylan Dog e portato nelle librerie dalla casa editrice bolognese Comma 22.

gattidirigaI gatti di Riga l’ho trovato per caso, uno di quei volumi abbandonati a malo modo sugli scaffali che quando li vedo mi viene sempre l’istinto di impossessarmene, neanche fosse un cucciolo abbandonato sul ciglio della strada da prendere in braccio e portare a casa. A convincermi è stata subito la copertina con quel gattone enorme e una città a fare da sfondo e lei chiusa in una stanza, lei che ancora non aveva un nome ma così bella che me ne sono subito innamorata. Per farla breve, ho aperto il volume giusto per capire che era un fumetto e sono andata alla cassa: mio. I problemi, però, sono iniziati quando ho cominciato a leggerlo: la storia non reggeva per nulla e ora cercherò di spiegarvi il motivo.

I gatti di Riga è la storia di Cristiano che si è trasferito nella capitale della Lettonia. Il nome del graphic novel, tra le altre cose, è stato dato da quel palazzo architettonicamente meraviglioso dal nome la Casa del Gatto che la città lettone sfoggia nel proprio centro storico. In stile Art Nouveau, che fa tanto Parigi e romanticismo all’ennesima potenza, questo edificio deve il suo nome al piccolo gatto in bronzo che fa da guardia sulla punta del tetto. La motivazione di questo micio appollaiato là in alto (che tutte le gattare come me ameranno alla follia) è in realtà molto divertente perché voleva essere uno scherzo contro il governo di uno di quei baronetti e nobiluomini che si potevano permettere questi divertissement plateali (il didietro del micietto, inizialmente, era indirizzato verso la Camera di Commercio Maggiore). Perché è necessario raccontare tutto ciò? Perché il micio di Riga introdurrà ogni capitolo dell’opera e sarà il fil rouge dell’intera storia che ha un suo senso, lo ammetto, ma anche un grandissimo ed enorme ma.

gattoDicevamo, Cristiano si è trasferito a Riga dall’Italia. L’amore per la città lettone traspare in ogni tavola e dal desiderio del ragazzo di rimanere al Nord, a chilometri e chilometri lontano da casa. Cristiano, un giorno, conosce una lei e subito è un gran casino. Musicista e fotomodella, pare la donna perfetta soprattutto nel momento in cui accetta di bere un caffè insieme al nostro protagonista che nel frattempo ha già chiamato il migliore amico per farlo morire d’invidia. Tutto idilliaco e meraviglioso, quindi, finché Cristiano non scopre che alla ragazza piace molto uscire con lui, sì, ma anche con molti altri. Da questo momento, la storia de’ I gatti di Riga prende una piega strana:  Cristiano non si arrende e vorrebbe la donna amata tutta per lui mentre lei vorrebbe tutti gli altri per sé e non vorrei fare degli spoiler ma è facile immaginare che tutta questa faccenda finirà veramente molto male.

Il lettore de’ I gatti di Riga, quindi, si ritrova a voler prendere a cedri in faccia quel povero disgraziato di Cristiano perché alla fine è sempre così: si innamoreranno sempre di quella che non lo prenderanno mai in considerazione lasciando in lacrime la poveretta che invece era pronta a donare qualsiasi organo del proprio corpo a quel giovincello che invece non la degnerà mai di uno sguardo e, se mai lo farà, sarà solo per parlare dell’altra, quella che gli sta spezzando il cuore.

igattidiriga-nizzoliUn fumetto pessimo, quindi? Assolutamente no. La storia sarà pure banale ma i disegni, credetemi, sono una meraviglia. Il tratto di Marco Nizzoli è finissimo, ingarbuglia i rami degli alberi in un modo a dir poco splendido e il viso di lei, la donna che farà impazzire il protagonista, è di una finezza indescrivibile, come se l’autore avesse avuto paura di disegnarla. Ne’ I gatti di Riga, poi, c’è tutta la bellezza della città lettone che come vi dicevo si intravede in ogni tavola creando un’atmosfera prima romanticissima e poi terribilmente nostalgica, con la neve che cerca di nasconderla sotto il suo mantello riuscendo solamente a renderla ancora più magica.

Per concludere: cosa sarebbe successo se I gatti di Riga fosse stato un libro? L’avrei gettato dalla finestra. Cosa è accaduto invece essendo un fumetto? Ho perdonato l’autore, forse ancora troppo innamorato di quella città e di quella donna per parlarne in modo obiettivo, e ho ri-sfogliato tutte le pagine di questa storia forse un po’ troppo banale ma circondata da un micromondo composto da tutto ciò che una città sa donarti e incastrarti nel cuore per non farsi dimenticare mai più. E un’ultima cosa che può essere la ciliegina sulla torta: Marco Nizzoli sceglie una canzone bellissima che miglior scelta non la poteva fare. Ve la lascio qua sotto che io la sto cantando da una settimana intera e sono certa lo farete anche voi.

L’avete capito, ora, perché un fumetto è meglio di un libro?

titolo | I gatti di Riga
autore | Marco Nizzoli
editore | Comma 22
anno | 2015

1 COMMENT

  1. ¡totalmente de acuerdo! un tebeo-comic-bd-fumetto casi siempre es mejor (o más) que un libro. (you’re totally right!)

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