Hobbiville | In a hole in the ground there lived a hobbit

Hobbiville | In a hole in the ground there lived a hobbit

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La casa di Sam Gamgee

Molti credono erroneamente che la Terra di mezzo descritta da J.R.R. Tolkien nei suoi (inspiegabilmente sempre più numerosi) libri si trovi in Nuova Zelanda. Questo è naturalmente impossibile, visto che Tolkien non mise mai piede in Nuova Zelanda, quindi non poté mai descriverla.

È la Nuova Zelanda a trovarsi nella Terra di mezzo. E se la sua Isola Meridionale è selvaggia e incontaminata come qualsiasi terra Fantasy, l’Isola Settentrionale ha l’aria più dolce, con le sue soffici colline verdi e le sue foreste da fiaba Disney (attenzione: Disney, non Grimm; i Grimm erano un tantino trucidi). L’Isola Settentrionale è anche meno vasta e più abitata, ma non per questo meno bella. Ed è tra le sue dolci colline, nei pressi di una cittadina dal simpaticissimo nome Maori, Matamata, che si trova quella fettina di Contea chiamata Hobbiton (Hobbiville, nella traduzione italiana).

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Peter Jackson, regista sia della trasposizione cinematografica del Signore degli Anelli che di quella dello Hobbit, ha visto e individuato questo angolo di Terra di Mezzo da un elicottero durante un volo di perlustrazione per scegliere i luoghi per le riprese. La costruzione del set è stata lunga e molto laboriosa: Peter Jackson voleva che le casette degli hobbit e i loro giardini sembrassero più veri del vero, voleva dare al pubblico l’impressione che quel villaggio fosse davvero abitato da esserini alti poco più di un metro e amanti del buon cibo e dell’erba pipa. Al termine delle riprese, però, il set è stato completamente smantellato, e il sito riportato al suo stato originario e restituito alla famiglia Alexander, proprietaria del terreno e di una fattoria di pecore (siamo in Nuova Zelanda, dopotutto).

Il panorama di Hobbiville / Hobbiton
Il panorama di Hobbiville / Hobbiton

Dopo qualche anno, non contento dello stratosferico successo ottenuto dalla prima trilogia, Peter Jackson ha avuto la discutibilmente brillante idea di imbarcarsi in un’altra avventura tolkieniana e di girare non uno, ma addirittura tre (3!) film dedicati allo Hobbit, un’opera letteraria un tantino meno complessa del Signore degli Anelli.

Questo portava alla necessità di riesumare il set della Contea e di Hobbiton. I lavori sono quindi dovuti ripartire da zero, naturalmente nello stesso luogo dove era nato il set per le riprese del Signore degli Anelli, con gioia della famiglia Alexander e delle sue pecore. Questa volta però, complice una certa dose di lungimiranza, il set è stato costruito con materiali molto più resistenti di quelli utilizzati in precedenza, in modo da poterlo poi lasciare intatto e aprirlo al pubblico.

Raggiungere Hobbiton non è esattamente difficile. E alla modica cifra di 79 dollari neozelandesi, circa €50 al cambio attuale, è possibile sentirsi hobbit per un giorno (per gli sfortunati che superano il metro e mezzo di altezza e non hanno l’onore di sentirsi hobbit tutti i giorni); visitando un luogo che davvero è unico al mondo, oltre che il set originale di uno dei film più visti degli ultimi anni.

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Il biglietto per la visita si acquista online, oppure alla biglietteria dotata di immancabile porta tonda che si trova nella cittadina di Matamata. Il tour parte da lì: un autista dal non sempre comprensibile accento neozelandese accompagna il gruppo all’ingresso della proprietà degli Alexander. Lì si attende un bus più piccolo, e nel frattempo si cerca di non cedere alla fortissima tentazione di acquistare l’Unico Anello all’inevitabile gift shop dedicato. Sul secondo bus si incontra la propria guida, che accompagnerà la Compagnia (dell’Anello) lungo i vialetti del villaggio hobbit, snocciolando curiosità e informazioni sulla storia del set.

Bag End.
Bag End.

Per la somma delusione di molti, quelle adorabili porticine tonde e dipinte non si aprono su intere case hobbit. Alcune non si aprono proprio. Nemmeno i corridoi tondeggianti di Bag End, Casa Baggins, e le sue stanze calde e accoglienti sono veramente scavati nella collina. Il set è stato infatti usato solo per le scene esterne; gli interni sono stati girati negli studi cinematografici di Wellington.

Le stesse porte tonde sono di dimensioni diverse: quelle più piccole sono state utilizzate per le scene con Gandalf, in modo che sembrasse un gigante in confronto al villaggio hobbit; ci sono però anche alcune porte più grandi, utilizzate per girare le scene con gli hobbit.

I panni stesi nei giardini però sono veri, così come vere sono le piante e le verdure che crescono nei piccoli orti. Hobbiton ha tutta l’aria di essere abitata, ed è proprio questo il suo fascino: sembra vera e appena saltata fuori dalle pagine di un libro.

Per un fan delle trilogie cinematografiche, Hobbiton è una specie di santuario, un luogo dove giocare a Riconosci la Scena e a Indovina Dove Abita Sam Gamgee.

Al termine del giro è ora di lasciare Hobbiton e tornare a Matamata. Il ritorno al mondo reale potrebbe essere traumatico, ma non lo è più di tanto. La Nuova Zelanda si trova tutto sommato nella Terra di mezzo, e soprattutto ha un modo tutto suo di continuare a stupirti.

 

Marta Frigerio

Casa di un hobbit
Casa di un hobbit
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